Vignelli-Castiglioni, il derby del design

by • 5 Luglio 2020 • Reviews1764

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Due libri ripropongono la vasta produzione di due famiglie di designer attive dagli anni ’50

Lella e Massimo Vignelli da una parte, i fratelli Castiglioni dall’altra – maestri del design italiano – sono stati capaci di rivoluzionare la disciplina con un linguaggio chiaro e di grande forza espressiva, che ancora oggi non smette di far sentire la sua influenza.

Una fotografia in bianco e nero dei Vignelli sorridenti accoglie il lettore fra le pagine di Design: Vignelli, un ricco repertorio della loro produzione. L’espressione divertita e spensierata appare lontana dall’immaginario associato alla coppia di designer, nota per l’accuratezza e la precisione minuziosa nella loro attività professionale, in totale coerenza con analoghe attitudini nella vita privata. Attraverso una raccolta di schizzi e un corredo fotografico di immagini, realizzate in studio e dal vero, il testo propone una selezione della vastissima produzione che i coniugi hanno realizzato dal 1954 al 2014, anno della scomparsa di Massimo, inanellando progetti diversi fra loro per committenza, tipologia, contesto e argomento, ma accomunati da una coerenza, forza e riconoscibilità di stile che ha avuto pochi eguali ed ancora oggi è attuale. Il volume è la versione aggiornata di un libro analogo del 1990, ormai fuori catalogo, impostato dallo stesso Vignelli e curato da Beatriz Cifuentes-Caballero, sua collaboratrice dal 2004 al 2014: presenta contributi firmati, oltre che dagli stessi autori, da Germano Celant, Mildred Constantine, Kenneth Frampton, David Revere McFadden, Joseph Rykwert, R. Roger Remington, Yoshiki Waterhouse, Debbie Millman.

Le immagini sono accompagnate da didascalie, gran parte delle quali riportate esattamente così come scritte in origine, in prima persona e al presente; ad esse si aggiungono quelle create per questa edizione, in terza persona e dal tono più neutro, il che crea una certa complessità nella lettura ma presenta il vantaggio di rendere viva e autentica la voce dei designer in un percorso che li ha portati a concepire l’identità visiva di molte fra le maggiori company americane: Bloomingdale’s, American Airlines, Knoll, Ford, per citarne solo alcune. Una cifra, quella dello studio Vignelli, dalla semplicità minimale, dalla purezza ascetica, che dava forma a oggetti spartani eppure raffinatissimi, tanto quanto di impatto visivo. Nelle sei decadi di attività sono stati attraversati ambiti fra loro differenti del mondo del design: grafica, packaging, architettura d’interni, arredi, oggetti. La produzione è stata così diversificata che scorrendo le pagine del libro non si può non ripensare al motto Design is one che avevano fatto loro, mutuandolo dal concetto di trasversalità e di opera d’arte totale del Bauhaus. La curatrice dichiara subito la complessità della selezione condotta in occasione della nascita del Vignelli Center for Design Studies presso il Rochester Institute of Technology, l’archivio omnicomprensivo della produzione dello studio. «Morirò e questo libro non sarà finito», continuava a ripetere Massimo Vignelli con divertito cinismo e – con la lungimiranza applicata nei progetti – purtroppo, anche questa volta, ha avuto ragione.

Pubblicato in occasione della mostra organizzata nel 2019 alla Galleria Harry Bertoia di Pordenone, in collaborazione con la Fondazione Achille Castiglioni, Il design dei Castiglioni è invece un testo che per la prima volta guarda ai tre fratelli milanesi con uno sguardo unico, senza  trascurare gli aspetti principali del loro percorso progettuale individuale. Vengono infatti tracciate quelle caratteristiche della loro ricerca che li accomunavano ma allo stesso tempo sono identificate le singole personalità, ripercorrendone i tragitti individuali. Il volume, a cura di Dario Scodeller – docente all’Università di Ferrara e storico del design – presenta contributi inediti firmati dallo stesso autore e da Fiorella Bulegato, Elena Brigi, Daniele Vincenzi, Alberto Bassi e Alessandra Acocella, che raccontano, insieme alle opere più conosciute, anche esiti progettuali meno noti o attività poco indagate: gli allestimenti per la RAI alla Fiera di Milano, il rapporto con gli imprenditori italiani (come l’incontro con Dino Gavina, da cui ebbe inizio il proficuo sodalizio), l’indagine sul design anonimo (che si iscrive in un più ampio atteggiamento lontano dai protagonismi e dal culto narcisistico dell’autore), l’attività didattica fuori dagli schemi (che invitava gli studenti ad analizzare gli elementi fondanti del design con spirito razionale, aperto alla collaborazione interdisciplinare). Dal volume emerge come lo studio vivesse di relazioni e scambi molto differenti, da un lato nutrendosi di legami colti con la cultura artistica d’avanguardia, dall’altro traendo ispirazione dalla progettualità diffusa della cultura popolare, riuscendo a mantenersi in equilibrio fra lucida razionalità e immaginazione multiforme, fra pragmatismo e sperimentazione temeraria.

Alcune pagine virate su colori saturi interrompono con note cromatiche accese un andamento altrimenti lineare, in cui il testo si accompagna agli schizzi dei progetti, alle foto dello studio, per la maggior parte in bianco e nero. Di particolare interesse i contributi dei figli – Piero (di Livio), Giorgina (Pier Giacomo) e Carlo (Achille) – che dei genitori raccontano gli aspetti personali, la vita in famiglia, l’atteggiamento ludico e divertito con cui affrontavano un progetto, la curiosità ironica e priva di preconcetti con cui iniziavano la sperimentazione, che li portava a «fare cose serie, divertendosi». La testimonianza sottolinea anche l’importanza delle orme lasciate dal loro padre Giannino, scultore, pittore e designer ante litteram in una ditta di medaglie, e l’eredità raccolta dai nipoti nell’aprire le porte dello studio-museo di Piazza Castello per far conoscere l’attività dei tre fratelli. Conclude il volume un Atlante dell’espressività razionale per immagini, che mostra in meno di 40 pagine alcuni fra gli oggetti più rappresentativi dell’attività dei Castiglioni, significativi perché sono prova della loro attenzione al rapporto con l’osservatore, utili a stimolare l’interesse e la curiosità dell’utente attraverso l’attribuzione di un significato a una determinata forma.

 

Design: Vignelli, a cura di Massimo Vignelli e Beatriz Cifuentes-Caballero, Electa, 2018, 408 pagine, € 99

 

 

 

 

 

 

 

Il design dei Castiglioni, a cura di Dario Scodeller, Corraini Edizioni, 2019, 263 pagine, € 40

 

 

 

 

 

 

 

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