704 progetti da 58 paesi, 281 selezionati: è record di partecipazioni

by • 9 Gennaio 2012 • Reviews742

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Barcellona. Svoltasi dal 2 al 4 novembre sotto una pioggia incessante, la quarta edizione del World Architecture Festival, organizzata dagli inglesi Paul Finch ed Emap (East Midland Allied Press) presso il Ccib del Forum, ha riproposto la formula ormai consolidata: tre giorni non stop di conferenze e presentazioni dei progetti selezionati da tutto il mondo, suddivisi per categorie ed esposti alla giuria (presieduta da Michael Sorkin) e al pubblico per l’elezione del World Building of theYear 2011.
Se da un lato Barcellona non ha dato il meglio di sé in quanto a condizioni meterologiche, da parte dell’organizzazione il coinvolgimento della città è stato quasi nullo e si è risolto con l’intervento di David Mackay per commemorare i 60 anni dello studio barcellonese Mbm Arquitectes. Scarsa la presenza di visitatori locali (il costo del biglietto è piuttosto proibitivo), assenti gli studenti, rimasti senza rappresentanza all’interno dell’evento.
Confermandosi un appuntamento a uso e consumo esclusivo degli architetti, ha visto un’affluenza un po’ più alta rispetto all’anno scorso (secondo le cifre ufficiali 1.350 visitatori in totale), senza però eguagliare i numeri delle prime due edizioni.
Nonostante il clima economico sfavorevole, quest’anno il Waf ha registrato il più alto numero di entries dal 2008: 704 progetti provenienti da 58 paesi sono pervenuti alla prima selezione tenutasi a Londra, di cui 281 (firmati da 170 studi) approdati a Barcellona, suddivisi nelle tre grandi categorie (Edifici realizzati, Strutture e Progetti futuri), ciascuna comprendente fino a sedici sotto-categorie. Il Messico ha visto un incremento di presenze del 145%, seguito da Italia (133%), Olanda (130%) e Spagna (93%). Più numerosi rispetto all’anno scorso anche indiani, inglesi (che detengono come sempre il record) e turchi, a cui si aggiungono per la prima volta progetti provenienti da Libia, Haiti e Cambogia. Cinque gli studi italiani selezionati: Alessandro Quadrelli Architetto, bergmeisterwolf architekten, DRA&U, monovolume architecture+design, Tstudio. Quest’anno l’intenso programma di conferenze verteva sul tema «Response and Repair, Recovery and Rethink» dei luoghi oggetto di disastri ambientali o vulnerabili da un punto di vista urbanistico.
Resta un marchio di fabbrica del Festival l’occasione offerta ai progettisti di provenienza più diversa, archistar e piccoli studi locali, di concorrere ad armi pari per il premio finale, assegnato quest’anno all’edificio per uffici Media-Tic, del catalano Enric Ruiz-Geli di Cloud 9, situato nel quartire barcellonese 22@. La Beekman Tower di Gehry per l’ingegneria diWsp Cantor Seinuk è stata eletta Structural Building of theYear, mentre il Future Project of theYear è andato all’aeroporto di Hanimaadhoo nelle Maldive, di Integrated Design Associates.
Due le novità di questa edizione: «Inside: Festival of Interiors», che ha offerto una vetrina ai progetti d’interni (143 provenienti da 33 paesi) esposti e giudicati con una formula a sè stante rispetto a quella del main event, e il «People’s Choice Award», il concorso parallelo che ha visto la partecipazione del pubblico internauta (in teoria non solo degli addetti ai lavori) per l’elezione del proprioWorld’s Best Building, aggiudicato a Syndicate Studio per la Memorial HouseTodor Proeski in Macedonia con 15.000 voti. Appuntamento all’anno prossimo, sempre a Barcellona.

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