Kiruna Forever: se una città trasloca

by • 11 Novembre 2020 • Città e Territorio, Mosaico916

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In Svezia, una doppia mostra riflette sul caso della città mineraria in fase di demolizione e ricostruzione nei paraggi

 

KIRUNA (SVEZIA). È possibile spostare una città di oltre ventimila abitanti? Quali implicazioni comporta una simile scelta sulla memoria del luogo e sul suo patrimonio tangibile e intangibile? Quali conseguenze sulla popolazione? Quali costi sociali? Sono domande di rito per luoghi devastati da eventi naturali quali terremoti o inondazioni. Ma il caso di Kiruna – all’estremo nord della Svezia (145 km a nord del Circolo polare artico), fondata nel 1900 per lo sfruttamento di uno straordinario giacimento di ferro – è unico, anche per dimensioni: l’intera città viene rilocalizzata tre chilometri a nord-est del sito originario [nella foto di copertina di Jessica Nilden, l’autotrasporto di un’abitazione]. È la soluzione scelta per fronteggiare un “lento terremoto”, la deformazione del terreno, che si abbassa di 5 cm all’anno a causa dello sfruttamento del sottosuolo a 1.350 m di profondità.

I primi segni risalgono al 2003, e nel 2007 le autorità cittadine e la compagnia mineraria Luossavaara Kiirunavaara (LKAB), un vero colosso economico a cui la Svezia non può rinunciare, prendono la decisione radicale per proseguire l’attività estrattiva che ora continuerà nel sito della città in demolizione. Il concorso internazionale per il masterplan, bandito nel 2012, è stato vinto da White Arkitekter, in collaborazione con Ghilardi + Hellsten Arkiteker. I lavori sono già avanzati, ed è emblematico il passaggio di proprietà, avvenuto con cerimonia ufficiale il 28 agosto 2018, del nuovo Municipio (“Kristallen”) da LKAB al Comune, mentre quest’ultimo consegnava i resti della vecchia sede, situata nell’epicentro della zona di deformazione del suolo, spogliata di ogni elemento interno, per la sua completa demolizione.

La mostra “Kiruna Forever”, allestita in parallelo a Stoccolma e a Kiruna, prodotta da ArkDes (il Centro svedese di architettura e design) con la Municipalità di Kiruna, il Konstmuseet i Norr e il Norrbotten’s new County Art Museum, è stata concepita soprattutto per contribuire alla comprensione delle scelte e conoscere la storia e il carattere di un luogo mentre viene completamente trasformato. Gli interni del Municipio sono infatti stati trasportati a Stoccolma per continuare a far vivere la memoria di un luogo simbolico della vecchia città.

Il primo nucleo di Kiruna, all’inizio del Novecento, è stato concepito secondo il modello della company town inglese, con un piano visionario firmato Per Olof Hallman e Gustaf Wickman, attento alle forme del territorio e ai fattori climatici di un luogo cosi estremo. Tra i protagonisti della storia urbana c’è Ralph Erskine, che negli anni cinquanta si appassiona alla città artica, studiando forme di adattamento al clima e disegnandone un piano e un nuovo centro civico, con un mercato coperto e spazi per la cultura e lo spettacolo. Tra il 1959 e il 1965, Erskine realizza il quartiere Ortdrivaren, che sarà demolito come gran parte della vecchia città.

Le cinque sezioni della mostra – Territories of Extraction, Arctic Models, Kiruna on the move, Urgent Heritage, Future Uncertainties – ci guidano alla comprensione del luogo, della sua storia, delle politiche che l’hanno formato, ma sollevano anche quesiti fondamentali e questioni etiche che trascendono il singolo caso. «Kiruna ci pone di fronte alla necessità di ridefinire totalmente i nostri valori – scrive Carlos Minguez Carrasco, curatore della mostra – quando si tratta di come affrontare il riscaldamento globale e reinterpretare la nozione di attaccamento in un mondo di migrazione forzata e non forzata. Ci chiede di rinegoziare con i popoli indigeni (i Sami) e di riconfigurare la nostra concezione della sovranità. In definitiva, ci costringe ad affrontare i modi in cui privilegiamo la crescita economica sopra ogni altra cosa». Gli fa eco Kjeran Long, direttore di ArkDes: «Qual è la base etica di una città fondata su un territorio popolato da secoli da indigeni? Cosa succede quando i monumenti che definiscono la nostra storia vengono salvati, spostati o demoliti secondo le argomentazioni di storici, architetti, giudici e politici? Come ricordiamo le nostre storie, quando i luoghi che ricordiamo non esistono più?».

 

“Kiruna Forever”

ArkDes – Stoccolma

A cura di Carlos Minguez Carrasco

Fino al 7 febbraio 2021 (temporaneamente il museo è chiuso)

 

 

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One Response to Kiruna Forever: se una città trasloca

  1. […] settimana spaziamo all’estero, occupandoci in particolare di città. Kiruna e Anaklia stanno agli antipodi geografici e vivono destini opposti, ma le vicende che ne governano […]