Gli aggiornamenti sugli auditorium

by • 13 Aprile 2010 • Inchieste515

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Nel segno di «una possibile modalità d’intervento attraverso consapevolezza e partecipazione dei cittadini» Shigeru Ban ha aperto il workshop internazionale organizzato presso la facoltà di Ingegneria (dal 15 al 19 marzo) da Aldo Benedetti in continuità con una serie d’iniziative legate al tema della ricostruzione raggruppate sotto lo slogan «L’Aquila prendiamoci cura del patrimonio urbano». L’iniziativa si è svolta in occasione dell’avvio del cantiere dell’auditorium per il Conservatorio (cfr. «Il Giornale dell’Architettura», n. 79, dicembre 2009). Superata la prima ipotesi che prevedeva il riuso di una tettoia dismessa in un’area periferica, il piccolo auditorium, in una nuova versione, sarà realizzato accanto alle aule provvisorie del Conservatorio ma sarà anche a servizio della città. L’architetto giapponese ha ideato una sala a pianta ovale circondata da un percorso protetto e completata da ambienti di servizio che sarà realizzata in tempi brevi con materiali come cartone (fornito da un’azienda locale), legno e sacchi di sabbia. Il cantiere coinvolgerà anche gli studenti che lavoreranno sui prototipi forniti dal progettista mettendo a punto gli elementi di connessione tra le parti. Ban ha raccontato nella conferenza «Emergency projects/L’Aquila temporary concert hall» il suo modo di lavorare, basato sulla volontà di rendere l’architettura accessibile a un numero sempre maggiore di utenti. Il workshop ha visto confrontarsi studenti delle Università dell’Aquila e di Genova, della Harvard University e della Keio University di Tokyo. Il loro lavoro si è articolato in 5 giornate in cui ai sopralluoghi nel centro della città, nei nuovi complessi Case, ma anche ad Avezzano (interamente ricostruita dopo il terremoto del 1915), si sono alternati incontri con autorità locali e momenti di conoscenza delle «storie» italiane di ricostruzione post terremoto. Un particolare spazio è stato dedicato allo studio del progetto dell’auditorium con sopralluoghi sul cantiere.
Renzo Piano invece, autore, con Alessandro Traldi, di un altro piccolo auditorium per la città (cfr. n. 80, gennaio 2010), ha diramato con Ban un comunicato stampa: «Ambedue i progetti, finanziati con fondi provenienti da sponsor esterni e indipendenti dalla Città dell’Aquila e dalla Protezione civile, prevedono la partecipazione viva di studenti, giovani dell’Aquila e scuole di Architettura e Ingegneria. Siamo lieti di lavorare a questo semplice progetto insieme, in nome di una nostra comune appartenenza alla cultura del fare».

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