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Lucia Pierro e Marco ScarpinatoWritten by: Città e Territorio Patrimonio

Palermo: tanti progetti per risollevare il centro storico

Musei, foresterie, laboratori e incubatori di startup per funzioni sociali, culturali ed educative in vari edifici storici e, fuori, Reinventing Cities per l’ex Chimica Arenella

 

PALERMO. Un luogo da tempo abbandonato del centro storico si appresta ad essere riqualificato per ospitare un nuovo spazio museale che amplierà il cinquecentesco Palazzo Branciforte, la prestigiosa sede espositiva ove, facendo seguito ai lavori di restauro e allestimento curati da Gae Aulenti e conclusi nel 2012, sono ospitate le preziose collezioni archeologiche, librarie e numismatiche della Fondazione Sicilia e la collezione di antichi pupi siciliani della Famiglia Cuticchio che, dopo la recente acquisizione, sono stati dislocati nelle labirintiche strutture lignee dell’antico Monte di Pietà incluso nell’edificio.

Il 14 marzo è stata infatti approvata la variante urbanistica che, ai sensi dell’articolo 14 del DPR 320/2001 recepito dalla L.R. 16/2016, autorizza – in deroga al vigente piano urbanistico – la demolizione della preesistente, degradata e irrecuperabile costruzione in cemento armato posta nella piazza retrostante Palazzo Branciforte e la conseguente realizzazione di un nuovo edificio destinato all’allestimento di mostre temporanee. Il progetto è firmato da Mario Cucinella Architects, che ha voluto trattare il nuovo volume come una “teca aperta alla città sotto un bellissimo giardino pensile di alberi e piante legate all’identità vegetale della città”.

Obiettivo dell’intervento è innescare un processo di rigenerazione urbana e sociale basato su criteri di sostenibilità. Per contribuire alla riqualificazione dell’area la Fondazione Sicilia si è anche impegnata a stipulare delle convenzioni con le strutture educative e musicali circostanti, al fine di utilizzare in maniera concordata sia gli spazi interni sia il giardino in copertura, ampliando l’offerta didattico-musicale del quartiere. Il partenariato pubblico privato sottoscritto dal Comune con la Fondazione Sicilia prevede anche una convenzione che permetterà l’utilizzo del bene per un periodo di venti giorni all’anno nell’arco di un decennio al fine di realizzare eventi, mostre e attività culturali. Inoltre, la Fondazione Sicilia si è impegnata a sostenere i costi per ripristinare le pavimentazione in basolato di pietra delle strade poste ai quattro lati dell’edificio e per realizzare nuove alberature nelle strade di accesso alla piazza.

 

Otto edifici monumentali in restauro

Sempre nel centro storico del capoluogo, dopo l’aggiudicazione estiva delle gare gestite da Invitalia, sono ora in fase di progetto esecutivo gli interventi previsti su otto edifici monumentali di proprietà comunale finanziati dal Contratto istituzionale di sviluppo e dal Ministero della Cultura per un totale di quasi 74 milioni. Con questi interventi di recupero e valorizzazione alcuni tra i più prestigiosi complessi storici palermitani diventeranno musei, foresterie, laboratori e incubatori di startup ed accoglieranno funzioni sociali, culturali ed educative a supporto della rigenerazione del centro storico.

In piazza Kalsa, l’antico monastero delle suore Carmelitane scalze, detto “delle Artigianelle”, grazie ad un restauro cui sono destinati 7 milioni, ospiterà associazioni culturali e turistiche ed attività artigianali e di sostegno sociale, mentre 2 milioni sono destinati al completamento del restauro del complesso monumentale dello Spasimo. Il recupero del Collegio della Sapienza in piazza Magione, già sede delle suore Missionarie della Carità, con un finanziamento di 5 milioni, prevede una rifunzionalizzazione come foresteria e centro culturale, educativo polivalente con spazi e servizi di produzione, ricerca e promozione culturale multidisciplinare, laboratori educativi e coworking. I 4,5 milioni destinati al restauro di Palazzo Marchesi permetteranno il recupero della porzione di edificio che ospiterà la sede distaccata della Biblioteca Comunale e renderanno fruibile il chiostro gesuitico e gli spazi ipogei che includono la grande vasca usata come Camera dello Scirocco, il bagno rituale di purificazione ebraico Mikveh e le prigioni dell’Inquisizione.

A Palazzo Gulì, attuale sede del centro visite Unesco e del Centro di documentazione Giuseppe Impastato con il suo “No Mafia Memorial”, 2,2 milioni permetteranno l’adeguamento impiantistico e la realizzazione di uffici comunali dedicati alla valorizzazione del sito Unesco Palermo Arabo-Normanna. L’ex convento di San Basilio, con un intervento da 6 milioni, diventerà la Casa delle culture, centro d’informazione e documentazione interculturale con spazi di uso collettivo, uffici e servizi didattici. Ammontano a 12,5 milioni le risorse per il restauro dell’ex collegio di San Rocco in via Maqueda, sviluppato in collaborazione con la locale Università degli studi e volto a dotare la città di nuovi spazi per la diffusione e la valorizzazione culturale delle attività di ricerca e didattica. I 6 milioni destinati al restauro del complesso del Ritiro delle Figlie della Carità permetteranno di ospitarvi uffici e spazi startup e incubatori d’impresa con finalità culturali e turistiche. In aggiunta a questi restauri, oltre 25 milioni sono destinati alla realizzazione di vari interventi di riqualificazione urbana delle pavimentazioni storiche, oltre a 2,5 milioni per l’illuminazione artistica dei monumenti del sito Unesco Arabo-Normanno e dei percorsi pedonali nel centro storico.

 

Oltre il centro storico: Reinventing Cities per l’ex Chimica Arenella

Il ripensamento delle aree di pregio non si ferma al centro storico ed include anche l’adesione di Palermo al concorso di architettura e progettazione urbana Reinventing Cities, promosso da C40, la rete mondiale di circa cento sindaci impegnati a contrastare la crisi climatica mediante un modello di progettazione urbana basato su sostenibilità, resilienza e inclusività. Tra i siti in competizione quest’anno vi è infatti anche l’area dell’ex Chimica Arenella, un peculiare esempio di architettura industriale storica, situata tra il mare e il monte Pellegrino nel quartiere Arenella/Vergine Maria che, dismesso dal 1977 e teatro di vari tentativi di recupero finora abortiti, si prevede di restituire all’uso allocandovi un mix di funzioni turistico-ricettive, sportive, ricreative insieme ad attività culturali, commerciali e artigianali. Sara la volta buona?

Immagine di copertina: Vista notturna dell’ampliamento di Palazzo Barnciforte (© MCA Architects)

 

 

Autore

  • Lucia Pierro e Marco Scarpinato

    Scrivono per «Il Giornale dell’Architettura» dal 2006. Lucia Pierro, dopo la laurea in Architettura all'Università di Palermo, consegue un master in Restauro architettonico e recupero edilizio, urbano e ambientale presso la Facoltà di Architettura RomaTre e un dottorato di ricerca in Conservazione dei beni architettonici al Politecnico di Milano. Marco Scarpinato è architetto laureato all'Università di Palermo, dove si è successivamente specializzato in Architettura dei giardini e progetto del paesaggio presso la Scuola triennale di architettura del paesaggio dell'UNIPA. Dal 2010 svolge attività di ricerca all’E.R. AMC dell’E.D. SIA a Tunisi. Vive e lavora tra Palermo e Amsterdam. Nel 1998 Marco Scarpinato e Lucia Pierro fondano AutonomeForme | Architettura con l'obiettivo di definire nuove strategie urbane basando l'attività progettuale sulla relazione tra architettura e paesaggio e la collaborazione interdisciplinare. Il team interviene a piccola e grande scala, curando tra gli altri progetti di waterfront, aree industriali dismesse e nuove centralità urbane e ottenendo riconoscimenti in premi e concorsi di progettazione internazionali. Hanno collaborato con Herman Hertzberger, Grafton Architects, Henning Larsen Architects e Next Architect. Nel 2013 vincono la medaglia d'oro del premio Holcim Europe con il progetto di riqualificazione di Saline Joniche che s'inserisce nel progetto "Paesaggi resilienti" che AutonomeForme sviluppa dal 2000 dedicandosi ai temi della sostenibilità e al riutilizzo delle aree industriali dismesse con ulteriori progetti a Napoli, Catania, Messina e Palermo. Parallelamente all'attività professionale il gruppo sviluppa il progetto di ricerca "Avvistamenti | Creatività contemporanea" e cura l'attività di pubblicistica attraverso Plurima

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Last modified: 27 Marzo 2024