Laumento delle autorizzazioni per accedere alla Cassa integrazione guadagni (CIG) nel settore industriale e delledilizia in tutto il territorio nazionale, seppur costante, inizia a manifestare sintomi di rallentamento. LInps, infatti, ha comunicato che a maggio la crescita è stata inferiore rispetto adaprile (del 25,72% nellindustria e del 4,91% nelledilizia), confermando il trend al ribasso (rispettivamente del 27,75% e del 46,71% di aprile rispetto a marzo). I dati, in termini di ore autorizzate per tutti i settori produttivi, rispetto al maggio 2008 mostrano però un +609,28%, con un totale di circa 293 milioni di ore nei primi cinque mesi dellanno (+256,59% rispetto al 2008). Anche per la CIGS (straordinaria) i numeri non sono esaltanti ma comunque in rallentamento (+90,29% rispetto al maggio 2008, ma con un -1,14% rispetto ad aprile 2009). Si noti che in aprile, rispetto a marzo, era cresciuta del 21,39%. Nelledilizia, secondo la Filca-Cisl, i massimi storici sono stati raggiunti, a marzo, con un aumento medio su scala nazionale del 100,23% (rispetto a marzo 2008), con picchi di oltre il 200% in Emilia Romagna, Veneto, Valle dAosta, Umbria e Friuli Venezia Giulia. Più ridotti gli aumenti al Sud, da collegare però alla maggior presenza di lavoro nero e di contratti a tempo determinato non rinnovati. La contrazione al Nord è anche da collegare al blocco dei cantieri dellAlta velocità ferroviaria e di quelli autostradali. Questo panorama potrebbe peggiorare avvicinandosi la scadenza naturale del periodo di copertura dellammortizzatore sociale. Lintegrazione viene infatti corrisposta per un periodo massimo di 13 settimane consecutive (escludendo i periodi di sospensione o riduzione per i quali non sia stato richiesto lintervento), prorogabili per successivi periodi trimestrali nei soli casi di riduzione dellorario di lavoro, fino a un massimo complessivo di 52 settimane consecutive. Superato tale limite, ai sensi dellart. 1, legge n. 427/1975, un nuovo intervento non può essere richiesto prima che sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di ripresa della normale attività produttiva. La durata dellintegrazione non può comunque eccedere 52 settimane (computandosi anche quelle in cui la sospensione è stata solo parziale) nellarco di un biennio «mobile» (ossia 104 settimane immediatamente precedenti la settimana per la quale lintegrazione è richiesta). I periodi di chiusura per ferie si considerano neutri a questi fini. Se la tendenza sopra descritta venisse confermata anche dai dati di giugno e luglio, allora si potrà ipotizzare che il settore stia lentamente risalendo la china, ma al momento non si può ancora dire che il peggio sia passato. Servirebbero quindi ulteriori misure di protezione sociale, con finalità preventive, con risorse immediate anche per la produzione. Sotto questo profilo, il ruolo delle banche è fondamentale per sostenere questo labile segnale di ripresa con un maggior credito alle imprese. Se invece i dati di giugno mostreranno una pericolosa inversione di tendenza, allora diventerebbe concreto il rischio di licenziamento per gli addetti del settore delledilizia, con un probabile aumento del lavoro nero. La criticità della situazione ha indotto le organizzazioni imprenditoriali e sindacali della filiera delle costruzioni, firmatarie del Protocollo dintesa sulle misure anticrisi per il settore edile, a riunirsi, per la prima volta insieme, il 14 maggio scorso a Roma, per chiedere a una sola voce regole certe; allo stesso tempo, hanno proposto al governo misure per uscire dalla crisi e a sostegno della legalità e della qualità del costruire in Italia. Necessità, questultima, resa ancora più urgente dal terremoto in Abruzzo per il quale, secondo gli Stati generali dellEdilizia, è necessaria una ricostruzione rapida e sostenibile che rispetti criteri di efficienza, legalità e qualità. È stato presentato un elenco di 12 punti, che va dallestensione della Cassa integrazione, al piano di housing sociale fino a una vera qualificazione delle imprese. Il presidente del consiglio, presente alla Fiera di Roma, ha rivelato che è allo studio del governo un piano per le carceri da 1,5 miliardi, un miliardo per nuove strutture e 500 milioni per la manutenzione, mentre per le grandi infrastrutture in cima alla lista della spesa cè il terzo Valico a ridosso di Genova (fonte Ance). La vera speranza è che le promesse pre-elettorali si trasformino presto in reali premesse di una ripresa per tutto il settore edile, vero volano delleconomia nazionale.
(Visited 67 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Servono più concorsi. Ma anche regole nella scelta delle giurie 14 Gennaio 2026
- Piccole scuole crescono 13 Gennaio 2026
- Capolavori e spazi angusti, riapre la Pinacoteca di Ancona 11 Gennaio 2026
- Abitare nella crisi: prove per una svolta necessaria 7 Gennaio 2026
- Ezio Micelli: la casa oggi, infrastruttura da innovare 7 Gennaio 2026
- Fondazione Querini Stampalia, immersioni nell’effimero 6 Gennaio 2026
- Parigi e Giancarlo De Carlo: un ritorno che apre lo spazio 6 Gennaio 2026
- Fiori e metabolismi: l’architettura portoghese in tre mostre 31 Dicembre 2025
- Emilio Ambasz, prosa che si fa poesia, verde 29 Dicembre 2025
- Allestimenti e dintorni: racconti sul saper fare 29 Dicembre 2025
- Memorie della Milano delle fabbriche 28 Dicembre 2025
- Ignazio Gardella, la lezione alessandrina 23 Dicembre 2025
- Rigenerare Le Ciminiere: architettura, comunità e futuro culturale di Catania 23 Dicembre 2025
- I territori che vogliamo: tra geografia e beni comuni 23 Dicembre 2025
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata






















