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Davide FragassoWritten by: Città e Territorio

A Pescara, piazza della Rinascita

Pescara. A meno di cinque anni dal ridisegno di piazza della Rinascita, l’attuale amministrazione comunale ci riprova e prepara un nuovo progetto di riqualificazione. Meglio sarebbe chiamarlo «restyling», perché riqualificare presupporrebbe un’assenza di qualità e un degrado che invece molto più evidentemente riguardano altre parti di città a minore impatto mediatico. L’operazione, dal costo presunto di 1,1 milioni, è probabilmente la scelta meno consona di questi tempi, soprattutto se alle già sufficienti ragioni del buon senso si aggiungono le questioni legate alla scarsa trasparenza degli affidamenti d’incarico e all’alienazione della piazza per la costruzione di parcheggi interrati.
Sin dai primi annunci di trasformazione della piazza si è fatto leva sul latente malumore dell’opinione pubblica: l’attuale assetto infatti non convince molti per l’assenza di verde, per una pavimentazione scura e per le condizioni disastrate dello Huge Wine Glass firmato dall’architetto giapponese Toyo Ito (cfr. «Il Giornale dell’Architettura», n. 91, febbraio 2011). Le prime contestazioni iniziano a farsi sentire con l’affidamento del progetto alla struttura interna al Comune, e addirittura esplodono alla notizia che il progettista sarebbe stato Michele Lepore, docente ordinario alla Facoltà di Architettura, così come dichiarato dal sindaco durante la conferenza stampa del 15 novembre scorso. Sull’argomento si susseguono silenzi e smentite, fino all’affidamento a titolo gratuito che fa infuriare l’Ordine degli Architetti, per l’incompatibilità della figura di docente con qualsiasi incarico pubblico, salvo poi nel documento ufficiale far risultare il nome di Lepore alla voce «coordinamento e supervisione» (lo stesso docente parla infatti di consulenza gratuita). Ma al di là della reale paternità del progetto, delude la scelta di non ricorrere all’opzione più meritocratica e partecipativa del concorso.
A rimettere in gioco le carte ci ha pensato la Soprintendenza, che con un atto del tutto inatteso ha bocciato il progetto sostenendo che stravolgerebbe il disegno urbano originario degli anni risalente al 1947-48, ascrivibile a Luigi Piccinato. In effetti il nuovo progetto prevede una fontana monumentale quasi al centro della piazza, il ridisegno della pavimentazione, l’inserimento di non meglio definiti busti bronzei e la delocalizzazione del Wine Glass. Ma non finisce qui, poiché l’intenzione paventata dall’amministrazione che intenderebbe cedere proprio parte della piazza (piazza Primo Maggio insieme a piazza della Madonnina) alla municipalizzata Pescara Parcheggi srl per realizzarvi due parcheggi interrati ad ampia capacità, ha allarmato non poco. Una scelta in evidente contrasto con l’intenzione di pedonalizzare il centro, attuabile con la costruzione di parcheggi di scambio ai margini della città e non in centro. Inoltre, l’operazione richiederebbe la sdemanializzazione delle piazze e la cessione a una srl che, come prevede la legge, dovrà cedere il 40% ai privati. Tutto per ricapitalizzare una società che per operare dovrà chiedere un prestito e avere un capitale da garantire. Viene tristemente alla mente Totòtruffa 62 e la vendita di Fontana di Trevi.

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Last modified: 27 Gennaio 2016