La Regione Toscana ha chiesto al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza e un contributo di 50 milioni per tutti i territori colpiti dalle alluvioni di novembre e dal passaggio del ciclone Medusa. La Regione ha stanziato 200 milioni per il piano di investimenti di ripristino e messa in sicurezza delle zone alluvionate che riguardano le sette (su dieci) province di Pisa, Arezzo, Grosseto, Siena, Lucca Massa e Carrara. 100 milioni provengono dalla proposta di variazione del bilancio prevista dalla L.R. n.66 del 26/11/2012, relativa a interventi indifferibili e urgenti per fronteggiare le conseguenze degli eventi alluvionali; i restanti 100 milioni riguardano un pacchetto di prestiti agevolati per il settore privato attraverso un patto con gli istituti di credito e le camere di commercio.
I fondi assegnati sono stati previsti dalla Legge 228/2012 (Legge di stabilità 2013) che ha incrementato il Fondo nazionale della Protezione civile per il finanziamento di interventi in conto capitale nei territori colpiti lo scorso novembre. Il presidente regionale Enrico Rossi ha illustrato gli interventi e la ripartizione delle risorse tra gli enti locali, che riguardano: la Provincia di Grosseto con 52,5 milioni (quasi la metà del totale dei finanziamenti), la Provincia di Massa Carrara con 24,18 milioni, la Provincia di Siena con 8 milioni, la Provincia di Lucca con 5,31 milioni e le province di Arezzo, Pisa e Pistoia con 9 milioni. Una nota della Regione chiarisce la posizione del governatore Rossi che auspica «unazione immediata non solo per ripristinare ma anche per scongiurare ulteriori rischi; per questo», ha aggiunto, «tutti i progetti presentati dovranno essere approvati entro la fine del mese e cantierati nel giro delle due settimane successive». «Le Regioni», ha dichiarato Rossi, «chiedono però al governo di poter usare una parte dei fondi, che per legge vanno usati per gli investimenti legati ai danni del maltempo, per gli indennizzi ai privati; una parte delle risorse, il 25%, può essere destinata agli indennizzi e per fare questo chiederemo al governo una modifica normativa».
Ma non basta la politica degli investimenti per sanare le conseguenze di un governo del territorio troppo spesso scivolato nel laissez faire; la prevenzione del rischio idrogeologico, idraulico e sismico, necessita di nuove norme di pianificazione. In Toscana, il nuovo regolamento di attuazione della L.R. 1/2005 in materia di indagini geologiche stabilisce già linderogabilità dellesito del controllo del Genio civile che in passato esprimeva invece solo parere non vincolante. La L.R. del 21 maggio 2012 n. 21 recante le «disposizioni urgenti in materia di difesa dal rischio idraulico e tutela dei corsi dacqua»,
ha previsto labrogazione e la revisione degli articoli 141 e 142 della L.R. n. 66 27/12/2011 (Legge finanziaria 2012) che riguardavano, rispettivamente, la tutela dei corsi dacqua e gli interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata, perché, nei pochi mesi di vigenza, avevano dato luogo a problemi interpretativi e a difformità di soluzioni applicative. Sono state, inoltre, introdotte procedure semplificate per particolari
tipologie di intervento, assicurando comunque la loro preventiva messa in sicurezza idraulica senza aggravare la pericolosità idraulica al contorno. Infine, per garantire leffettiva realizzazione delle opere di messa in sicurezza, la Legge introduce un ulteriore procedimento, disciplinato nellart. 3, volto alla verifica delleffettiva realizzazione delle opere, stabilendo con lart. 4, le sanzioni da applicare in caso di inadempimento.
I tragici eventi che hanno colpito duramente il territorio toscano nel mese di novembre hanno acuito maggiormente lurgenza di nuove disposizioni in materia di difesa del suolo e sensibilizzato verso una nuova cultura del governo del territorio. In questa direzione lassessore allAmbiente Anna Rita Barbierini ha promosso un progetto, presentato nellambito di Terra Futura, finalizzato allo sviluppo e allapplicazione di una metodologia dindagine unitaria a scala regionale sullo stato delle strutture arginali dei corsi dacqua per verificarne la suscettibilità al collasso.
In sintesi, i rappresentanti della Regione e degli enti interessati hanno definito il quadro degli interventi in corso, dei finanziamenti e dei contributi alle famiglie gravemente danneggiate dallalluvione: nei territori della Maremma sono già attivi 188 cantieri per i quali sono in fase di spesa 27 milioni, altri 69 progetti sono partiti a fine febbraio e 6 entro marzo; è stato varato un piano da 6 milioni per le aziende agricole colpite; alle famiglie con un Isee inferiorea a 36.000 euro sarà assegnato un contributo massimo di 5.000 euro per un totale di 3 milioni.
Nel dettaglio le risorse sono così ripartite:
– nella Provincia di Grosseto, il Comune maggiormente interessato dal provvedimento regionale è quello di Orbetello, per cui sono previsti 8,5 milioni che riguardano la ricostruzione di due scuole, la messa in sicurezza dei ponti e il ripristino funzionale delle reti idriche, elettriche e di riscaldamento. Opere di ripristino e manutenzione riguardano i comuni di Monte Argentario (2,4 milioni), Magliano (1,3), Sorano (1,1), Manciano (0,9), Isola del Giglio (510.000 euro) e poi Castiglione della Pescaia (360.000 euro), Pitigliano (210.000), Capalbio (425.000), Semproniano (103.000), Roccalbegna (190.000), Castellazzara (158.000), Cinigiano (56.000), Arcidosso (65.300), Santa Fiora (82.000), Scansano (10.800) e Campagnatico (121.000). Il totale dei finanziamenti che andranno direttamente ai comuni ammonta a 16,5 milioni. Al ripristino della viabilità regionale e provinciale sono destinati altri 16 milioni, mentre il complesso degli interventi per il ripristino del reticolo idraulico supera i 21 milioni. Si tratta di 20 interventi già effettuati in somma urgenza e di 22 giudicati urgenti e imprescindibili. Le aree interessate sono quelle del Chiarone-Burano (per 2,2 milioni), dellOsa-Albegna (12,5 milioni), di Talamone-Alberese (0,85), dellOmbrone (3,5 milioni), del Bruna-Sovata (1,5), dellAlta Maremma (0,25) e delle Colline del Fiora (0,5).
– I 5,2 milioni destinati ad Arezzo andranno ai comuni di Monterchi (1,3) per la realizzazione di uno stralcio funzionale della cassa di espansione e degli argini sul torrente Cerfone, a quello di Foiano della Chiana (2,2 milioni) per il consolidamento dellargine destro del torrente Esse di Foiano, al Comune di Cortona (1,5 milioni) per ladeguamento degli argini del torrente Esse di Cortona e per la protezione dellabitato di Camucia. Alla rimozione di varie frane sulle provinciali 57,78, 59 34 e 48 sono destinati invece 140.000 euro, mentre 60.000 serviranno per rimuovere una frana sulla provinciale 77 in località Salaiole nel Comune di Pieve Santo Stefano. Anche in questo caso il soggetto attuatore è la Provincia.
– A Pistoia i contributi regionali serviranno per il solo Comune di Cutigliano, lunico ad aver subito danni in seguito alle piogge di novembre. Ecco il dettaglio degli interventi previsti. Al ripristino della difesa di sponda sinistra del Rio Botre e per garantire la stabilità del ponte in località Rivoreta andranno 150.000 euro. Altrettanti sono destinati ad interventi sulla strada di accesso in località Case Mori – Costi danneggiata a seguito di erosione del fiume Sestaione con isolamento di abitazioni in località Case Mori e Costi, e a quelli per il danneggiamento della strada di collegamento Frassa – Catino.
– Nella Provincia di Siena, i comuni interessati sono quelli di Sinalunga (destinatario di interventi per un totale di 3,9 milioni), Montepulciano (1,3 milioni), Chiusi (2,2), Abbadia San Salvatore (550.000 euro) e San Giovanni dAsso (50.000). Si tratta di 9 interventi, tre dei quali sul torrente Foenna, uno sul torrente Salarco, uno sul Salcheto, uno sul Parce, uno sul lago Muraglione e del ripristino in seguito a frane sulla provinciale 18/D e sulla provinciale 60 del Pecorile.
– I 5.310.000 euro alla Provincia di Lucca, sono destinati agli interventi per la messa in sicurezza del fiume Serchio con ladeguamento e il consolidamento degli argini e il ripristino delle scogliere a protezione delle sponde del fiume.
– Per le Provincie di Massa e Carrara, i 24,2 milioni sono destinati agli interventi per ripristinare la viabilità interrotta, ricostruire argini, ponti, mettere in sicurezza le parti del territorio della Provincia di Massa e Carrara più esposte al rischio di esondazioni.
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