Casalgrande Padana, progetti da Grand Prix

by • 7 Agosto 2019 • Progetti1137

Share
Conclusa l’edizione 2016-2018 del riconoscimento internazionale: un’occasione per fare il punto sulla produzione architettonica, l’interior design e l’innovazione tecnologica

 

Tra i non numerosi riconoscimenti organizzati da aziende produttrici di materiali per l’edilizia, il Grand Prix Casalgrande Padana si conferma all’attenzione generale per la continuità dell’iniziativa, la dimensione internazionale, la qualità e rilevanza di molti dei lavori selezionati. Il 2019 ha visto l’epilogo dell’11° edizione, con la cerimonia di premiazione avvenuta a fine maggio a Roma presso l’Acquario Romano – Casa dell’Architettura.

A partire dal 1990, l’iniziativa ha visto la candidatura di oltre 1.700 realizzazioni, basate sull’impiego dei materiali ceramici prodotti dall’azienda del distretto modenese, presentati da 1.200 progettisti provenienti da tutto il mondo. Un’occasione per vagliare le proprietà tecniche e le caratteristiche performative delle singole collezioni utilizzate, mettendo inoltre in luce le potenzialità espressive degli elementi in grès porcellanato, a volte anche custom made su disegno dei progettisti. Le applicazioni non riguardano infatti solamente gli interni ma, sempre più, le soluzioni d’involucro, concepite non come rivestimento intercambiabile bensì come elemento connotante l’architettura.

Come di consueto, le opere in gara sono state valutate da una giuria internazionale che riunisce esperti del settore, architetti e critici di architettura, docenti universitari e giornalisti specializzati. Coordinata dal presidente di Casalgrande Padana Franco Manfredini, per l’11° edizione ne hanno fatto parte Federico Bucci (storico dell’architettura e docente del Politecnico di Milano), Orazio Campo (docente alle Università di Roma La Sapienza e Roma III), Tobias Lutz (fondatore della piattaforma elvetica Architonic), Mia Pizzi (giornalista della rivista “Abitare”), Sebastian Redecke (redattore della rivista tedesca “Bauwelt”) e Matteo Vercelloni (critico di architettura e consulente editoriale della rivista “Interni”).

Su oltre 130 candidature pervenute, questi i vincitori nelle varie sezioni, che saranno raccolti, come per le precedenti edizioni, nel Creative book, disponibile dal mese di novembre in formato digitale, nonché in abbinamento alla rivista “Casabella”.

 

Centri commerciali e direzionali
1) Filippo Taidelli (studio FTA): Campus Humanitas University a Rozzano (Milano; foto di copertina) e Centro congressi Humanitas a Pieve Emanuele (Milano)
2) Josefine Dahl: Eurostop Halmstad (Svezia)
3) Magda Kmita (Blank Architects): Riviera Shopping Center Lipetsk (Russia)
menzione) Erol Tabanca (Studio Polimeks): aeroporto internazionale Ashgabat (Turkmenistan)

Edilizia pubblica e dei servizi, edilizia industriale
1) NOA (Network of Architecture): Alpin Panorama Hotel Hubertus a Valdaora (Bolzano)
2) Arata Isozaki e Andrea Maffei: Torre Allianz a Milano
3) Mihaela Rusulet (studio Arca): VOX Technology Park a Timisoara (Romania)
menzioni) Nishio Yoshiki (Taisei Corporation): Hokkaido University of Science a Hokkaido (Giappone); Matteo Thun e Luca Colombo: JW Marriott Venice Resort & Spa a Venezia

Edilizia residenziale
1) Birgitta Hjelm (studio Luontola): LuxLine Pori (Finlandia)
2) Glória Papp (studi P-Art / TNA): E.House Egerszalók (Ungheria)
3) Riccardo Cioli, Vanni Ancillotti, Claudio Beneforti (studio Ardea): Casa MM a Lamporecchio (Pistoia)
menzione) Simone Capozza, Nina Voluta: piscina Formello a Roma

Rivestimenti di facciata, pavimentazioni esterne, piscine e Spa
1) Alfonso Femia (Atelier(s) Alfonso Femia): Dallara Academy a Varano de’ Melegari (Parma), e “I Giardini di Gabriel” a Asnières-sur-Seine (Francia)
2) Lapo Bianchi Luci, Camilla Lapucci (studio Cipiuelle): KLAB a Prato
3) Jean Baptiste Pietri (studio Pietri Architects): La Barquière a Marsiglia (Francia)
menzione) Andrea Zanarini: centrale di cogenerazione Cogen a Bologna

 

(Visited 209 times, 1 visits today)

Pin It

Comments are closed.