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Maria Paola RepellinoWritten by: Progetti

Museo della Fantascienza a Chengdu, la nebulosa in espansione di Zaha Hadid Architects

In Cina, un’altra realizzazione dello studio inglese, completata in soli 12 mesi, è il nuovo fiore all’occhiello della Future Science & Technology City

 

CHENGDU (CINA). Nel cuore del distretto di Pidu, le forme oniriche modellate da Zaha Hadid Architects (ZHA) per il Museo della Fantascienza ricordano una “nebulosa in espansione”, che s’irradia da un punto centrale, simile ad una stella. Dall’alto il museo sembra fluttuare scintillante sulle acque del lago Jingrong. Ma, se osservato più da vicino, l’architettura sembra plasmarsi senza soluzione di continuità con l’ambiente circostante, stabilendo una relazione di simbiosi con il paesaggio naturale. Un sistema di percorsi pedonali si snoda dalla città fino al cuore dell’edificio, attraverso il parco e le piazze collocate a diverse quote, collegando i nuclei di attività che costellano l’area.

Il museo rappresenta il nuovo fiore all’occhiello della Future Science & Technology City (S&T City) di Chengdu, nella Cina sud-occidentale. Per la capitale della provincia del Sichuan ZHA aveva già ideato nel 2018 il masterplan della Unicorn Island (67 ettari) all’interno della Tianfu New Area, per promuovere lo sviluppo dell’economia digitale cinese.

 

Un cantiere di 12 mesi

Con una superficie di 635.000 mq, l’edificio è stato completato in soli 12 mesi. Il progetto è stato commissionato nel 2022 con un obiettivo preciso: ospitare per la prima volta in Cina il WorldCon (World Science Fiction Convention), il più importante evento di fantascienza del mondo, e la prestigiosa assegnazione dei Premi Hugo, il più alto riconoscimento per la letteratura di fantascienza e fantasy. Inaugurato per l’occasione, questo museo dalle linee futuristiche celebra la ricca tradizione letteraria della città, patria di rinomati autori di fantascienza cinesi da oltre cinquant’anni, e aspira a diventare meta irrinunciabile per gli appassionati del genere.

Per realizzare il museo in tempi record, ZHA ha utilizzato una serie di software high-tech, tra cui una dettagliata analisi di modelli digitali, per gestire contemporaneamente la progettazione e le fasi di costruzione, iniziata appena due settimane dopo l’affidamento dell’incarico. La modellazione parametrica non ha soltanto contribuito ad accelerare il processo, ma ha informato le scelte progettuali e ha influenzato l’estetica scultorea dell’edificio che, come molti altri progetti marchiati ZHA, sembra fuoriuscire da un film di fantascienza. “La fantascienza è sempre stata una fonte di ispirazione molto importante per i nostri progetti”, ha dichiarato alla CNN Paulo Flores, uno dei direttori del progetto.

Forme fluide, massima flessibilità degli spazi e un programma funzionale chiaro caratterizzano l’impianto del museo. Il progetto definisce nuclei di attività, che s’intrecciano tra gallerie espositive, una sala multifunzionale, un centro conferenze e una serie di spazi accessori ausiliari. Il disegno suggestivo dell’illuminazione e le linee sinuose degli spazi interni stimolano l’immaginazione del visitatore, anche se talvolta in modo un po’ retorico.

Il “tunnel del tempo”, un corridoio blu elettrico che distribuisce diverse sezioni del museo, è particolarmente rappresentativo del tipo di esperienza immersiva che attende gli ospiti. Gli spazi pubblici all’aperto, l’atrio centrale illuminato dal grande lucernario e le ampie vetrate che incorniciano il monte Xiling permettono al progetto di mantenere un dialogo con la realtà dell’intorno, attenuando così la sensazione d’essere proiettati in un ambiente avveniristico e iper tecnologico.

 

Verde e mitigazione dell’impatto

Il parco che circonda il museo si estende su di un’area di 59.000 mq. Il paesaggio è stato progettato per accogliere piante autoctone regionali e consentire la raccolta e il recupero dell’acqua piovana, con l’obiettivo d’includere il lago di Jingrong nel sistema di drenaggio sostenibile della città. Le strategie per mitigare l’impronta ecologica dell’edificio comprendono un sistema di ventilazione naturale ibrido, che ottimizza il clima mite subtropicale di Chengdu per mantenere sempre elevato il livello di comfort interno. L’impianto fotovoltaico incorporato nella copertura contribuisce poi a soddisfare il fabbisogno energetico dell’edificio. Un approccio attento alla sostenibilità che ha permesso al progetto di superare i più rigorosi standard a 3 stelle del programma cinese di “edilizia verde”.

 

ZHA, 15 anni di progetti cinesi

L’intervento culmina l’esperienza oramai quindicinale dello studio inglese nel panorama architettonico cinese, in cui ha firmato numerosi progetti per il settore scientifico e culturale, oltre al nuovo aeroporto internazionale di Pechino Daxing. Sempre in Cina, ZHA ha recentemente ottenuto l’incarico per il nuovo distretto culturale sul lungomare di Sanya, mentre sta lavorando al completamento del Hangzhou International Sports Center, del Jinghe New City Culture & Art Center e di un altro museo galleggiante dalla forma “stellare”, il Zhuhai Jinwan Civic Art Center. A inizio anno sono state annunciate anche la realizzazione della seconda fase dell’International Exhibition Centre di Pechino e l’avvio della costruzione della nuova Daxia Tower di Xi’an.

Immagine di copertina: © Lan Dongjie

 

Autore

  • Maria Paola Repellino

    Nata ad Alba nel 1987, si forma presso l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna e il Politecnico di Torino, dove si laurea in Architettura nel 2012 e poi consegue il Dottorato di ricerca con una tesi sulle dinamiche di trasformazione del patrimonio industriale in luoghi creativi nella Cina contemporanea. Dal 2016 è ricercatrice post-doc al Politecnico di Torino, dove coordina una ricerca in collaborazione con Tsinghua University e EPFL dedicata alle new towns cinesi: all’interno del programma ha curato la mostra-seminario alla Beijing Design Week 2016 e il ciclo di conferenze sulla nuova urbanizzazione cinese lungo la nuova Via della Seta, presentate al MAO - Museo di Arte Orientale di Torino. E' membro di una ricerca coordinata dal Politecnico di Torino, partner di un consorzio sino-europeo, incentrata sul tema dell’urbanizzazione cinese, supportata dal programma EU Horizon 2020

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Last modified: 22 Novembre 2023