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Written by: Forum Professione e Formazione

Firenze: chi doveva sedere in giuria nel concorso di Novoli

Riceviamo e pubblichiamo una precisazione del presidente dell’Ordine degli architetti di Firenze Andrea Crociani in merito alla procedura di gara per la Terza torre della Regione Toscana

 

Ho letto con interesse l’articolo di Andrea Iacomoni sul concorso indetto dalla Regione Toscana per la cosiddetta “terza torre” a Novoli. L’articolo, nella descrizione della vicenda concorsuale, riporta quanto segue: «La giuria, presieduta da Paolo Pantuliano (direttore generale della Regione) con Giancarlo Fianchisti (presidente Ordine Ingegneri), Silvia Trentanove (Società Genius Loci), Rosa Romano (Università di Firenze), Susanna Carfagni (Comes studio associato), sembra un po’ troppo locale per un concorso internazionale. Inspiegabile l’assenza del presidente dell’Ordine degli Architetti. I cinque gruppi ammessi alla seconda fase sono tutti italiani. Questi, tra gli appena sette partecipanti totali, hanno meglio interpretato i criteri riportati nel bando, relativi alla qualità architettonica, sicurezza strutturale, salvaguardia ambientale, efficienza impiantistica e benessere lavorativo».

Stupisce il passaggio sull’inspiegabile assenza del presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze, che mi onoro di rappresentare, e quindi sento il dovere di fornire alcune precisazioni. Il bando è stato gestito in autonomia dagli uffici della Regione Toscana. L’Ordine degli architetti di Firenze è stato coinvolto dal RUP, ingegner Michele Mazzoni, a concorso bandito, con la richiesta di segnalare due nominativi per i commissari effettivi e due per gli eventuali sostituti, dei quali poi uno sarebbe stato scelto per far parte della giuria. Il Consiglio dell’Ordine, per scelta etica, non indica quali possibili componenti di commissioni giudicatrici gli stessi consiglieri, né tantomeno il presidente, a maggior ragione per un concorso nella stessa provincia di competenza. Nel caso specifico, la Regione ha utilizzato la piattaforma Concorrimi messa a disposizione dall’Ordine degli architetti di Milano anziché quella del CNAPPC concorsi.AWN che l’Ordine di Firenze abitualmente indica alle amministrazioni pubbliche interessate a procedure concorsuali.

Da parte nostra è stata inviata a tutti gli iscritti dell’Ordine degli architetti di Firenze (circa 4.900) una comunicazione, chiedendo di manifestare l’eventuale interesse a far parte di detta commissione. Requisiti richiesti erano: iscrizione, regolarità relativamente all’obbligo formativo e assenza di procedimenti disciplinari, oltre a specifiche competenze in merito all’argomento del concorso da dimostrare attraverso un curriculum professionale contenente esperienze lavorative in ambiti riconducibili a quello di gara. I curriculum sono stati preliminarmente esaminati da una commissione costituita da alcuni consiglieri dell’Ordine, che hanno illustrato al Consiglio gli esiti di questa valutazione. Dopo ampio dibattito i nominativi individuati sono stati oggetto di una specifica delibera del Consiglio dell’Ordine e successivamente comunicati alla Regione Toscana, che ha scelto, tra quelli proposti, un componente della giuria.

Come appare evidente, la procedura è stata tutta improntata alla massima trasparenza, e la mancata presenza in giuria del presidente dell’Ordine di Firenze non è il risultato di una volontà altrui, ma di una nostra precisa scelta. Sicuramente la procedura adottata è perfettibile, come tutte le cose, ma riteniamo di aver agito con quello spirito di correttezza e trasparenza che deve sempre guidare le azioni di un organo istituzionale come il nostro, anche in vicende come questa che potrebbero apparire di secondaria importanza.

Il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Firenze
Andrea Crociani

 

La replica dell’autore

Preg.mo presidente dell’Ordine degli architetti di Firenze,

ho letto con piacere la Sua risposta, che dimostra il grande impegno del vostro Ordine nei confronti della qualità dell’architettura e del ruolo delle procedure concorsuali. In questo caso, poco importa se il bando è stato seguito dalla Regione o divulgato da Concorrimi: a mio avviso conta ribadire il ruolo fondamentale dell’architetto, in un momento storico in cui questa figura professionale è sempre più in secondo piano. Proprio perché l’Ordine non è stato coinvolto nel bando, poteva almeno avere un ruolo importante, non semplicemente indicando un membro della giuria, ma proprio nella valutazione dei progetti, con la presenza del suo maggior esponente, appunto il presidente, rappresentante di tutti gli architetti fiorentini.

La mia affermazione, all’interno dell’articolo, non aveva l’intento di puntare il dito contro di Voi ma, semplicemente, senza nessuna polemica, ha voluto evidenziare (vista la presenza del presidente dell’Ordine degli Ingegneri) la mancanza del presidente dell’Ordine da Lei rappresentato che, a mio avviso, come già detto, sarebbe stato molto utile. Indicare un esperto – che è esterno al Consiglio dell’Ordine – a livello d’immagine istituzionale non ha la stessa valenza.

Come ha riportato anche Lei, le scelte perseguite sono sempre perfettibili. Nessuno ha messo in dubbio la trasparenza della procedura, ma credo che l’Ordine debba essere, quando possibile, parte attiva di trasformazioni così importanti; quindi, se necessario – come accaduto anche in altre occasioni – intervenire nella revisione del bando oppure dare un segno, se lo ritiene non valido, anche non aderendo.

Andrea Iacomoni

 

Immagine di copertina: il progetto vincitore del concorso per la “terza torre” della Regione Toscana, di Ipostudio

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Last modified: 11 Settembre 2023