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Tommaso MauroWritten by: Città e Territorio Mosaico

L’Archiviaggio. Bressanone new look

Tra venti di cambiamento e una posizione strategica, il contemporaneo accoglie fin dalle infrastrutture

 

Arrivo a Bressanone da sud, lasciandomi Bolzano alle spalle e addentrandomi nella Valle dell’Isarco. Costeggio le acque del fiume, superando una serie di gallerie e viadotti fino a dove i guardrail in acciaio corten si aprono sull’imponente zona industriale. Ricordo di essermi già fermato qui durante un viaggio studio universitario per visitare i nuovi uffici della Damiani Holz&Ko, progettati da MoDus Architects: all’epoca non c’era ancora traccia delle forme avveniristiche del quartier generale della Durst, firmato dallo studio monovolume: architecture+design.

Inizio la visita rifocillandomi nello storico maso Hubenbauer poco fuori città. Qui, tra viti e alberi da frutto, si notano i segni di un recente intervento che, con grande sobrietà, è riuscito ad attrezzare il maso di un moderno birrificio. Scopro che è opera dell’architetto Lukas Mayr: uno dei diversi interventi eleganti ed energici che riescono a ridare lustro ai vecchi masi e permettere l’inserimento di nuove attività economiche o di ricezione turistica.

Ritorno dunque lungo le sponde dell’Isarco e scopro una Bressanone in forte trasformazione. Certo, come in quasi ogni città o paesino d’Italia, i bonus ci hanno messo lo zampino. Qui, però, si osservano i segni di un cambiamento più radicale e profondo che intende conferire una nuova immagine alla gloriosa ma forse impolverata storia della città.

Gli interventi che ne cambiano il volto investono in maniera indistinta vari settori: dalle iniziative private per modernissime ville e complessi residenziali alle strutture ricettive, dalle scuole alle cantineaziende vinicole, dalle attrezzature per la collettività ai musei, fino al disegno delle infrastrutture viarie, senza trascurare gli elementi più difficili da inserire nel paesaggio come tutta quella serie di complessi macchinari di cui necessita un impianto di teleriscaldamento capillare come quello di Bressanone.

Quasi a voler confermare un luogo comune, a Bressanone il panorama viene accudito gelosamente. Non viene quindi abbandonato all’estetica dell’economicità tecnico-esecutiva nemmeno il progetto delle infrastrutture che attraversano il territorio. In tale ottica sono stati affidati a MoDus Architects sia il disegno degli elementi che caratterizzano l’anello viario che costeggia la città nel percorso Bolzano-Brennero, sia la progettazione degli involucri per gli impianti di teleriscaldamento.

Quest’ultimi vengono declinati dallo studio brissinese in base al contesto in cui devono inserirsi: all’interno del tessuto consolidato assumono un carattere urbano, per cui la copertura si trasforma in uno skatepark (ora malauguratamente chiuso), mentre al di fuori della città, al confine tra terre coltivate e boschi, diventano un involucro dalle forme organiche ed eteree. È interessante ricordare che la struttura per i collettori dell’acqua calda per il teleriscaldamento di Millan è stata inserita all’interno degli itinerari di Arcipelago Italia, partecipazione nazionale alla Biennale di Venezia 2018.

Abbandonati questi aspetti che declinano la suburbia e il paesaggio esperito dall’auto, mi muovo verso la città consolidata e il suo centro storico. Oltre alle doverose visite ai luoghi simbolo della città come il Duomo e il prospiciente chiostro, la chiesa di San Michele con la Torre bianca, il Palazzo vescovile e per esteso l’intero nucleo storico, la mia attenzione va in primis alle opere dello studio Carlana Mezzalira Pentimalli: la biblioteca civica e la scuola di musica. La prima svolge un ruolo di cardine tra la piazza del Duomo e l’area prospiciente il Palazzo vescovile, incorniciando la città con enormi vetrate. La seconda, più austera e monumentale, si palesa come un oggetto isolato: attualmente affacciata su un parcheggio, la scuola va inserita all’interno di un progetto più ampio che, grazie a un parco, la legherà alle sponde del fiume, ai poli sportivi e al vicino centro storico.

Messi in fila, questi elementi contribuiscono a restituire il ritratto di una Bressanone che scalpita per darsi un nuovo look in grado di fornire servizi da “grande città” ai suoi cittadini e di inserirsi (giustamente) all’interno delle geografie di un turismo consapevole. Non stupisce quindi il recente ridisegno della nuova sede dell’Associazione turistica Bressanone a firma MoDus Architects. Appropriandosi dei portici che caratterizzano la parte storica, l’oggetto urbano risolve l’incrocio tra più vie in maniera quasi decostruttivista. Aperture, granulometrie e sfumature di colore permettono all’edificio di abbracciare non solo il vicino albero (TreeHugger è il titolo del progetto) ma anche tutto quello che lo circonda: la storica villa Adele, i giardini dei Signori e le mura del Palazzo vescovile, un centro commerciale e gli ingressi pedonali all’elegante e teutonico parallelepipedo in vetro e cemento armato progettato dallo studio Kohlmayer Oberst Architekten per la sede della Libera Università di Bolzano.

Per quanto riguarda la predominanza della firma di MoDus Architects nel ridisegno della città, del suo paesaggio e delle infrastrutture, va segnalato il restauro e ampliamento dell’Accademia Cusanus e il progetto, recentemente vincitore di un concorso a inviti, per il nuovo parco sportivo e ricreativo della frazione di Millan.

Al di là dei venti di cambiamento che stanno investendo la vallata, Bressanone gode ancora dei benefici dati dalla sua posizione strategica nel percorso verso le vallate più profonde del Tirolo fino all’Austria, nonché del suo passato di sede vescovile. Un paesaggio dolce, protetto dalla vetta della Plose, dove poter assaporare quel gusto prettamente tirolese per l’architettura storica e contemporanea; dove tutti gli amanti dell’architettura possono non solo visitarla ma anche viverla senza dover rinunciare a niente. Infatti, sono degne di nota anche le numerose ed eleganti strutture ricettive sparpagliate tra qui e Bolzano.

A tal proposito, per rintracciarle e muoversi poi nel territorio e tra le opere, segnaliamo la ben organizzata piattaforma arch.atlas della Fondazione Architettura Alto Adige e il sito per il turismo in Alto Adige il quale, anche se rivolto a un pubblico di non addetti, è capace di valorizzazione l’architettura contemporanea nell’esperienza turistica.

Immagine di copertina: Anello viario, MoDusArchitects © Gustav Willeit

 

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Last modified: 1 Ottobre 2022