Venezia, Chipperfield svecchia le Procuratie

by • 19 Giugno 2019 • Patrimonio1387

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Fervono i lavori per il recupero, firmato David Chipperfield Architects, delle Procuratie Vecchie, storica sede di Generali in Piazza San Marco

 

VENEZIA. Ufficialmente annunciato nell’autunno scorso, entra ora nel vivo il progetto di recupero delle Procuratie Vecchie di Generali, in Piazza San Marco, a firma della sede milanese dello studio David Chipperfield Architects, vincitore di una competizione internazionale nel 2017. La compagnia assicuratrice fondata a Trieste nel 1831 scelse l’anno seguente questa porzione delle Procuratie per la sua sede veneziana, per poi trasferirne il nucleo operativo, a fine anni ’80, nell’entroterra trevigiano, a Mogliano Veneto.

L’attuale progetto di restauro e rifunzionalizzazione interessa circa 12.400 mq di superficie lorda distribuiti su tre livelli e, abbandonate le precedenti ipotesi (tra cui anche un possibile uso a foresteria di parte degli spazi), individua per il primo e secondo piano una destinazione ad uffici, sia di rappresentanza, sia in locazione ad altri enti. L’intero terzo piano viene invece destinato, come già anticipato, a nuova casa della Fondazione del Gruppo: The Human Safety Net che, attiva dal 2017 con investimenti in imprese sociali e ONG in Europa, Asia e America Latina, opera attraverso tre distinti programmi a sostegno dello sviluppo di famiglie, start up per rifugiati e neonati.

Uno spazio per la prima volta aperto al pubblico (sulla cui pubblica accessibilità il CEO di Generali Philippe Donnet ama rimarcare con orgoglio l’accento) e che comprenderà anche un auditorium, uno spazio espositivo dedicato ad illustrare le attività di Human Safety Net con allestimenti multimediali e interattivi, nonché l’accesso a quelli che per ora vengono definiti come lastrici solari e che si tradurranno in due terrazze a vasca all’interno della falda del tetto (lasciando definitivamente cadere così le precedenti polemiche su possibili altane panoramiche).

 

Il cantiere

Avviato nell’aprile 2017 dalla Sacaim Spa – Rizzani De Eccher e attualmente in corso, ha interessato la messa in sicurezza dei solai, la pulitura della facciata sul rio Orseolo, delle decorazioni interne e degli stucchi ottocenteschi e il loro consolidamento, l’eliminazione delle superfetazioni interne in continuità con un precedente progetto (risalente al 2009 a firma dell’architetto Gretchen Harnischfeger Alexander). Si proseguirà ora (il permesso a costruire da parte della Municipalità è giunto il 28 maggio) anche con l’ammodernamento impiantistico e nuovi elementi di collegamento ai piani, anche se per il disegno di Chipperfield (di cui durante la conferenza stampa veneziana del 10 giugno sono state svelate solo le linee generali), lo spazio con maggior libertà di azione si preannuncia quello all’ultimo livello.

Nel complesso la sfida, per riprendere le parole dell’architetto britannico, sarà quella di avvicinarsi ad una dimensione “originaria” (anche per l’utilizzo dei materiali) adattandola alla nuova funzione, rivedendone la permeabilità di accessi e distribuzione interna in un un contesto segnato da una contraddittorietà: all’uniforme continuità architettonica della facciata esterna corrispondono le continue modifiche che nel corso di centinaia di anni hanno segnato la storia degli spazi interni, alterandone il tessuto. La fine lavori è fissata al 2021 ma, sebbene incalzato dalla stampa, sull’investimento complessivo Donnet non ha lasciato trapelare alcun dato.

Più prossima in ordine di tempo, secondo il cronoprogramma, la fine lavori per il restauro dei Giardini Reali (davanti il bacino di San Marco), sempre realizzato con il contributo di Generali in partnership con Venice Gardens Foundation (cui ne sarà affidata la manutenzione) e prevista per quest’autunno. Qui per la parte botanica il progetto porta la firma dell’architetto del paesaggio Paolo Pejrone, mentre per la parte architettonica (ripristino di padiglione neoclassico e pergolato nonché della serra) è stato chiamato il veneziano Alberto Torsello su progetto generale dello Studio di Architettura Carlo Aymonino-Gabriella Barbini. A caratterizzare l’intervento sarà anche il ripristino del ponte ligneo levatoio che consentirà di rimettere in comunicazione questa porzione di verde direttamente con il retrostante sistema museale dell’area marciana.

 

Immagine di copertina: Venezia, Piazza San Marco, veduta della facciata delle Procuratie Vecchie (© Contrasto Martino Lombezzi)

 

 

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