Global HolcimAwards 2012: premiati Africa, Brasile e Germania

by • 23 Novembre 2012 • Professione e Formazione893

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I premi della Holcim Foundation for Sustainable Construction sono stati scelti tra i 15 finalisti degli Holcim regionali (Asia, Nord America, Africa e Medio Oriente, Europa, America latina) da una giuria presieduta da Enrique Norten (Ten Arquitectos).
Sul gradino più alto del podio, il progetto per una scuola a Gando, un paese di 3.000 abitanti in una zona rurale di uno degli stati più poveri al mondo, il Burkina Faso, è stato premiato per aver brillantemente risolto la sfida del controllo climatico interno in maniera passiva in un clima particolarmente critico, con temperature esterne fino a 40°. Il progetto di Diébédo Francis Kéré e Kéré Architecture sfrutta la ventilazione naturale, gli scambiatori geotermici e il raffrescamento evaporativo per il raffreddamento dell’aria, la vegetazione e un involucro (copertura e pareti esterne) a doppia pelle per difendersi dalle alte temperature e dalla radiazione solare. L’aria esterna viene filtrata, pre-raffrescata, e immessa nelle aule; l’aria interna, viziata e più calda, esce dall’alto per effetto camino incrementato da una doppia copertura: una esterna leggera, inclinata e in lamiera che si surriscalda, e una interna all’aula in laterizio; tra le due vi è un’ampia intercapedine di altezza variabile in cui transita l’aria in evacuazione. Il sistema d’irrigazione, da recupero delle piogge, porta l’acqua direttamente alle radici delle piante.
Sempre nel segno della concretezza, il secondo premio è andato a un edificio multifunzionale pubblico (Fábrica de Música, di Alfredo Brillembourg e Hubert Klumpner, Urban Think Tank) a Grotão, una favela di San Paolo del Brasile. L’edificio si colloca al fondo di un anfiteatro terrazzato a verde per prevenire l’erosione del suolo, con spazi destinati anche all’agricoltura, e sfrutta in maniera integrata tutte le tecniche per ventilazione e climatizzazione naturale. L’edificio e la sua integrazione nel contesto urbano rappresentano anche un prototipo da esportare in San Paolo e altrove.
Il terzo premio è andato a un progetto di rinnovamento urbano per Berlino (Flussbad, di Tim Edler con Jan Edler, Denise Dih, Heiko Sieker, Anna Lundquist, Christian Bohne) in cui l’aspetto peculiare è la rinaturalizzazione di un tratto di 1,5 km della Sprea, inutilizzato da oltre un secolo, all’altezza dell’Isola dei musei. Il primo tratto viene rinaturalizzato, un secondo diventa un bacino di fitodepurazione con una grande varietà di piante acquatiche lungo 780 m, le cui acque fluiscono in una vera e propria piscina larga quanto la sezione libera del canale: le rive del Lustgarten diventano gradinate di accesso alla lunga vasca d’acqua di 745 m (larghezza media 28 m e profondità 2,2 m, pari a circa 17 piscine olimpioniche) e integrano gli spogliatoi e altri servizi. Una chiusa al termine dell’inusuale vasca previene il flusso controcorrente di acqua non filtrata alla confluenza, e si prevede un nuovo canale fognario per intercettare gli scarichi che attualmente sboccano nel tratto interessato. Mentre gli altri due progetti sono già in fase di costruzione, la data d’inizio per quest’ultimo è indicata nel 2018.
Sono infine tutti europei i tre premi per l’innovazione, assegnati il primo a una tecnologia per il getto del calcestruzzo, il secondo a un prototipo di abitazioni low-cost con uso di materiali intelligenti e il terzo a un sistema di fabbricazione per elementi edilizi dalla geometria complessa.
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