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Monica ZerboniWritten by: Mosaico Progetti

Scuole d’infanzia/2: la Germania ha gli occhi dei bambini

Dal 2013 lo Stato ha varato un programma d’investimenti per concepire spazi accoglienti e psicologicamente stimolanti. Tre esempi a Berlino

 

Dopo il caso dell’Olanda, ci spostiamo in Germania. “Bisogna saper guardare gli spazi per l’infanzia con gli occhi di un bambino”, dice Nathalie Dziobek-Bepler, titolare dello studio di architettura Baukind a Berlino e madre lei stessa. Dal 2010 il lavoro dell’architetta e del suo team, quasi tutto al femminile, si concentra sulla progettazione di asili nido e arredi per la prima infanzia, avendo realizzato fino ad oggi quasi cento opere in tutto il territorio nazionale tedesco. Da quando nel 2013 lo Stato ha inaugurato un programma di investimenti per garantire il diritto ad un posto in un asilo anche ai bambini da zero a tre anni, creare luoghi per l’infanzia accoglienti e psicologicamente stimolanti è diventata una priorità. Un’esigenza che viene da lontano: la Germania infatti vanta una lunga tradizione pedagogica, aperta alle innovazioni sia nelle teorie didattiche sia nella forma architettonica. In particolare, lo studio di nuove tipologie scolastiche conobbe un punto di svolta nel 1951, quando Hans Scharoun affermò che ai bambini non occorre offrire uno spazio metrico, ma psicologico. Come conseguenza egli elaborò una nuova tesi che subordinava l’ambiente scuola alla pedagogia e rivolgeva grande attenzione all’organizzazione interna, alla scelta dei colori e della luce e alle modalità di relazione con gli spazi esterni.

 

Baukind: asilo Kiku Kinderland a Berlino (2019)

È in sintonia con tali principi l’asilo nel quartiere di Mahlsdorf, un edificio a moduli di legno realizzato in soli sei mesi di cantiere. La struttura accoglie fino a cento bambini ripartiti fra quattro asili nido e due scuole primarie. La configurazione del lotto ha imposto all’edificio una forma allungata, il cui disegno è movimentato da sporgenze e rientranze. Queste ultime creano sia all’esterno che all’interno nicchie e recessi che rappresentano per i bambini spazi inediti da fruire. All’esterno, le facciate intonacate di bianco si alternano a superfici rivestite da doghe di legno dai colori accesi. Le aule si trovano sia al piano terra che al primo piano. In esse la divisione spaziale e il design hanno un ruolo essenziale, in quanto parte integrante di un progetto pedagogico basato sulla creatività e sulla libertà individuale. L’uso di colori, forme e superfici differenti offre l’occasione per esperienze visive, tattili ed acustiche, mentre il rapporto fluido tra le varie stanze stimola l’interazione sociale. Anche gli spazi esterni sono momenti essenziali del principio educativo, come dimostrano le numerose aree di gioco a livello strada e le terrazze sul tetto, organizzate a stazioni tematiche relative al mondo vegetale. Sempre sul tetto è stata installata una pompa di calore aria-acqua che fornisce un’alternativa ecologica ai sistemi di riscaldamento tradizionali.

Mono Architekten: padiglione per il doposcuola a Berlino (2019)

Situato in un quartiere popoloso dell’est, l’edificio dedicato al doposcuola del vicino plesso primario nasce sul modello dei sistemi didattici della Waldorf Schule del filosofo Rudolf Steiner, basata sullo sviluppo delle facoltà cognitivo-intellettuali degli allievi soprattutto in campo artistico e artigianale. Di formazione steineriana sono infatti i giovani progettisti, che hanno concepito una costruzione ecologica standardizzata a moduli di legno, conforme alle attuali esigenze d’incrementare in breve tempo il numero delle scuole. Pur nel rispetto degli standard previsti, il nuovo volume spicca per l’originalità dell’architettura: la pianta a nido d’ape, i tetti a verde leggermente inclinati e le facciate in assi di larice non trattato e di diverse larghezza e profondità creano una struttura movimentata e un gioco ritmico di spazi aperti e chiusi. All’interno, le aree studio si alternano alle zone di socializzazione, tutte comunicanti con il giardino. Le aule, delimitate da pareti intonacate d’argilla, sono disposte a coppie e hanno in comune uno spazio guardaroba con arredi di pino chiaro. In corrispondenza di tali zone comuni, un corpo sopraelevato, adibito a sala gioco, fuoriesce dal tetto e, simile ad un periscopio, offre un contatto ravvicinato con le chiome degli alberi. L’intento di realizzare un edificio ecologico in contrasto con l’edilizia Plattenbau (a pannelli di cemento) del quartiere, ha indotto al solo utilizzo di materiali naturali e rinnovabili. La struttura portante è costituita da un telaio di legno tamponato in paglia. I muri e gli intonaci in argilla colorata, i pavimenti e gli arredi lignei, la paglia e la cellulosa usati come isolanti rendono gli ambienti accoglienti e climaticamente sani. Il teleriscaldamento del quartiere alimenta l’impianto collocato nelle pareti esterne e nel pavimento delle aule. Un sistema di ventilazione e regolamentazione dell’umidità dell’aria soddisfa i criteri di ventilazione manuale.

Olson Kundig Architects e Engelbrecht Architekten: Anoha padiglione Mondo dei bambini a Berlino (2020)

Progettare dalla prospettiva dei bambini. Ian Maskin, socio dello studio statunitense Olson Kundig, ha un’arma segreta quando si parla di architettura per l’infanzia: è stato un insegnante e dunque bene conosce le aspettative dei suoi piccoli. Incaricato di disegnare il padiglione Mondo dei bambini, annesso al Museo ebraico di Daniel Libeskind, il progettista di Seattle, avvalendosi del contributo d’idee di venti ragazzi in età scolare, ha dato vita ad un mondo ideale, popolato da fantasiose sculture di animali e da innumerevoli postazioni di gioco, un luogo interattivo che i bambini tra i tre e i dieci anni sono invitati a esplorare. Domina lo spazio, ricavato all’interno di una serra dismessa dell’ex mercato dei fiori, una struttura di abete rosso alta 7 m e del diametro di 28 m, una moderna arca di Noè con le sembianze di un’astronave. Il diluvio universale è il tema guida: i piccoli visitatori sono chiamati a ripercorrerne la storia attraverso le questioni della tutela ambientale e dei cambiamenti climatici. Nella struttura portante, nelle pareti e nei solai, ma anche nei pavimenti domina l’uso del legno locale di abete a zero emissioni di CO2, mentre gli arredi sono in faggio. Le superfici dell’arca sono rivestite con doghe disposte orizzontalmente, come nella costruzione delle navi. Accanto alla sala espositiva, realizzata in legno da Rubner Holzbau, sono disposti altri ambienti, tra i quali laboratori per piccoli esperimenti e un foyer con guardaroba. Le sculture degli animali, realizzate da artisti locali, sono composte da oggetti di recupero e materiali riciclati e si prestano ai bambini per essere scalate, esplorate e usate come strumenti ludici. Sono quasi duecento gli animali riprodotti, dai più comuni a quelli estinti. La loro presenza funge da monito per il futuro, stimolando riflessioni sui temi dell’ecologia e della sostenibilità.

Immagine di copertina: Asilo Kiku Kinderland, Berlino, 2019 © Baukind

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Last modified: 24 Febbraio 2021