Bisogna cambiare i nostri modelli urbani

by • 24 Agosto 2009 • Reviews512

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In un articolo apparso su architect.com l’architetto urbanista Laura Burkhalter e il sociologo urbanista Manuel Castells presentano una serie di proposte alternative su trasporti, alloggi, spazio pubblico e pianificazione urbanistica per gestire la crisi e migliorare la qualità della vita nella metropoli del ventunesimo secolo. Pubblichiamo l’introduzione.
 
La crisi economica globale ha le sue radici nel legame speculativo tra mercato finanziario e mercato immobiliare. I piani speculativi sono crollati quando è scoppiata la bolla immobiliare ed è stata smascherata l’insolvenza degli istituti di credito. Ha seguito la messa in dubbio del meccanismo di crescita urbana che nell’ultimo mezzo secolo ha prodotto il nostro ambiente edificato imperfetto. In realtà, la crisi non è solo finanziaria o economica, ma anche ambientale, sociale e funzionale. È la crisi di un modello di urbanizzazione che non è sostenibile. In questa situazione d’emergenza ci sentiamo costretti a intavolare un dibattito su nuove vie di pianificazione urbanistica e politica urbana adeguate alla città del ventunesimo secolo, sia per gestire la crisi sia per cambiare la metropoli oltre la crisi. La profondità della crisi ci dà però l’opportunità di ripensare alla metropoli e di mettere in pratica nuove strategie di pianificazione urbanistica che si concentrino sulle esigenze e sui bisogni della gente, nonché sulla tutela ambientale, piuttosto che sul profitto a breve termine. Presentiamo una serie di proposte avendo in mente la metropoli policentrica. Non ci abbandoniamo a sogni urbani, anche se alcune delle nostre proposte potrebbero apparire tali. Per illustrare un nuovo modo di pensare, proponiamo iniziative concrete nei campi dei trasporti, degli alloggi, dello spazio pubblico e della pianificazione urbanistica in generale che, insieme, possano gettare le basi per nuove forme spaziali di vita. Presentiamo volutamente queste proposte in forma sperimentale. Sono abbozzi, non modelli urbani chiusi, perché sono pensati come idee da discutere, strumenti d’innovazione intellettuale, che a nostro avviso precede qualunque azione. Proprio perché la situazione è così grave, e la crisi urbana così profonda, non possiamo permetterci di reagire senza pensare. Investire maggiori risorse nello stesso modello urbano porterà agli stessi fallimenti, amplificando la portata della crisi. In un piano di ripresa urbana prevediamo un sistema di trasporti multimodale sopra le attuali arterie per automobili, da raggiungere tramite una rete di ascensori e corsie di entrata. Questo sistema creerebbe di fatto autostrade e superstrade per biciclette nonché parchi lineari multiuso sulle arterie esistenti per le auto, dando vita a una rete completa di trasporto sicura, avvincente e veloce per le persone. Lo spazio tra la superstrada superiore per le bici e quella inferiore per le auto si potrebbe usare per realizzare monorotaie ad alta velocità destinate a un efficiente transito di massa, collegato alle superstrade per le bici e a quelle per le auto e in grado di potenziarne l’uso.
Un’altra proposta drastica e altrettanto urgente è la totale revisione delle attuali norme sull’azzonamento. Proponiamo di sostituire questi sistemi di organizzazione spaziale ormai superati con nuovi criteri che permetterebbero una vitalità urbana a uso misto in tutta la città ed esigerebbero un’alta prestazione ambientale, valorizzando al contempo i benefici economici, sociali ed estetici per la comunità con edifici e strutture in grado di migliorare la qualità della vita urbana. L’attuale disponibilità abitativa, gran parte in bancarotta finanziaria, andrebbe riorganizzata sotto varie forme di alloggi in cooperativa e mutui gestiti dalle comunità con l’aiuto del governo federale. Il riutilizzo degli alloggi per aumentare la condivisione delle esistenti unità sottoutilizzate potrebbe essere reso possibile grazie alla revisione delle norme sull’azzonamento e rifletterebbe meglio gli attuali dati demografici nonché la nuova tipologia di famiglie della nostra società. Proponiamo inoltre una rete di spazi pubblici distribuiti, adattati alla città esistente, con particolare rilievo all’interazione spontanea e alla multifunzionalità. Uno spazio pubblico usato e un ambiente idoneo ai pedoni saranno efficaci antidoti alla paura dell’altro che spesso domina l’esperienza della vita urbana quotidiana. La pianificazione flessibile e il coinvolgimento dei cittadini nell’amministrazione urbana renderanno possibile realizzare le innovazioni nel modo di costruire e gestire le nostre città. Le proposte qui presentate sono tecnicamente fattibili, non utopie. Possono però diventare materiali per una nuova forma di pianificazione urbanistica solo con la mobilitazione dal basso e con un cambiamento della politica urbana. Con le nostre idee per una nuova economia urbana e un nuovo modello di città speriamo di contribuire sia a rinnovare il dibattito sulle politiche urbane sia a suggerire la mobilitazione delle comunità, leva fondamentale della trasformazione. Nel pieno di una crisi devastante, piantiamo i semi della speranza per una vita urbana migliore oltre la crisi.
 
Laura Burkhalter e Manuel Castells, Estratto da «Beyond the Crisis: Towards a New Urban Paradigm», versione integrale su www.archinect.com,
7 luglio 2009

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