Dal 30 settembre al 3 ottobre a VeronaFiere, il Marmomacc (Mostra Internazionale di Pietre, Design e Tecnologie), giunto alla 44° edizione, offre una serie di appuntamenti volti alla promozione dellinnovazione tecnologica legata alluso dei materiali litici sia attraverso la presentazione dinsoliti contesti di applicazione («dalla selce al mouse» comunica il logo), sia attraverso dibattiti sulle responsabilità dellarchitettura e del design in pietra nellequilibrio ambientale e nelleconomia delle costruzioni. Da segnalare, a margine di uno dei convegni, la firma del protocollo dintesa tra Afm/Ance e Conferenze dei presidi delle Facoltà di Architettura e di Ingegneria per lattivazione di percorsi formativi per tecnici specializzati in building construction (il processo edilizio nella sua globalità). In tale contesto, lundicesimo Premio internazionale Architetture di pietra, curato sempre da Vincenzo
Pavan, comunica i principali risultati raggiunti nella sintesi tra innovazione e tradizione. Le sette opere selezionate dalla giuria internazionale di storici e critici provenienti dalle facoltà di Roma, Milano, Ferrara, Barcellona e dallEth di Zurigo, saranno raccontate attraverso disegni, foto, modelli, video e materiali lapidei (nel padiglione 7, con premiazione presso il Museo di Castelvecchio il 3 ottobre): complesso scolastico a Philim, Nepal (Asian Architecture Friendship; nella foto), uffici nellex mensa Alfa Romeo al Portello di Milano (Cino Zucchi), Opera House di Oslo (Snøhetta), Plaza del Torico a Teruel, Spagna (Fermìn Vàzquez), Università Bocconi a Milano (Grafton Architects). Sono stati inoltre assegnati due premi speciali: uno «ad memoriam» alla sede del Gobierno Civil a Tarragona (Alejandro de la Sota, 1959), come reinterpretazione dellarchitettura moderna precedente alla guerra civile spagnola, e un riconoscimento «architettura vernacolare» agli «espigueiros» e «horreos» (granai in pietra della penisola Iberica) come originale esempio della tradizione costruttiva rurale.
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