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Alessandro IppolitiWritten by: Professione e Formazione

Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali: il restauro tra i motori del nostro Paese

Il presidente del Comitato tecnico scientifico ne illustra l’operato, in vista della XXVII edizione del Salone a Ferrara

 

FERRARA. Dall’8 al 10 giugno si svolge la XXVII edizione di Restauro – Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, storico momento d’incontro, formazione e aggiornamento sul tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale che coinvolge annualmente operatori, aziende, enti e istituzioni nell’ambito di uno dei più importanti settori di sviluppo culturale ed economico del nostro Paese.

Dal 2021 è stato istituito il Comitato tecnico scientifico di Assorestauro e Salone Internazionale del Restauro, presieduto da chi scrive e composto da autorevoli studiosi e professionisti del settore: tra i suoi compiti, definire e indirizzare gli argomenti di ricerca, di formazione e di collaborazione scientifica sul tema del restauro dei beni culturali e individuare le tematiche principali che verranno dibattute nell’ambito delle edizioni della manifestazione.

 

Restauro Made in Italy, un primato riconosciuto

Il lavoro del Comitato parte dalla consapevolezza del primato che il restauro Made in Italy ha nel mondo: grazie alla lunga esperienza su un patrimonio storico straordinariamente ampio ed eterogeneo, la cultura italiana del restauro si è evoluta con largo anticipo sia sotto il profilo teorico che operativo, portando la disciplina dal campo artigianale a quello scientifico, alimentando il pensiero critico attraverso un continuo dibattito teoretico e una costante sperimentazione nei più vari campi applicativi, in una sintesi capace di unire consapevolezza metodologica, sensibilità interpretativa e innovazione operativa; qualità da lungo tempo riconosciute, apprezzate e premiate a livello internazionale.

Gli attori di questo scenario sono molteplici e a ciascuno dev’essere riconosciuto un contributo distintivo e fondamentale nel raggiungimento d’importanti traguardi: l’Università, che forma le nuove generazioni nei corsi di studio, nelle scuole di specializzazione e nei dottorati; il Ministero della Cultura, che opera sul campo coniugando concretamente operatività e ricerca; il mondo delle professioni e dell’imprenditoria, motori vitali di un mercato economico fondamentale per la crescita del Paese.

L’attività del Comitato è particolarmente rivolta alla formazione dei giovani e alla valorizzazione delle loro competenze nel settore del patrimonio culturale, nella consapevolezza che, soprattutto in questo momento storico, sia importante offrire opportunità per il futuro in termini occupazionali ma anche, soprattutto, in termini culturali, e il coinvolgimento in prospettive e progetti possa diventare non solo occasione di lavoro ma anche motivo di crescita personale. In un mondo dove il sapere disponibile alimenta sempre più spesso un trasferimento delle conoscenze di tipo orizzontale, la formazione dei prossimi operatori del mondo del restauro deve puntare a coltivare maturità intellettuale e capacità critica di giudizio.

 

La giornata di studi sul paesaggio in Italia

A partire da tali presupposti, il Comitato tecnico scientifico ha organizzato la giornata di studi “Dalla conoscenza al restauro. L’esperienza pugliese nell’ambito del territorio nazionale” (Bari, 2 settembre 2021), a cura di Daniela Esposito, Marcello Guaitoli, Maria Piccarreta. Per quanto riguarda le iniziative future, nelle giornate di giugno, oltre a presentare il volume che raccoglie gli atti del primo convegno, il Comitato tecnico scientifico coordinerà una seconda giornata di studi a cura di Ilaria Borletti Buitoni, Gisella Capponi e Carla Di Francesco, dedicata al tema “Il paesaggio in Italia. Pianificazione, tutela, sviluppo sostenibile”.

Con questi approfondimenti, il Comitato tecnico scientifico intende sottolineare la necessità di affrontare il tema della tutela e del restauro del patrimonio culturale, in particolare architettonico e paesaggistico, attraverso un solido bagaglio di conoscenze storiche indispensabile per comprenderne la straordinaria ricchezza e un atteggiamento cosciente e consapevole nei confronti della cultura del restauro, del dibattito scientifico che ha guidato gli interventi sulle preesistenze negli ultimi due secoli e dei principi guida della disciplina, ai quali deve necessariamente fare riferimento la prassi operativa.

L’approccio verso oggetti di ricerca così organici e sfaccettati deve tenere conto della necessità di operare con competenze diverse e d’interrogarsi puntualmente sul significato della nozione di restauro e sulla sua finalità conservativa, se è vero che l’obiettivo da raggiungere è “una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro per assicurare la conservazione del patrimonio culturale”, come espresso dall’articolo 29 del Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004.

 

Immagine di copertina: l’abbazia di Santa Maria di Cerrate (Lecce) e il suo contesto territoriale

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Last modified: 30 Maggio 2022