Il 900 che corre contro il tempo

by • 26 Agosto 2009 • Reviews505

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MONTRÉAL (CANADA). Jeffrey T. Schnapp, curatore della nuova mostra del Centre Canadien d’Architecture (Cca), offre ai visitatori cinque prospettive sulla percezione della velocità e le aspettative nei suoi confronti. Un tema centrale per il XX secolo, sempre alla ricerca del tempo da guadagnare. Celebrando il centenario della nascita del Futurismo in Italia con documenti d’archivio originali conservati al Cca, il percorso si sviluppa attorno a cinque grandi tematiche: la circolazione stradale, la costruzione, la rappresentazione, l’efficienza e la relazione con il corpo.
La mostra si distingue sotto vari aspetti. Innanzitutto per la chiarezza con cui è strutturata: dalla velocità al servizio del corpo nella circolazione stradale e nella costruzione si passa al corpo al servizio della velocità di cui si sottolineano l’efficienza, la misura e la regolazione. Ciascun tema rappresenta un’occasione per esplorare diverse interazioni e stabilire punti di riferimento sia per le proposte eccezionali sia per le realizzazioni legate alla quotidianità. Un film prodotto nel 1940 mostra la città moderna – rapida, efficiente e dominata dalle automobili – come venne presentata l’anno precedente in occasione dell’Esposizione universale di New York. La narrazione si apre con un preambolo storico che illustra il progresso dei trasporti individuali, sottolineandone l’aspetto pionieristico. Così l’avvento delle autostrade e delle periferie s’inserisce in questo destino manifesto che pervade la coscienza americana. Accanto al video, le statistiche stradali e il traffic engineering
(ingegneria del traffico) mostrano il quadro strutturale e normativo di questa rivoluzione urbana e culturale.
L’allestimento, che si contraddistingue per la sua eleganza, è stato ideato da Michael Maltzan Architecture. Le consuete vetrine sono affiancate da proiezioni e integrazioni varie come un videogioco sulla «corsa» urbana proiettato su ciclorama, in cui l’efficienza dell’ufficio moderno si traduce in personaggi nel ruolo di quadri aziendali che strizzano l’occhio alla tastiera della macchina da scrivere. Ciascuna sala, incoronata da una citazione che stimola lo spirito critico, conserva un’impronta umanistica che rammenta al visitatore le intenzioni del Cca e il percorso personale del curatore: professore di letteratura comparata, ma anche di letteratura italiana e francese. Gli oggetti presentano riferimenti culturali multipli che sottolineano come la corsa alla velocità abbia segnato la modernità dagli Stati Uniti all’Unione Sovietica, passando attraverso diverse declinazioni europee. La rassegna mostra la diffusione della prefabbricazione e dell’adozione di tecniche di costruzione rapida. Il processo inverso è invece l’occasione per presentare un video sull’implosione di grandi edifici negli Stati Uniti che fa da contrappunto al processo di demolizione, accorto ma deciso, del Giappone.
L’efficienza segna la transizione da una velocità esterna al corpo a una velocità a esso applicata, abilmente simboleggiata dalle esperienze e dai discorsi sulla cucina e l’ufficio: due archetipi di una modernità specializzata. Senza affrontare direttamente la rivoluzione informatica, il visitatore percepisce quanto le soluzioni sperimentate tra le due guerre siano dei riferimenti obbligati nella concezione attuale di questi spazi.
La misura della velocità mostra come il tema del tempo da guadagnare abbia dominato durante la prima metà del Novecento il progresso dei trasporti e oggi quello dell’informazione. Il lavoro di Schnapp si è avvalso di numerosi collaboratori che hanno contribuito alla cura di un eccellente catalogo per i tipi di Skira, della Wolfsonian-Florida International University e del Cca. Questo progetto a più mani è la dimostrazione di un talento di orchestrazione in un sottile equilibrio tra riferimenti e forme. La mostra ci pone di fronte a questa corsa assoluta contro il tempo che segna il mondo contemporaneo fino alla sua nuova ambivalenza simbolizzata dall’etica dello slow food e dal lusso del tempo da perdere.
 

«Speed Limits», a cura di Jeffrey T. Schnapp. Montréal, Centre Canadien d’Architecture, fino all’8 novembre.

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