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Luca GibelloScritto da: Città e Territorio

Per il bivacco si sono sfidati in 191

Per il bivacco si sono sfidati in 191

Sarà che, malgrado loro, i laureati under 40 in Architettura, Ingegneria o Design hanno più tempo libero; sarà che di concorsi, anche solo d’idee, se ne bandiscono meno; o sarà che il tema, «esotico» quanto basico, affascina anche coloro che la montagna non la praticano; fatto sta che «Abitare minimo nelle Alpi» è stato un successo. Ben 191 le risposte al bando internazionale, aperto anche a studenti e lanciato dal Distretto culturale di Valle Camonica e dal Parco dell’Adamello per il progetto di una «cellula abitativa minima, autonoma, reversibile, destinata al ricovero temporaneo, da collocare lungo un sentiero in quota in area alpina». In una parola un bivacco, fratello minore del rifugio alpino perché assai più piccolo e incustodito durante tutto l’anno. Sfida estrema, in quanto ai temi dell’Existenzminimum e della costruzione economica (con limitatissima manutenzione) si aggiungono quelli della durabilità al clima, dell’inserimento ambientale, dell’autosufficienza energetica (senza l’uso di fuochi). La giuria, presieduta dal finlandese Sami Rintala e coordinata da Giorgio Azzoni, direttore artistico del Distretto culturale di Valle Camonica e ideatore dell’iniziativa, ha proclamato vincitore Alessandro Felici (premio 3.000 euro; nel disegno) davanti a Riccardo Sanquerin (1.000 euro) e Daniele Catizzone (500 euro). Cinque le menzioni. vallecamonicacultura.it/aperto2012.

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Last modified: 20 Luglio 2015