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Ubaldo SpinaScritto da: Design

5 milioni per i disegni e modelli delle PMI (sperando che sia la volta buona)

ROMA. «Disegni. Più. Due». Il titolo del nuovo bando per la concessione di agevolazioni alle imprese per la valorizzazione dei disegni e modelli è emblematico. Oltre al segno più, ereditato dalla prima edizione, è stato aggiunto un chiaro riferimento al fatto che si tratta di una seconda edizione. Non perché si replica un’iniziativa di successo ma perché, forse, si vuole cambiare direzione e procedere con un’operazione di rottura. «Disegni+», per chi lo ha conosciuto, è stato un bando a dir poco travagliato. Eccellente negli intenti, pessimo nella sua gestione. Basti pensare che in corso di svolgimento ed erogazione dei fondi, il soggetto gestore (Fondazione Valore Italia) veniva soppresso, avviando un’autentica odissea e un vuoto totale di riferimenti per i progetti ammessi a finanziamento. Così, ancora oggi, a distanza di tre anni dalla presentazione delle proposte, molte aziende fanno ancora i conti con uffici, email e responsabili inesistenti. Colpa della scure del governo Monti, dicono. Ma non era meglio commissariare i carrozzoni (chiamati tali da chi ne ha rilevato le sorti) a progetti ultimati? L’Italia è anche questo: si è capaci di potare le siepi in piena fioritura senza attendere, come è giusto che sia, il periodo di riposo vegetativo. E gli arbusti così maltrattati, quasi sempre, tendono a morire. Conservando comunque una buona dose di positività, è bene informare i lettori che i buoni intenti alla base di queste misure sono stati riconfermati nella nuova edizione del bando, la cui fortuna è questa volta nelle mani di Unioncamere, per la precisione di SI.CAMERA (Area “Proprietà industriale e anticontraffazione”). Il bando mira a sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI attraverso la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli sui mercati nazionale e internazionale. Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 5 milioni di euro e le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili. Le agevolazioni sono finalizzate all’acquisto di servizi specialistici esterni per favorire la messa in produzione di nuovi prodotti (fase 1, con importo massimo dell’agevolazione di 65.000 euro) o la commercializzazione di un disegno/modello registrato (fase 2, con importo massimo dell’agevolazione di 15.000 euro). Di particolare rilevanza, nella fase 1, la possibilità di candidare spese per ricerca su nuovi materiali e realizzazione di prototipi e stampi. Le imprese interessate possono presentare più richieste di agevolazione aventi ognuna un diverso disegno/modello registrato (singolo o multiplo) fino al raggiungimento dell’importo massimo, per impresa, di 120.000 euro. Le imprese che hanno creduto e investito nella tutela del design, quindi, hanno ancora a disposizione del tempo per confezionare proposte di valorizzazione e sperare che lo sportello non vada in tilt al primo minuto utile. L’augurio principale è che il nuovo corso e i nuovi responsabili possano accompagnare con serietà il Made in Italy, agevolando concretamente la voglia di innovazione e rendendo questo strumento di finanziamento un’azione esemplare per chi esternalizza da sempre lo sviluppo dei propri prodotti. Quello che è stato non è di certo acqua passata, ma in fin dei conti, come recitava un famigerato graffito scolastico, la vita è piena di «erori».
Per maggiori informazioni sul bando: www.disegnipiu2.it

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Last modified: 30 Giugno 2015