La quinta edizione dei «concorsi pilota» Cei vede una crescita della qualità dei progetti pervenuti e forse la Chiesa scopre, con questa iniziativa, una via per sanare la frattura con larte e larchitettura contemporanee. Se alla precedente edizione per una delle diocesi coinvolte (Ascoli Piceno) non si era giunti ad assegnare neppure un premio, lattuale edizione non lascia sguarnito alcun primo gradino del podio e la giuria (composta da rappresentanti della CEI, delle diocesi, degli albi professionali e da artisti operanti nel campo del sacro), annunciando i progetti vincitori, ne esplicita le ragioni di merito e non manca di sottolinearne le direzioni di possibile o necessario miglioramento. Al Nord, vince il progetto dei partenopei Corvino+Multari per il nuovo complesso della Madonna delle Grazie a Dresano (Milano, diocesi di Lodi; assistenza liturgica di don Antonio Gianotti, opere di Nino Longobardi). Larchitettura è quasi il riflesso dellassemblea riunita, conformata nella circolarità di una struttura semplice, capace di accogliere tutti e per tutti essere casa. Sola mancanza resta la croce del Cristo, crocefisso sul nudo muro, in una discutibile amputazione del Simbolo che rischia di tramutarsi in una corrispondente mutilazione del senso: da segno eterno della redenzione a simulacro di una fede ricondotta a ricordo o remota appartenenza culturale, e così tumulata. Un uso dei simboli un po disinvolto si riscontra anche al Sud, nel progetto vincitore per la nuova parrocchia di Gesù Maestro a Recalmuto (Agrigento): laula assembleare, di semplice geometria rettangolare, parzialmente coperta a volta, oltre una vetrata a tuttaltezza, recinge una porzione di giardino. Non un arbusto, non un paesaggio della creazione: un solo albero. Questa la singolarità che diventa inevitabilmente simbolica, quasi ad adombrare la sola unità di cui ledificio di culto dovrebbe essere immagine: quella della Chiesa, ossia dellinfinita e multiforme varietà dei battezzati, fatti uno dallEucaristia celebrata. Il resto dellarchitettura della torinese Riccarda Rigamonti (liturgista don Paolo Tomatis, artista Luisa Valentini) ripropone il bianco del meriggiare assolato del Sud a rivestire masse pesanti, retaggio sapientemente raccolto dalla tradizione locale, a scacciare il calore del giorno. Per il nuovo complesso Stella Maris a Porto Recanati (Macerata), in vista di Loreto, merita il primo premio il bolognese Corrado Scagliarini (con don Amilcare Zuffi e lartista Paolo Orlando) per una sorprendente cura degli spazi destinati alle attività parrocchiali e alla vita comunitaria. La chiesa è un masso erratico, come uno di quelli che si dice gli Angeli abbiano portato nella traslazione della Santa Casa a Loreto o, forse per errore, anche più lontano: come quello rinvenuto e scavato da Rem Koolhaas a Oporto per la Casa da musica della città portoghese. Non si può tuttavia giudicare lesperienza dei concorsi CEI dalla somma dei pregi e difetti dei progetti pervenuti, i quali in ogni caso evidenziano, edizione dopo edizione, un graduale progresso nella qualità degli spazi liturgici proposti. Liniziativa, inaugurata nel 1998 e ormai biennale, è tra le poche continuative in Italia che conducono a concrete realizzazioni, con 11 progetti laureati in 10 anni e in gran parte ormai costruiti e pubblicati. Non ultima la chiesa firmata da Massimiliano Fuksas a Foligno, esito dibattuto di uniniziativa che va annoverata tra quelle in cui maggiormente sincarna la vocazione al dialogo con il mondo contemporaneo che fu la più alta profezia del Concilio Vaticano II.
(Visited 139 times, 1 visits today)
Articoli recenti
- Servono più concorsi. Ma anche regole nella scelta delle giurie 14 Gennaio 2026
- Piccole scuole crescono 13 Gennaio 2026
- Capolavori e spazi angusti, riapre la Pinacoteca di Ancona 11 Gennaio 2026
- Abitare nella crisi: prove per una svolta necessaria 7 Gennaio 2026
- Ezio Micelli: la casa oggi, infrastruttura da innovare 7 Gennaio 2026
- Fondazione Querini Stampalia, immersioni nell’effimero 6 Gennaio 2026
- Parigi e Giancarlo De Carlo: un ritorno che apre lo spazio 6 Gennaio 2026
- Fiori e metabolismi: l’architettura portoghese in tre mostre 31 Dicembre 2025
- Emilio Ambasz, prosa che si fa poesia, verde 29 Dicembre 2025
- Allestimenti e dintorni: racconti sul saper fare 29 Dicembre 2025
- Memorie della Milano delle fabbriche 28 Dicembre 2025
- Ignazio Gardella, la lezione alessandrina 23 Dicembre 2025
- Rigenerare Le Ciminiere: architettura, comunità e futuro culturale di Catania 23 Dicembre 2025
- I territori che vogliamo: tra geografia e beni comuni 23 Dicembre 2025
Tag
abitare
alejandro aravena
allestimenti
anniversari
arte contemporanea
biennale venezia 2016
bologna
Chiese
cina
compatibilità ambientale
concorsi
congressi
coronavirus
Dalle Aziende
fiere
firenze
fotografia
francia
germania
infrastrutture
INU
lettere al Giornale
libri
Milano
mostre
musei
napoli
paesaggio
parigi
Pianificazione
premi
recupero
reporting from the front
restauro
rigenerazione urbana
ritratti di città
Ri_visitati
roma
sicilia
spazio pubblico
territorio fragile
torino
triennale milano
università
venezia
«Il Giornale dell’Architettura» è un marchio registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. all’associazione culturale The Architectural Post; ilgiornaledellarchitettura.com è un Domain Name registrato e concesso in licenza da Società Editrice Allemandi a r.l. a The Architectural Post, editore della testata digitale, derivata e di proprietà di «Il Giornale dell’Architettura» fondato nell’anno 2002 dalla casa editrice Umberto Allemandi & C. S.p.A., oggi Società Editrice Allemandi a r.l.
CONTATTI SOCIAL:
© 2026 Giornale dell'Architettura •
© 2026 TheArchitecturalPost - Privacy - Informativa Cookies - Developed by Studioata























