ROMA. Il palazzo in piazza di Spagna, a cui hanno lavorato i due maggiori architetti del barocco romano, prima Gianlorenzo Bernini e, dal 1644, Francesco Borromini, verrà aperto al pubblico il 9 dicembre. Dopo sei anni di lavoro il restauro è finito; adesso si tratta di allestire le sale, sistemare i libri nella biblioteca lignea di Borromini, preparare bookshop e biglietteria per accogliere i visitatori. Il palazzo è quello delle polemiche e delle denunce, per il quale sono indagati dalla procura di Perugia lex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi e lex prefetto di Propaganda Fide, il cardinale Crescenzio Sepe, e a causa del quale su Arcus (Società per lo sviluppo dellarte, vero e proprio braccio operativo del Mibac che gestisce secondo modalità discrezionali, circa 200 milioni) è ancora in corso lindagine della Corte dei Conti. Per il restauro sono stati spesi 15 milioni, 10 di Propaganda Fide, 5 di Arcus. I lavori più complessi hanno riguardato il consolidamento delle strutture. Degli 11.000 mq su tre piani, la parte espositiva occupa 1.900 mq al piano nobile. Il museo si propone di far conoscere lattività di Propaganda Fide, dalla realtà romana alla missione mondiale.
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