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Maicol De PaloWritten by: Città e Territorio

Quelle torri Faro brancolano nel buio

Genova. Sono ormai ultimati i lavori delle Torri Faro, un nuovo complesso residenziale composto da due torri monolitiche a pianta semicircolare, rispettivamente 18 e 20 piani, che ospitano 144 appartamenti. Il progetto è stato affidato allo studio genovese Grp associati dalla Mario Valle Engineering dopo la scomparsa di Gino Valle nel 2003. In cantiere dal 2009, il complesso sorge su uno spazio residuo del centro direzionale di San Benigno di fronte all’edificio simbolo: il «Matitone» degli statunitensi Som.
Il rapporto con il contesto condiziona le scelte formali delle torri. Orientate in direzione Sud-Est, gli affacci e gli schemi organizzativi degli alloggi privilegiano la visuale verso il porto antico, l’area delle celebrazioni colombiane del 1992, assunta dalla città come immagine di rappresentanza. Una visuale il cui limite è segnato dalla Lanterna, da qui il nome. Ma tale scelta progettuale di vetrina presuppone un retrobottega, dalla quale si vuole distogliere lo sguardo dei potenziali acquirenti: un contesto carico di contraddizioni, composto da un tessuto urbano ad alta densità funzionale (centro direzionale, nodo stradale – imbocco della sopraelevata – e autostradale, traffico pesante in entrata e in uscita dal porto).
Un’area, quella di San Benigno, caratterizzata sin da inizio Novecento dall’insediamento dell’industria collegata all’attività portuale, fino all’ultima trasformazione avvenuta a inizio anni ottanta. Un’economia basata su interconnessioni globali ha mutato le esigenze dei gruppi imprenditoriali, che necessitavano di un luogo dove concentrare la gestione dei traffici commerciali. Le nuove condizioni (non più prodotti da commercializzare ma servizi e prodotti finanziari) si concretizzeranno nel centro direzionale nato dall’accordo siglato nel 1981 tra Comune, Consorzio autonomo del porto (struttura semi-pubblica) e Consorzio San Benigno (gruppo imprenditoriale privato), sulle nuove aree sdemanializzate (con la legge n. 67/1982) prima destinate all’attività portuale e l’adozione, da parte della Regione con Variante del Prg annessa, del Piano particolareggiato dello studio Gambacciani. Così è giunta a noi oggi questa parte di città che, secondo lo Schema di assetto urbanistico (Sau) firmato da Gino Valle, si vuole completare sotto il profilo formale e funzionale con l’inserimento delle due torri. Con l’obiettivo di ottenere «un uso “misto” dell’intera zona, oggi a carattere monofunzionale», conferendo un assetto definitivo al complesso direzionale, riqualificato «ad area urbana con i caratteri della “nuova” città». Ma anche questa pare una vetrina che presuppone un retrobottega: la pianificazione urbana come mera organizzazione di proposte private, secondo logiche governate dal profitto. Le criticità in termini di consumo del suolo e di qualità delle architetture (in tal senso, andrebbe analizzato con attenzione l’operato delle cooperative), restituiscono parti di città svuotate di valori sociali, dove l’unico diritto garantito è la libera iniziativa imprenditoriale.

La carta d’identità del progetto
Committente: Aedilitia Spa Reggio Emilia (società paritetica tra Unieco e Lamaro Group) Progetto: GRP Pellegrino Architetti Associati
Esecutivo: Uniengineering Srl (100% Unieco)
Strutture: M&L Genova Progetti
Impianti: BRE Engineering
Impresa: Unieco Soc. Coop.
Superficie totale lotto: 5.027 mq
Superficie costruita: 2.840 mq
Volume fuori terra: 59.000 mc
Costo: 30 milioni (1.650 euro/mq)
Prezzo vendita: 3.200-4.900 euro/mq
Materiali e aziende. Facciata vetrata: Aliva Rivestimenti opachi di facciata, pavimenti e rivestimenti interni: RI.PA. Serramenti e rivestimento corpi scala: Gualini Illuminazione esterna: Schreder Reflexa Cementi: Unical Genova Impianti di condizionamento: Daikin Sanitari: Ideal Standard, Pozzi Ginori

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Last modified: 18 Luglio 2015