Dal 1° settembre sono in vigore i codici deontologici relativi alla professione di architetto, pianificatore, paesaggista, conservatore, architetto junior e conservatore junior. Le normative sono state approvate dal Cnappc lo scorso giugno, dopo un articolato dibattito interno, iniziato nel 2007 e sviluppatosi attraverso commissioni di lavoro, congressi e conferenze degli Ordini, nel contestuale confronto con lagenzia Antitrust e rapportandosi ai contenuti delle direttive dellUnione europea, fra cui merita particolare attenzione quella relativa ai servizi nel mercato interno del 2004. Occorre inoltre ricordare che già prima del 2007 erano intervenuti una serie di aggiustamenti alle norme deontologiche allora vigenti, in materia informativa, pubblicitaria e tariffaria. Il Cnappc ha quindi ritenuto di ovviare alla frammentarietà delle norme succedutesi nel tempo attraverso un nuovo testo organico che, tra laltro, contribuisse a superare quella «asimmetria informativa» che spesso caratterizza il rapporto tra professionista e committente nella difficoltà di definire in modo univoco i reciproci obblighi, doveri e spettanze.
Allinterno di tale contesto di riferimento è possibile individuare tre principi attorno ai quali delineare lo svolgimento della libera professione: rispetto della concorrenza, condizioni dellassociazionismo, rispetto della dignità del compenso collegato alla qualità della prestazione. Il nuovo Codice deontologico ha inoltre proceduto a eliminare una serie di norme che, essendo già contenute nella legge ordinaria, non avevano necessità di ulteriori conferme di carattere prescrittivo come, ad esempio, alcune di quelle sullincompatibilità.
In generale, il nuovo Codice si pone lobiettivo di recepire e normare lo svolgimento della professione in funzione della sua evoluzione nel recente passato e in relazione ai suoi possibili futuri cambiamenti. In tal senso, un ulteriore principio dinnovazione è costituito dalle verifiche periodiche annuali degli articoli del testo; in funzione a tale presupposto gli Ordini e il Cnappc, nelle loro funzioni di controllo disciplinare, possono svolgere un notevole ruolo propositivo di aggiornamento e adattamento della normativa allevoluzione della professione. Non è superfluo ricordare che il Codice deontologico, come insieme di regole a carattere extra-giuridico dedicate al servizio dellattività di magistratura a cui sono tenuti, per legge, sia gli Ordini provinciali che il Cnappc, non deve essere uno strumento punitivo ma preventivo, a uso degli iscritti per evitare loro dincorrere in spiacevoli situazioni non volute.
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