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Written by: Progetti

Poggipolini, così la produzione rinnova spazi e immagine

Prende forma, a San Lazzaro di Savena, il complesso industriale firmato da Open Project

 

«Adottiamo un’apertura mentale ampia che ci consente di accompagnare la richiesta del cliente nelle sfide del domani, sia dal punto di vista tecnologico che in termini di visione. Caratteristiche quali innovazione e originalità sono essenziali per il buon esito di progetti di workspaces». A parlare sono Francesco Conserva e Maurizio Piolanti, attualmente alla guida di Open Project, lo studio di architettura con sede a Bologna che lavora al rinnovamento di tipologie edilizie consolidate, attraverso la ricerca progettuale.

Un caso su tutti, che sembra calzare a pennello quando si affrontano i temi dell’innovazione e della ricerca, è il nuovo complesso industriale di Poggipolini, firmato appunto dallo studio bolognese, che si caratterizza per l’assetto planivolumetrico razionale e per il linguaggio architettonico omogeneo ma, al contempo, rappresentativo delle ambizioni della committenza. Fondata a Bologna nel 1950 da Calisto Poggipolini, Poggipolini SpA è un’azienda italiana specializzata in progettazione e lavorazioni meccaniche ad altissima precisione, in soluzioni tecniche per la riduzione del peso, in componenti critici e sistemi di fissaggio strutturali per i settori aerospazio, automobile e motorsport. A riprova dello stretto legame con il territorio cui è storicamente legata, l’azienda sta avviando l’attuazione di un masterplan di più ampio respiro con la realizzazione del primo modulo produttivo in località Cicogna a San Lazzaro di Savena, con l’obiettivo di trasferirvi progressivamente l’intera attività produttiva. Attualmente è stata realizzata la prima fase del masterplan: 1.500 mq di padiglione produttivo e 250 mq di servizi e uffici amministrativi. L’area, a vocazione industriale, in cui sono presenti svariati lotti con numerosi piccoli edifici a schiera, nel tempo è stata inglobata nel tessuto dell’hinterland bolognese.

Le funzioni previste sono distribuite per rispondere al meglio alle esigenze imposte dalle lavorazioni, garantendo tuttavia una flessibilità degli spazi che consenta, in futuro, eventuali adeguamenti e rimodulazioni degli ambienti. Uno spazio di particolare interesse, oggetto di un approfondimento progettuale specifico, riguarda l’Innovability Campus, un’accademia di formazione universitaria e scuola superiore sulla lavorazione di precisione, oltre che settore di ricerca e sviluppo; una sorta di fabbrica dentro la fabbrica.

L’attività produttiva occupa una quota di superficie preponderante del complesso ed è supportata da una serie di funzioni indispensabili al suo svolgimento: uffici, ricerca e sviluppo, formazione e aree a usi ricreativi. «L’originalità è intrinseca nell’idea di sviluppo del progetto e, nel rapporto con le tematiche dell’interior design – sostengono Conserva e Piolanti –, alcuni paradigmi sui quali si fondavano questi grandi sviluppi si sono aggiornati, facendo tesoro di necessità e visioni post-pandemiche, mettendo ora al primo posto la sicurezza, la salubrità degli ambienti, la capacità di progettare e gestire spazi che possano essere facilmente e intuitivamente connessi con il mondo esterno in maniera sempre più veloce e dinamica. Allo stesso tempo, si punta a luoghi che possano ospitare “nuovi” spazi di lavoro e generare convivialità, di cui si avrà ancora più bisogno nell’era post-vaccino».

La qualità degli interni diventa un’esigenza centrale, e la tecnologia gioca un ruolo fondamentale nel creare i presupposti per un ambiente sicuro ed efficiente, come ricordano ancora Conserva e Piolanti: «L’essere umano, i suoi bisogni e un rispetto più sincero verso la natura sono diventati la chiave di lettura e interpretazione progettuale in sinergia con processi tecnologici che sviluppano comfort, personalizzando i livelli di benessere ambientale attraverso l’uso della sensoristica ambientale, dell’IoT (Internet of Things)».

Proprio per assecondare questa necessità, Open Project ha messo a punto Open Twin, un servizio che, oltre ad accompagnare il real estate nel processo di digitalizzazione, offre competenze integrate di IoT e progettazione secondo piattaforme tecnologiche di supporto che coniugano innovazione, ricerca, sostenibilità, misurazione e personalizzazione dei livelli di benessere ambientali. L’innovazione tecnologica che rimette l’essere umano al centro del progetto, quindi, richiede oggi molto più di ieri, coraggio e idee rivoluzionarie, uscendo dal solco della comfort zone, per interpretare e definire nuovi modelli di business, basati su concetti alternativi di economia. «Il primo passo è sempre quello più difficile ma anche il più emozionante, che anticipa e apre una strada – conclude l’architetto Lorenzo Nanni, facente parte del team di progetto –; crediamo fortemente che i progetti di architettura, ingegneria, interior, verde, debbano essere al servizio di un’idea forte, non autoreferenziale o autocelabrativa ma iconica del modello e dei valori che si vogliono esprimere».

 

*** articolo sponsorizzato

 

La carta d’identità del progetto

Committenza: Poggipolini srl
Superficie: 14.410 mq
Luogo: San Lazzaro di Savena (BO)

Anno: 2017- in corso

 

Chi sono i progettisti

Fondato a Bologna nel 1984 (e ora guidato da Francesco Conserva e Maurizio Piolanti), lo studio di architettura e ingegneria Open Project conta numerose realizzazioni per grandi aziende nazionali e multinazionali, assestandosi fra gli studi di maggiore attività in Italia con tipologie edilizie che comprendono il residenziale, il ricettivo, il commerciale, il produttivo e gli uffici. Un percorso di continua crescita ha portato Open Project a riunire un team multidisciplinare di 45 professionisti altamente qualificati in ambiti distinti, che permettono di ideare e portare a termine progetti complessi, accompagnando il committente dal concept iniziale, attraverso la realizzazione e fino ai dettagli conclusivi. Pur muovendosi nel solco di una tradizione operativa e progettuale consolidata, lo studio conduce una ricerca continua a favore dell’innovazione tecnologica e di standard elevati, anche attraverso processi di digitalizzazione. Particolare attenzione viene riservata alla sostenibilità ambientale, come attestano le certificazioni internazionali riconosciute a svariate realizzazioni.

 

 

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Last modified: 20 Aprile 2021