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Scritto da: Inchieste

Trasporti squattrinati: tutt’’al più i filobus

Come la pensa l’’assessore
Quanto ai mezzi della nuova mobilità, se qualcosa si può realizzare è in ragione dei suoi caratteri formali, della forte riconoscibilità e del suo aspetto avveniristico. Per questo il People Mover sarà finanziato al 70% da privati (per 70 milioni) e il Servizio ferroviario metropolitano no. «Sulla riconoscibilità dovrà puntare l’intero sistema di trasporto pubblico, sia per quanto riguarda la flotta sia per i suoi approdi». È ben chiara la linea del giovanissimo assessore alla mobilità Andrea Colombo (27 anni): «Abbiamo stazioni nuove di cui non si sono accorti nemmeno coloro che abitano in prossimità. Per la mobilità urbana occorre un’immagine specifica che venga percepita dentro e fuori il centro storico». Quando però si passa ai finanziamenti, arriva il tasto dolente: «Per il ripristino del tram o della metropolitana il momento economico è definitivamente passato, e se già riusciamo a convertire i nostri mezzi da autobus a filobus sarà un successo». I cambiamenti strutturali nel sistema dei trasporti pubblici resteranno quindi esercitazioni accademiche, mentre per il centro storico è al vaglio «un progetto di bike sharing, come a Parigi o a Torino, di grande capillarità e flessibilità, che crediamo possa servire una quota notevole di spostamenti». A chi tuttavia si lamenta del fuori scala degli autobus doppi, la consolazione di navette per il centro storico non può essere data: «Con più di 100.000 sbarchi al giorno nella T [asse via Ugo Bassi – Rizzoli, via Indipendenza], l’ipotesi di navette è irrealistica a meno di non averne un treno…». E di treni si parla appunto per servire l’area metropolitana, con un percorso di cintura che, una volta terminato il cassone interrato dell’Alta velocità, andrà senza soluzione di continuità da Portomaggiore a Casalecchio e oltre, intercettando con un ramo anche la Fiera, mentre per l’aeroporto si dovrà cambiare, perché sarà servito solo dal People Mover, aerea monorotaia, design perfetto di Massimo Iosa Ghini, fin troppo elegante per integrarsi alla mobilità disadorna di ordinari treni terrestri.

Aeroporto: 5 pontili per 7 milioni
Ampliamento e riqualificazione in vista al Marconi. Per due anni si opererà sui fronti dell’aumento della capacità del terminal fino a 7 milioni di passeggeri, della riorganizzazione dei flussi di arrivi e partenze, dell’incremento dell’offerta commerciale, dell’adeguamento e miglioramento degli impianti tecnologici, compresa la realizzazione di cinque pontili, di cui due dotati di «fingers» per l’accesso diretto agli aeromobili, e la sistemazione in un edificio ad hoc di un nuovo sistema di smistamento bagagli. Costo complessivo dell’operazione, prevista per fasi, 23,65 milioni. Lavori affidati, a seguito di bando di gara europeo, al raggruppamento temporaneo d’impresa Carron Costruzioni Generali e Fiorin Impianti, mentre l’appalto per la direzione lavori (per un importo di 600.000 euro) è andato al raggruppamento composto dagli studi d’ingegneria milanese One Works e da quello bolognese Nier.

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Last modified: 9 Dicembre 2019