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Aldo Amoretti: ascoltare i luoghi

*** Una mostra presso la Banca d’Alba presenta alcuni scatti dell’architetto e fotografo che vanta collaborazioni con noti progettisti internazionali

 

ALBA (CUNEO). «Ci sono luoghi che risuonano di una voce particolare; narrano storie fatte di luce, di silenzio, di intimità. Il mio lavoro è dedicato ad ascoltare queste voci e cercare di raccontarle attraverso le immagini». La mostra fotografica “Ascoltare i luoghi” di Aldo Amoretti s’interroga su come i luoghi e le architetture possano parlare con noi e, da oggetti, diventare soggetti che raccontano la loro storia.

Il percorso narrativo si articola in undici temi rappresentati ciascuno da una coppia di fotografie dell’autore che dialogano tra di loro innescando una dialettica critica, come ad esempio le due immagini della Cappella in legno a Unterliezheim (Germania) di John Pawson e la Cappella di San Nicolao a Wachendorf (Germania) di Peter Zumthor [foto di copertina] dove, come osserva Pawson, «… è la risonanza dell’abbinamento che mi commuove particolarmente: attraverso il contrappunto del legno che è visceralmente presente in ogni dettaglio delle sue venature e del suo peso, con i fantasmi arborei carbonizzati della cappella di Zumthor».

I luoghi sono spazi progettati da autori come Zumthor, Pawson, Alvar Aalto, Jacopo Sansovino, Aldo Rossi, Gianni Braghieri, Baukunst, Ercole Gasparini, Angelo Venturoli, Luigi Marchesini, Giuseppe Tubertini, Coriolano Monti, Dorte Mandrup, Hans Van der Laan, Peter Märkli, Buzzo Spinelli, BRH+ Barbara Brondi & Marco Rainò, Marco Ciarlo Associati, LDArchitects Luca Dolmetta, Archisbang, ma anche da autori ignoti di architetture spontanee o artisti come Giorgio Morandi.

La fotografia in questo senso diventa una lente che raccoglie le mutevoli condizioni che s’intrecciano all’interno di uno spazio e diventa un momento di riflessione sulla natura più profonda dell’architettura e del paesaggio. Come ci ricorda Pawson, «Il legame tra architettura e fotografia è intimo. […] nessun archivio fotografico di un progetto finito è mai completo. Ogni immagine successiva rappresenta un nuovo portale attraverso il quale comprendere l’opera più profondamente e con maggiore chiarezza; ogni immagine porta la sua prospettiva unica: il suo punto di vista».

 

Chi è Aldo Amoretti

Laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1992, ha lavorato come architetto fino al 2005 e ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Nel 2005 ha iniziato il suo lavoro di fotografo di architettura. Collabora con diversi architetti conosciuti a livello internazionale: tra gli altri, Peter Zumthor, Bjarke Ingels Group, Snohetta, Auer Weber, Josep Lluís Mateo e John Pawson. Nel 2017 e 2019 ha vinto il premio di fotografia A+Award con le immagini dei lavori di Zumthor e BIG. Nel 2018 è stato uno dei cinque finalisti del premio internazionale Architectural Photography Awards. Nel 2020 è arrivato terzo al premio IPA award nella categoria architettura. Il suo lavoro fotografico e architettonico è pubblicato nelle principali riviste di architettura come “The Architectural Review”, “Casabella”, “Detail”, “Abitare”, ed è stato esposto in mostre internazionali presso la Biennale di Venezia, la Galerie d’architecture di Parigi e il Museo nazionale di architettura di Oslo, solo per citarne alcune. Si occupa inoltre di fotografia sociale senza scopo di lucro. I suoi recenti progetti sono “Binario morto” e “Siamo tutti migranti”.

*** articolo sponsorizzato

 

“Aldo Amoretti – Ascoltare i luoghi”
presso Banca d’Alba
Alba, Via Cavour 4
Dal 6 aprile al 5 maggio 2024 (venerdì ore 15-19, sabato e domenica ore 10-13, 15-19; inaugurazione: 5 aprile)
Ingresso gratuito
Info: eventi@bancadalba.it

 

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Last modified: 28 Marzo 2024