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Written by: Patrimonio

Ora l’’ex Aurum è un polo culturale

Il trasferimento dell’Archivio di Stato di Pescara negli spazi dell’ex Aurum, inaugurati il 15 dicembre, è una di quelle notizie che non può non trovare plauso, soprattutto perché costituisce un raro esempio in cui è il pubblico ad attivare un circolo virtuoso che porta benefici su più fronti. Infatti, dopo aver vissuto un restauro discusso per l’assenza di una vera destinazione d’uso, l’importante edificio degli anni dieci, ampliato da Giovanni Michelucci nel 1939 (cfr. «Il Giornale dell’Architettura», n. 55, ottobre 2007), trova finalmente la quadratura del cerchio. La vecchia sede dell’Archivio, dai costi di locazione (a privati) ben più alti degli attuali, non disponeva degli oltre 6.000 metri lineari di depositi e non integrava l’Archivio Comunale. Una struttura che per la particolare conformazione costituisce un unicum nazionale, con l’integrazione tra spazi aperti e sale studio, e con una complementarità alle attività artistiche ed espositive degli ambienti attigui che la trasformano in un polo culturale e di ricerca.
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Last modified: 27 Gennaio 2016