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Federica RussoWritten by: Città e Territorio Mosaico

Ritratti di città. Non di solo barocco vive Lecce/2

Uno sguardo alle numerose iniziative private in ambito residenziale, turistico e culturale

LEGGI LA PRIMA PARTE

Fondi europei e cantieri

Lecce sta recentemente cambiando il suo profilo anche grazie agli interventi privati, che sembrano segnare negli ultimi anni una ripresa. Parte di questo deriva dal supporto dei numerosi bandi della Regione di finanziamento alle imprese con fondi europei raccolti nella piattaforma Sistema Puglia, alcuni dei quali, come il Titolo II o Radici e Ali, si riflettono direttamente o indirettamente sugli immobili, tutelandoli e favorendone la ristrutturazione. Su tutti, l’esempio dei Cantieri teatrali Koreja, nel 1995 uno dei primi interventi di riconversione di una fabbrica dismessa nella periferia che, su progetto dell’architetto Luca Ruzza cofinanziato dal POR FESR Puglia 2014-2020, nel 2018 ha riqualificato la struttura a livello termico grazie a una nuova facciata in legno lamellare e ha realizzato una foresteria con quattro appartamenti e dodici posti letto dedicata agli artisti.

Il “Piano casa” e il recente bonus 110% hanno dato un ulteriore stimolo al settore edilizio residenziale. Così, per le vie di Lecce, in quest’anno che sembra difficile per tutti, i cantieri pullulano. Spesso però parliamo solo di edilizia, perché non sempre gli interventi sono guidati da criteri architettonici, né da piani urbanistici recenti, considerato che il PUG sta venendo redatto adesso, e a volte l’impulso economico è il solo motore dell’operazione.

In questa contraddizione le risposte sono molteplici. Capita allora che camminando per il quartiere di San Lazzaro a due passi dal centro ci si accorga che tra i palazzi storici, i villini d’inizio secolo e l’espansione del dopoguerra molto sta venendo demolito e ricostruito. Alcuni interventi sono interessanti, come Palazzina Soter, progetto dello studio Mdaa, un edificio dalle facciate di elegante proporzione, sviluppato secondo il Protocollo Itaca per il risparmio energetico, che s’integra nel contesto urbano rispettando gli edifici adiacenti e il fronte strada e sfoggiando materiali locali, come la pietra leccese, accanto a cemento e metallo.

Molto vicino si trovano i Giardini Mazzini, altro intervento residenziale di Carlo Caiffa di Fenice Costruzioni Generali, su progetto di Luciano Ostuni e Andrea Toscano, anch’esso Protocollo Itaca, ma con un approccio architettonico diverso che punta piuttosto a mettersi in evidenza come una sorta di “bosco verticale” leccese, con verde in facciata, terrazze, superattici, piscine e spa.

Sempre a pochi isolati di distanza è stato appena demolito lo storico Cinema Santa Lucia, icona del quartiere e amatissimo dagli abitanti, che non sono riusciti a salvarlo nonostante le numerose petizioni e al suo posto ora guardano un cartellone con qualche immagine e si chiedono se il residence di lusso di Luxuryclass srl vale quello che poteva essere una buona ristrutturazione o almeno una rifunzionalizzazione interna ritenendo la facciata, come si potrebbe fare in questi casi.

 

Un trend internazionale, tra ospitalità e cultura

Il settore privato a Lecce però non è solo residenziale. Spesso, nei progetti di seconde case e nel settore turistico ricettivo troviamo l’architettura migliore: come testimoniano i due premi In/Arch del 2020 della provincia di Lecce andati a Villa Camilla di Studio Alami e alla Torre bianca di DOS Architects.

Grazie al forte impulso turistico che ha attirato grandi investitori spesso esteri, l’ospitalità ha raggiunto punte di eccellenza che stanno cambiando il volto della città. Per fare solo alcuni tra i numerosi esempi, proprio nel 2020 dalla ristrutturazione dello storico Banco di Napoli è nato Palazzo BN, proprietà dell’imprenditore italo-svizzero Renè de Picciotto progettato da Luciano Ostuni e Lucia Bianco: tredici appartamenti di lusso, una food court con quattro ristoranti dall’alta cucina al bistrot, un centro benessere e una terrazza pubblica con vista sul centro storico, per un modello ispirato a città ben più grandi.

O il Fiermontina Urban Resort, progetto voluto da Giacomo Fiermonte, imprenditore francese di origine italiana che ha trasformato, grazie al progetto di Antonio Annicchiarico e dello studio transalpino Charles Architectes, un’antica masseria nel pieno centro storico in boutique hotel con sedici camere, una suite e un giardino interno con piscina tra gli alberi di ulivo.

La cultura in questi casi segue a corto raggio e, considerata la scarsa iniziativa pubblica in questo ambito e il bassissimo numero di musei statali soprattutto dedicati all’arte moderna e contemporanea per una città come Lecce, è una fortuna che su iniziativa privata stiano recentemente nascendo gallerie di alto livello e opere site specific.

Lo stesso Fiermonte ha dedicato M.A.M.A Family Museum alla memoria di Antonia, la nonna italiana, un museo diffuso che include il lavoro di Antonia Fiermonte insieme a quello di altri artisti come Jacques Zwobada e René Letourneur.

Alle spalle del Duomo troviamo Palazzo Maresgallo, dei parigini Miriam de Rienzo e Lionel Gazzola che, con l’aiuto dell’architetto Graziana Chiatante, hanno predisposto uno spazio di accoglienza esclusivo tra le mura di una dimora del XV secolo che racchiude in sé, oltre l’innamoramento per la città e la sua storia, una passione per la terra di Puglia, l’eleganza francese e l’amore per l’arte e il design che ha portato alla cura di ogni dettaglio nel progetto e al coinvolgimento di rinomati artisti locali tra i quali Fernando Spano, Tonio, Victoria Episcopo, Kiko Mion, Giuseppe Calò, Monica Righi e Roberto Ruspoli.

Tra arte e design è stato quasi completato anche Palazzo Luce, il palazzo trecentesco dei Conti di Lecce che ospiterà oltre alle sette suite, la collezione di pezzi unici di Anna Maria Enselmi e alcune opere site specific. Il progetto architettonico di Storage Associati e Giuliano Andrea Dell’Uva Architetti dialoga con il bar disegnato da Martino Gamper, le opere di Ugo Mulas e Thomas Ruff, gli arredi di Gio Ponti e l’affresco dipinto da David Tremlett per la volta della suite dedicata a Maria d’Enghien, contessa di Lecce e poi regina di Napoli, che aveva abitato proprio in quelle stanze.

A pochi passi da piazza Mazzini, il Palazzo Art&Co voluto fortemente da Tiziano Giurin proprietario delle Gallerie Art&Co con sede anche a Parma, Milano e Padova, si propone di diventare piattaforma culturale per la valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea. La nuova sede, completata a fine 2020 su progetto dell’architetta Francesca Cesari, gode del contrasto tra le proporzioni della facciata storica e l’ampia doppia altezza dell’interno, dove sono esposte opere contemporanee insieme alla collezione permanente che, tra gli altri, vanta nomi di maestri del Novecento quali Francis Bacon, Salvador Dalì Pablo Picasso, Andy Warhol, Giorgio de Chirico, Renato Guttuso.

Infine, a inizio marzo ha aperto al pubblico la Fondazione Biscozzi Rimbaud, in un palazzo del centro restaurato da Studio Arrigoni: spazio espositivo dallo spirito filantropico dedicato all’arte italiana ed europea del XX secolo dalla collezione privata di Luigi Biscozzi e Dominique Rimbaud che include oltre duecento opere tra dipinti, sculture e grafiche. Un progetto di alto livello per la città, rispettoso del contesto architettonico nei volumi esistenti e nei materiali e di chiara impronta scarpiana per quanto riguarda i nuovi interventi e l’istallazione museale, concepito come omaggio a Lecce, città a cui Biscozzi doveva la sua prima formazione.

 

 

 

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Last modified: 26 Marzo 2021