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Giacomo "Piraz" PirazzoliWritten by: Reviews

Corpi idrici: sinfonia da una città (in tempi di PNRR)

Una performance musicale, un seminario e uno spettacolo teatrale interpretano l’idrografia di Genova e i suoi problemi, proponendone una carta dei diritti

 

Corpi Idrici – Sinfonia da una città nasce dal quasi-omonimo collettivo di ricerca artistica che ha finora messo in piedi, sulla base di una piattaforma comune, tre prodotti diversi: una performance musicale, un seminario e uno spettacolo teatrale. Quest’ultimo, ispirato al “teatro degli oppressi” (ove appunto gli oppressi sono i Corpi Idrici “vittime non sottomesse”), è appena andato in scena a Genova, nel decennale della tragica alluvione del 2011 e al termine della controversa COP26.

Sorta di chiamata partecipativa ben riuscita, centinaia i presenti in sala nonostante il difficile periodo Covid, sullo sfondo della grande mappa dell’idrografia genovese viene presentata l’igienizzazione/modernizzazione/artificializzazione della stessa rete idrografica.

Mettere in scena i nomi di fiumi, torrenti e rii – oggi invisibili perché cementati, canalizzati e coperti, con l’estremizzazione del clima riemersi come furiose idre per dar origine ad alluvioni e allagamenti – conduce a riconoscerne il ruolo, riportando alla luce contraddizioni e forzature che stanno dietro ai problemi ambientali di oggi. Così riemerge, ad esempio, la microstoria dell’Ing. Cav. Comm. Gr. Uff. Sen. Gaudenzio Fantoli che, volendo dare alla Superba una grande piazza per fascistissime adunate, sviluppò un criterio di calcolo di massima piena che permise di costringere il Bisagno in un canale di dimensioni minime, origine e concausa dei disastrosi allagamenti negli anni a seguire.

In una misura di tempo serrata, lo spettacolo assume carattere fortemente site-specific nel rivelare che anche la Sala Ivo Chiesa in cui si svolge lo spettacolo a Genova è gigantesca lapide sopra un Corpo Idrico, cosa che ha a sua volta permesso tutto il tremendissimo intervento di Corte Lambruschini (architetto Piero Gambacciani, 1987-1990) con il complesso del Teatro Nazionale, arrivando perciò dritto, in una serata di preallarme alluvione, alla sensibilità del pubblico.

Mentre video e immagini di grande qualità mostrano canali, collettori e simili infrastrutture con rare quanto inaspettate tracce di vita, scorrono le date delle alluvioni che si fanno sempre più ravvicinate sia per il Climate Change sia, appunto, per il continuo prometeico sforzo degli umani di seppellire i Corpi Idrici in questa gigantesca rete tombale di opere di calcestruzzo armato.

Così lo spettacolo ci consegna anche una proposta “amministrativa”, la Carta dei diritti dei Corpi Idrici, che appunto riconosce la corporalità di tali ecosistemi oppressi e cancellati, arrivando finalmente a scriverne i diritti e rivelando, in questo modo, anche un vuoto sostanziale nell’apparato normativo nazionale ed europeo.

L’urbanizzazione a spese della natura, come il fallimento della tecnocrazia modernista assurta a sistema egemonico, aprono quindi una prospettiva di complessità per la salvaguardia della biodiversità; la stessa che, nell’attuale confusione generata da fake news come purtroppo da Nature Based Solutions non di rado anticamera di greenwashing, può divenire base di un sapere nuovissimo ed antichissimo (indigeno) insieme, finalmente sensibile ai luoghi. In questo modo il tragico esempio locale dell’ingegnere Fantoli e della sua tecnica funzionale all’ideologia diviene chiave di lettura applicabile a molti altri luoghi del mondo, ove Corpi Idrici periodicamente tornano ad occupare le strade sotto le quali spesso erano stati da noi costretti.

Se Bertolt Brecht notava che di fronte alla catastrofe “stiamo tutti a dire della rabbia del fiume in piena, e mai della violenza degli argini che lo costringono”, sarà che un lavoro intangibile di questo tipo servirà ad aprire gli occhi sulla realtà iper-tangibile delle grandi e piccole opere di dissesto idrogeologico pregresse e in corso? Sarà che il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) saprà cogliere le istanze di sicurezza pubblica legate a tutto ciò, facendosene carico in modo contemporaneo, occasione di lavoro anche in senso condiviso con le comunità che han partecipato a questo progetto? Oppure, come nel caso della tragedia del Vajont (9 ottobre 1963) resterà solo da scrivere un’altra (o varie altre, dipendentemente dal luogo) “Orazione civile”, chissamai se alta e forte come quella di Marco Paolini del 1993?

 

Immagine di copertina: da corpiidrici.it

 

Corpi Idrici – Sinfonia da una Città (performance musicale)
Milano, Fondazione Feltrinelli, 18 e 19 giugno 2021
Produzione Forevergreen.fm e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Parlamento dei Corpi idrici: verso una nuova Carta dei diritti (seminario)
Genova, Palazzo Ducale, 5 novembre 2021 – nell’ambito di Progetto G20
Genova Molassana, Sala del Municipio IV, 6 novembre 2021 – nell’ambito del convegno

La Val Bisagno dieci anni dopo l’alluvione del 4/11
Corpi Idrici – Sinfonia da una Città (spettacolo teatrale)
Genova, Teatro Nazionale – Sala Ivo Chiesa, 13 novembre 2021
Produzione Forevergreen.fm per Eletropark 2021

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Last modified: 17 Novembre 2021