Grattacieli sostenibili? Yes we can!

by • 26 Agosto 2009 • Professione e Formazione439

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HANGZOU (CINA). Due torri di 60 piani sono previste per il sesto centro Raffles City che sorgerà nel cuore di Hangzou, capitale della provincia di Zhejiang, a circa 180 km a sudovest di Shanghai. Griffate dalla coppia olandese Ben van Berkel e Caroline Bos (UN Studio, con la consulenza ingegneristica di Ove Arup), conterranno oltre 400.000 mq tra attività commerciali, uffici e residenze. Al livello zero, una grande piazza con accesso diretto alle reti del trasporto pubblico identificherà un nuovo polo urbano. L’innovazione di questo progetto, il cui cantiere dovrebbe partire nel 2012, consiste nella volontà della committenza, l’immobiliare CapitaLand, di conseguire un reale elevato livello di sostenibilità energetico-ambientale applicando il protocollo Leed. Ciò dimostra la progressiva convinzione che il costruire sostenibile, in modo particolare per i grandi developers del real estate, conduce effettivamente a un risparmio economico oltre che a un beneficio ambientale diffuso. Tra le strategie progettuali intese a ottenere la certificazione Leed oro i progettisti hanno puntato in particolare sullo sfruttamento della ventilazione naturale e sull’utilizzo integrato dei materiali (facciate studiate da Meinhardt Façade Technology). Anche la sostenibilità a scala urbana è perseguita attraverso un mix di funzioni che rendano continuativo l’utilizzo degli spazi. L’applicazione del protocollo Leed per edifici alti ha avuto il suo primo riscontro nel grat-tacielo della nuova sede della Bank of America (progetto Cook+Fox Architects certificato con un livello platinum, vedi «Il Giornale dell’Architettura», n. 21, 2004), e si sta diffondendo a livello internazionale attraverso una serie di casi. Esempi di costruzione secondo il sistema di certificazione americano stanno rapidamente comparendo in giro per la Cina. Sono oltre 150 i progetti in lizza per essere sottoposti al rigido esame del Green Building Certification Institute, tra questi il Linked Hybrid di Steven Holl e il China Life Insurance Research and Development Center dei tedeschi Henn Architekten, entrambi a Pechino. Ma non sono solo i nuovi grattacieli a ricercare elevate prestazioni energetico-ambientali: seguendo la strada tracciata dall’edificio Marchandise Mart di Chicago, che nel novembre 2007 aveva conseguito la certificazione Leed per gli edifici esistenti, una serie d’icone dell’architettura high rise stanno abbracciando i propositi del going green. L’Empire State Building, con un intervento costato oltre 500 milioni di dollari, ha avviato una significativa operazione di retrofit volta alla riduzione dei consumi energetici e al contenimento delle emissioni di gas serra. Un altro programma ambizioso è stato recentemente proposto per la Sears Tower (che muterà il nome in Willis Tower), a firma di Adrian Smith + Gordon Gill Architecture, per ridurre dell’80% i consumi di energia elettrica dell’edificio con una spesa, in quattro anni, stimata in 350 milioni di dollari. Miglioramento delle prestazioni termofisiche dell’involucro nonché dell’efficienza degli impianti di sollevamento, energie rinnovabili e tetti verdi sono i principali interventi previsti per la torre di Chicago.

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