Arte, architettura, spazio pubblico: operazioni e limiti

by • 29 Settembre 2019 • Reviews649

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Con orizzonti diversi, Lorenzo Degli Esposti e Alessandro Colombo riflettono sui nessi tra progettazione urbana, oggetti e contesti

 

Milano sullo sfondo, il Politecnico come luogo di formazione e di cultura, in due libri che hanno il merito di mettere in discussione e di aggiornare principi e metodi. Il primo, pubblicato da Maggioli, è ostentatamente raffinato fin dal titolo, con tanto di parentesi: Operazioni (in arte e in architettura). Si tratta della rielaborazione della tesi di dottorato che Lorenzo Degli Esposti, con la supervisione di Peter EisenmanErnesto D’Alfonso, ha discusso dieci anni fa al Politecnico. La dimensione accademica e un po’ autoreferenziale viene ampiamente riscattata da un lavoro contenutistico e grafico di qualità, una stimolante incursione nella cultura architettonica e artistica, soprattutto statunitense, che si dipana a partire dagli anni Sessanta e Settanta. L’orizzonte di riferimento è chiarito nell’introduzione: «Un duplice interrogativo ha cominciato a porsi al principio di ogni mio progetto: cosa avrebbe potuto aggiungere un’architettura ad un luogo, che esso altrimenti non avrebbe mai avuto occasione di avere e, viceversa, come un’architettura poteva dirsi propria di un luogo, solo di quello e non di un altro». Operazioni è evidentemente la parola chiave, declinata nei tre capitoli di cui si compone il libro: le operazioni nell’arte, le operazioni nell’architettura, mentre la terza parte è una messa in pratica attraverso quattro progetti dell’autore, che cerca una non facile sintesi. «E le operazioni in questo senso sono tra i possibili utili strumenti per astrarre l’oggetto dal luogo, instaurando un grado inedito di relazioni. L’uso delle operazioni può assicurare la possibilità di un sempre rinnovato rapporto tra oggetto e luogo, nella smaterializzazione di un’idea nei confronti del contesto alle varie scale, in modo da poter di nuovo, e ancora una volta, trovare qui l’altrove». Il discorso di natura teorica – ma sostenuto con immagini e casi-studio – ha l’obiettivo d’insinuarsi nei punti di contatto e di sovrapposizione possibile tra un approccio contestuale alla progettazione urbana e uno invece legato all’oggetto in sé. «Da un lato abbiamo l’oggetto autonomo, arbitrario, assoluto, dall’altro l’attenzione nei confronti dell’intorno, la sensibilità per l’inserimento e per il rispetto dei contesti. Come le due istanze si relazionano? Come autonomia e interazione si materializzano in un oggetto nei confronti della realtà?».

Il testo si rivela quindi come un utile strumento per aprire questioni complesse. Proprio quelle tematiche che arricchiscono ed enfatizzano il valore sperimentale del libro curato da Alessandro Colombo, che invece si presenta come un abaco di soluzioni progettuali per Milano. Pur sviluppate all’interno di un’esperienza didattica (i dieci anni di attività del workshop Musei e Mostre, presso il Master in Exhibition Design organizzato da Idea – Associazione Italiana Exhibition Designers – con il Politecnico di Milano, POLIDesign, in cui l’autore insegna insieme a Franco Origoni), i lavori diventano paradigmatici di un approccio alla progettazione urbana, e in particolare alla trasformazione dello spazio pubblico contemporaneo. Allestimento urbano, viene definito: elementi leggeri, teche, totem, pensiline, panchine, pannelli, giochi di luce, rinnovate superfici che si sovrappongono (negli otto casi studio presentati) a piazze, percorsi, strade, cortili e piani terra degli edifici. La pubblicazione ha un dichiarato riferimento in un lavoro analogo, pubblicato pochi anni fa da Giuseppe Guerrera per Aracne, Allestimenti urbani. Studi sulla città di Favara. In quella pubblicazione, del 2015, l’introduzione era stata delegata ad Alberto Ferlenga, che focalizzava il tema portante con queste parole: «Per molto tempo il “mettere in relazione” è stata una delle più peculiari capacità dell’architettura che, da sempre, è un’arte in grado di trasformare – proprio grazie alla messa in evidenza di relazioni latenti – territori in paesaggi, lacune urbane in luoghi di incontro, manifestazioni comuni della vita in simboli. Nel passato, lo ha fatto su grande scala, inventando città e territori e lo ha fatto in particolar modo in Italia. Oggi queste attitudini vanno piuttosto rivolte a ciò che abbiamo costruito in decenni di edificazioni selvagge. Vanno declinate ad una scala minuta, cercando di dare un senso aggiuntivo anche ad interventi semplici come lastricati, sedute, giardini, pergole, destinati a dare uno sfondo gradevole alla vita di ogni giorno. Per farlo bisogna saper vedere, e se il sapere architettonico non è sufficiente per comprendere ciò che ci attornia, allora è necessario prendere a prestito da altre arti ciò che la nostra non riesce più ad elaborare in proprio». La lunga citazione ha il merito di alludere alle molteplici relazioni possibili tra i due libri presentati: da una parte il significato delle operazioni nel progetto urbano, dall’altro i rispettivi limiti (ammesso che esistano, ancora di più oggi) tra arte e architettura. Il testo di Colombo, come scritto nell’introduzione da Luciano Crespi, è una «ricerca progettuale finalizzata a sperimentare nuove forme espressive, linguaggi innovativi, pratiche alternative di comunicazione, applicate all’evento espositivo ricollocato nel cuore della città e dei suoi spazi aperti». I progetti presentati, dice ancora Crespi, quasi a voler chiudere il cerchio con la prima pubblicazione, raccontano «soluzioni più adeguate a rendere gli spazi aperti urbani più ospitali, accoglienti, abitabili nel senso più ampio del termine. Non si tratta di una differenza trascurabile. Lo stesso mondo dell’arte negli ultimi anni è stato sempre più contraddistinto dalla diffusione di esperienze che hanno messo lo spazio aperto urbano come “contesto” dell’opera: dalla land art, all’arte pubblica, all’arte site specific».

 

Operazioni (in arte e in architettura), di Lorenzo Degli Esposti, Maggioli Editore, 2018, 328 pagine, € 25

 

 

 

 

 

 

 

Allestimenti urbani. Milano. Dieci anni di ricerca,di Alessandro Colombo, StudioMarinoni OwnPublishing, 2018, 108 pagine, versione italiana e traduzione inglese, € 25

 

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