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Cecilia RosaWritten by: Reviews

Nuove mostre: il MAXXI si fa in quattro

Aino Marsio ed Elissa Mäkiniemi, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Jannis Kounellis e la nuova collezione di design contemporaneo

 

ROMA. A poco più di un mese dall’apertura delle mostre sulle figure di Riccardo Dalisi e Mimmo Jodice, il MAXXI ha inaugurato altre quattro nuove esposizioni temporanee che, seppur eterogenee tra loro, sono accomunate da uno sguardo critico sul presente, mettendo in scena sia i protagonisti della contemporaneità, sia grandi figure della storia dell’architettura e dell’arte attraverso inedite chiavi di lettura.

 

Aalto – Aino Alvar Elissa, la dimensione umana del progetto

La principale, a cura di Space Caviar, reinterpreta il lavoro del celebre studio finlandese decentrando il focus dalla figura di Alvar Aalto nell’intento di restituire una dimensione plurale del lavoro progettuale: la mostra ci svela così le due figure femminili di Aino Marsio ed Elissa Mäkiniemi, architette finlandesi che hanno coadiuvato il lavoro di Aalto in oltre 50 anni di attività e che troppo spesso sono state omesse dalla narrazione storiografica. L’esposizione mette in scena undici tra i più noti progetti dello studio Aalto (la casa sperimentale sull’isola di Muuratsalo, il centro civico di Säynätsalo, il sanatorio di Paimio, etc.), tutti accomunati, secondo la chiave interpretativa dei curatori, dalla predisposizione degli architetti a porre l’esperienza umana al centro del processo progettuale.

L’allestimento, incentrato sul tema figurativo del mattone (che verrà reimpiegato come materiale di recupero dopo la mostra), espone principalmente plastici e disegni originali, ma approfondisce anche la ricerca sui famosi oggetti di design concepiti dallo studio Aalto, oltre a farci fisicamente entrare nella riproduzione in scala 1:1 dello scheletro della piscina di Villa Mairea. Una grande retrospettiva dunque, capace di parlare a tutti e di far conoscere questi lavori al grande pubblico, anche grazie all’introduzione di dispositivi di racconto accessibili a persone con disabilità visive e uditive e a un videogioco immersivo.

A corredo dell’esposizione, una serie di foto di Ramak Fazel, dal titolo FPO (For Position Only), testimoniano la vita odierna degli edifici degli Aalto e il loro impatto sulle comunità.

 

Maria Giuseppina Grasso Cannizzo – “in collisione”

La Sala Gian Ferrari del museo ospita invece l’opera di Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, protagonista dell’ottava edizione del ciclo “NATURE”, la serie di esposizioni ospitate dal MAXXI in cui un autore viene invitato a realizzare un’opera che rappresenti in modo significativo il proprio percorso di ricerca progettuale (la precedente edizione era stata dedicata a Mario Botta).

La rassegna, curata da Margherita Guccione e Pippo Ciorra, si compone di un’installazione site-specific che elimina la distanza tra arte e architettura e che entra in relazione con lo spazio museale di Zaha Hadid presentandosi, per dirlo con le parole dell’autrice, come “Il risultato di un’azione disperata contro uno spazio senza orizzonti”. L’installazione, chiamata per l’appunto “in collisione”, si compone infatti di un unico imponente oggetto fuori scala che invade lo spazio e che, attraverso la sua morfologia, condensa molti dei temi di ricerca sviluppati da Grasso Cannizzo nel corso della sua carriera, mescolando sapienza tecnica e ricerca artistica. L’installazione, un enigmatico solido metallico apribile e percorribile, sostenuto da un intricato sistema interno di tubolari, raffigura infatti i temi legati al tempo e al movimento come materie progettuali, oltre alla ricerca sulla risonanza tra spazio e materiali. È la stessa Grasso Cannizzo a sottolinearne la natura ermetica; ed è proprio l’imperscrutabilità dell’oggetto a racchiuderne il fascino: “Nessuno sa cosa sia: è un’arma d’assalto, un oggetto non identificato contenitore di una vita sconosciuta, l’involucro protettivo di una gigantesca crisalide in attesa della lacerazione che consentirà alla falena di dispiegare le ali e prendere il volo?”.

 

Nasce la collezione di design contemporaneo del MAXXI

Il Dipartimento di Architettura del MAXXI, diretto da Lorenza Baroncelli, cambia nome in Dipartimento di Architettura e Design, mettendo in mostra, con un allestimento impeccabile, le prime acquisizioni del museo, nell’intento di fotografare la scena del design contemporaneo in Italia. Le dodici realtà selezionate (italiane e straniere) si pongono all’interno del dibattito sul rapporto tra la cultura italiana del design e lo scenario internazionale, mentre le opere in mostra, raccontate attraverso cinque sezioni (Design Industriale, Collectible Design, Design Anonimo, Nuovi Materiali, Design Digitale), sono state tutte realizzate dopo il 2000.

 

Jannis Kounellis – Notte

La suggestiva galleria 5 ospita il primo omaggio ufficiale a Roma dopo la scomparsa dell’artista, avvenuta nel 2017. La mostra, a cura di Luigia Lonardelli, espone tre potenti lavori del maestro dell’arte povera incentrati sull’incerto equilibrio tra forza e precarietà. Le opere risuonano nello spazio instaurando un suggestivo dialogo con l’architettura, spazio che Kounellis considerava come una tela su cui dipingere: “Negli anni Sessanta mi hanno chiamato artista, perché non sapevano come definire un mucchio di carbone. Ma io sono un pittore, e rivendico la mia iniziazione nella pittura. Perché la pittura è una costruzione di immagini, non indica una maniera né tantomeno una tecnica”.

Immagine di copertina: © Cecilia Rosa

 

 

AALTO – Aino Alvar Elissa. La dimensione umana del progetto
14 dicembre 2023 – 26 maggio 2024

Galleria KME
a cura di Space Caviar

Nature. Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. In collisione
14 dicembre 2023 – 17 marzo 2024

a cura di Pippo Ciorra e Margherita Guccione
Sala Gian Ferrari

Nasce la Collezione di Design contemporaneo del MAXXI
14 dicembre 2023 – 10 marzo 2024

Galleria 2

Jannis Kounellis. Notte
14 dicembre 2023 – 30 aprile 2024

a cura di Luigia Lonardelli in collaborazione con Archivio Kounellis ed Estate of Jannis Kounellis
Galleria 5

maxxi.art

Autore

  • Cecilia Rosa

    Nata a Roma (1990), dove vive e lavora, studia Architettura tra Roma, Milano e Porto, laureandosi con lode nel 2016 presso il Politecnico di Milano. Nel 2019 consegue un Master di II livello presso lo IUAV di Venezia in “Architettura digitale”. Dopo diverse collaborazioni tra Roma e Bologna, dal 2016 porta avanti la professione collaborando con lo studio romano STARTT (studio di architettura e trasformazioni territoriali) su diversi progetti a varie scale, seguendo principalmente progetti museografici. Dal 2019 è assistente alla docenza presso il Dipartimento di Architettura all'Università degli Studi “Roma Tre” e dal 2023 è dottoranda presso il medesimo Dipartimento

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Last modified: 18 Dicembre 2023