Venezia. L’Agenzia del Demanio ha alfine valutato non congrua l’offerta dell’imprenditore veneto Luigi Brugnaro (a capo di Umana Holding) che all’asta telematica del 7 maggio scorso aveva proposto 513mila euro per l’acquisto dell’isola di Poveglia, a sud di Venezia (cfr. il precendente articolo). L’epilogo, prevedibile considerata la cifra irrisoria per l’ottenimento della gestione del bene per i prossimi 99 anni, avrebbe potuto aprire la strada a diverse soluzioni future. Tra le più auspicabili figurava la possibilità che il Comune di Venezia esercitasse il diritto di prelazione ma le recenti vicende giudiziarie legate alle indagini sul Mose hanno coinvolto lo stesso primo cittadino, costretto alle dimissioni. La città lagunare dovrà quindi provvedere a nuove elezioni almeno entro l’autunno e nell’attuale clima di confusione istituzionale tutto lascia presagire che la vicenda di Poveglia sia destinata a passare in second’ordine.
Frattanto il comitato di cittadini “Poveglia per tutti” continua a dedicarsi all’elaborazione partecipata di un piano gestionale dell’isola e punta ora ad instaurare un contatto diretto con il Ministero dell’Economia o con quello dei Beni culturali. Per quanto concerne la raccolta di fondi che in poche settimane il comitato è riuscito a capitalizzare al fine di concorrere all’asta (oltre 470mila euro in tutto), in base alle stesse richieste dei soci il denaro ora potrà o essere restituito o confluire in un nuovo fondo di scopo finalizzato ad un futuro affidamento gestionale dell’isola. Anche in questo caso, se entro un anno ciò non dovesse verificarsi, vecchi e nuovi iscritti (sarebbero difatti molte le richieste di associazione che ad oggi continuano a pervenire) potranno riavere le proprie quote associative.
Per Poveglia nulla di nuovo
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