Agenda veneziana: tutte le mostre in calendario (Biennale e collaterali a parte)

by • 22 maggio 2018 • Biennale di Venezia2235

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La proposta espositiva veneziana si allinea con la 16. Mostra Internazionale di Architettura. Dai Musei Civici alle fondazioni private l’offerta è ampia e diversificata. Ecco un sintetico vademecum lagunare (eventi collaterali ufficiali a parte) tra quanto è già stato inaugurato e quanto inaugurerà a breve

 

John Ruskin a Palazzo Ducale


Appartamento del Doge, San Marco 1, palazzoducale.visitmuve.it, “John Ruskin. Le pietre di Venezia”,  fino al 10 giugno

È lo stesso intellettuale britannico, attraverso l’autoritratto con cravatta blu della Morgan Library di New York (1873-1874) e lo schizzo a matita (Lancaster, Ruskin Foundation, 1874) entrambi realizzati per l’amico Charles Eliot Norton ad accogliere il visitatore nella prima delle dieci sale dell’appartamento del Doge. Con “John Ruskin. Le pietre di Venezia” la curatrice Anna Ottani Cavina, con il contributo scenografico di Pier Luigi Pizzi, risponde alla sfida di restituire la complessa figura ruskiniana, il suo genio versatile, il suo pensiero, il legame fortissimo con la città lagunare dove egli farà ritorno per 11 volte tra il 1835 e il 1888.

Chiave di lettura del disegno curatoriale: puntare sulla febbrile capacità descrittivo-analitica di Ruskin che si concretizza attraverso l’utilizzo di tecniche plurime come penna, bulino, acquerello, olio, senza tralasciare l’uso del dagherrotipo. Prima di soffermarsi sul celebre progetto editoriale in tre volumi The Stones of Venice (1851-1853), la proposta espositiva offre, nelle diverse sezioni, un itinerario che ripercorre viaggi e fascinazioni: dai paesaggi alpini alle città peninsulari sino a giungere all’isola lagunare, mito e ossessione confluito nelle Stones e ben rappresentato in mostra anche da documenti complementari come le tavole degli Examples of the Architecture of Venice e una selezione dei Venetians notebooks (1849-50, Lancaster Library, Ruskin Univesity).

 

Architettura immaginata a Palazzo Cini


Campo San Vio, Dorsoduro 864, palazzocini.it, “Architettura immaginata. Disegni dalle raccolte della Fondazione Giorgio Cini”, fino al 17 settembre

Oltre 120 disegni selezionati dal curatore Luca Massimo Barbero e dagli studiosi dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Cini costituiscono una preziosa presentazione del fondo Certani acquisito in blocco nel 1962 dal Conte Vittorio Cini. La raccolta conta in tutto 5000 e più disegni (d’area bolognese-emiliana dal Cinquecento sino all’Ottocento maturo) di figura e di paesaggio, studi di architettura, quadratura e ornato, bozzetti teatrali, progetti di opere di arti decorative. Ora, fino al 17 settembre, al secondo piano del Palazzo Cini a San Vio, “Architettura immaginata” focalizza l’attenzione tra fine Seicento e Ottocento offrendo al pubblico un focus sull’architettura illusiva, scenografica e d’ornato. Tra i protagonisti: Agostino Mitelli (1609-1660), Angelo Michele Colonna (1604-1687), Giuseppe Jamorini (1732-1816), Flaminio Minozzi (1735-1817), i Bibiena, Gaetano Alemani (1728-1782) sino alle reali architetture neoclassiche di Giacomo Quarenghi (1744-1817) e agli studi (come quelli di Giacomo Rossi) per le tardo settecentesche ceramiche della manifattura Aldrovandi.

 

Giacomo Quarenghi alle Gallerie dell’Accademia


Campo della Carità, Dorsoduro 1051, gallerieaccademia.it, “Giacomo Quarenghi. Progetti architettonici”, fino al 17 giugno

Giacomo Quarenghi (Capiatone di Rota, Bergamo, 1744 – San Pietroburgo, 1817), architetto affascinato dal Palladio, ebbe la fortuna di lavorare, a partire dal 1779, presso la corte degli Zar di Russia (Caterina II, Paolo I e Alessandro I) dove rimase sino alla conclusione dei suoi giorni. Lì il bergamasco si adoperò alacremente cimentandosi in una varietà di progetti con diverse destinazioni d’uso: edifici pubblici, culturali, finanziari, edifici di culto o residenze private dallo stile neoclassico sempre improntato alla memoria delle architetture palladiane. In occasione delle celebrazioni per il recente bicentenario della morte, le Gallerie dell’Accademia fino al 17 giugno valorizzano, attraverso “Giacomo Quarenghi. Progetti architettonici” (a cura di Paola Marini, Annalisa Perissa e Valeria Poletto), il fondo grafico oggi conservato al museo ed esponendo 100 dei 213 disegni in esso rientranti. La proposta espositiva restituisce una copiosa produzione tra Mosca e San Pietroburgo (Banca di Stato, 1782-1790; Teatro Grande, 1802) senza tralasciare sontuosi palazzi come quello moscovita del principe Aleksandr Bežborodko.

 

Memphis on Plastic Field a Palazzo Franchetti


San Marco 2847, fondazioneberengo.org, “MEMPHIS. Plastic Field”, dal 24 maggio al 25 novembre

Si preannuncia un dialogo proficuo quello instaurato tra Fondazione Berengo e Memphis Milano che a partire dal 24 maggio  con “MEMPHIS. Plastic Field” portano nelle sale di Palazzo Franchetti una selezione della collezione postmodernista degli anni Ottanta. Una settantina di lavori in tutto, pezzi-icona distribuiti al piano nobile rientranti nella storica collezione, prototipi ma anche e soprattutto creazioni in vetro riprodotte in esclusiva dalle fornaci muranesi di Berengo Studio per Memphis. Celebri coloratissimi vetri (tra cui Clesitera, Ettore Sottsass,1986, Rigel, Marco Zanini, 1982, Antares, Michele De Lucchi, 1983) verranno quindi affiancati da arredi (la poltrona Bel Air di Peter Shire,1982, il divano Lido e il comodino Flamingo di Michele De Lucchi 1982-84, la libreria Carlton sempre disegnata da Sottsass, 1981, il tavolo Pierre di George Sowden, 1981), ceramiche e complementi (come le lampade Laurel di Peter Shire, 1985 e Super di Martin Bedin, 1981). Il tutto distribuito su di un nero prato in plastica abitato da finte piante e da cui trae ispirazione il titolo stesso della mostra.

 

Juan Navarro Baldeweg a Ca’ Pesaro


Santa Croce 2076, capesaro.visitmuve.it, “Navarro Baldeweg. Anelli di uno Zodiaco”, dal 25 maggio al 7 ottobre 2018

Vuole essere “un omaggio ad uno dei più autorevoli ed eclettici protagonisti spagnoli dell’arte e dell’architettura contemporanee”, la mostra che Ca’ Pesaro accoglie a partire dal 25 maggio (a cura di Ignacio Moreno Rodriguez in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia) e dedicata a Navarro Baldeweg. Architetto, pittore, scultore, incisore, docente e saggista, Baldeweg è autore di alcuni degli edifici più emblematici degli ultimi decenni in Spagna, tra cui il Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni di Castilla e León a Salamanca, il Centro Ricerca e Museo di Altamira a Santillana del Mar, i Teatros del Canal a Madrid e il Museo dell’Evoluzione Umana a Burgos, ultimato nel 2012. Con “Anelli di uno Zodiaco” una selezione di pezzi, sculture, disegni, fotografie e plastici realizzati a partire dall’inizio degli anni Settanta, restituisce il filo conduttore della ricerca attuata nel tempo dall’architetto (secondo il quale “un comune denominatore governa le interrelazioni tra pittura, progetto, scultura e installazioni, passa e si trasfigura da una opera all’altra”) stimolando così il dialogo sull’interazione fra le ricerche artistiche e quelle architettoniche. Al tema sarà appositamente dedicata la giornata introduttiva di studi (promossa da IUAV e a cura di Renato Bocchi, Jorge Ramos, Mario Lupano) del 24 maggio presso Palazzo Badoer e la Biblioteca IUAV ai Tolentini.

 

Renzo Piano alla Fondazione Vedova


Magazzino del Sale, Zattere 266, fondazionevedova.org, “Renzo Piano. Progetti d’acqua”, dal 24 maggio al 25 novembre

Non può chiamarsi propriamente una mostra bensì “una messa in scena attraverso una rappresentazione teatrale” la proposta a cura di Fabrizio Gazzarri che la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova organizza a 10 anni dal recupero della sede espositiva al Magazzino del Sale ed eseguito da Piano poco tempo dopo la scomparsa dell’amico Emilio.

Ad anticiparci quanto attende il visitatore a partire dal 24 maggio è il presidente della Fondazione, Alfredo Bianchini: una “rappresentazione” che porta la firma di Studio Azzurro e che propone 16 progetti dallo stesso Piano selezionati aventi come comune denominatore la prossimità (anche solo attraverso un riferimento simbolico o di rimando) con l’elemento acqueo. 8 grandi sottilissimi schermi sorretti dalla stessa “macchina robotica” (per usare le parole di Bianchini) che abitualmente porta le opere di Vedova al visitatore, saranno il supporto su cui verranno proiettati i progetti nelle loro diverse fasi evolutive. Il viaggio comincia “a bordo” della scenografica opera realizzata da Piano per il Prometeo di Luigi Nono nella chiesa di San Lorenzo a Venezia nel 1984, al quale Vedova collaborò. “Una sorta di guscio, un enorme strumento musicale che in sezione rassomigliava quasi ad una nave” continua Bianchini, per poi proseguire con il recupero del porto antico di Genova, l’Astrup Fearnley Museum of Modern Art a Oslo, The Shard a Londra (per la prossimità con il Tamigi), il centro culturale di Jean Marie Tjibaou in Nuova Caledonia, il ponte Ushibuka nell’arcipelago giapponese di Amakusa, solo per citare alcuni dei lavori che animeranno gli spazi al Magazzino.

 

Coming soon…

Istituto di Scienze Marine, Riva dei Sette Martiri 1364, tba21.org, “Armin Linke: Prospecting Ocean”, dal 23 maggio al 30 settembre

Cotonificio veneziano (IUAV), Dorsoduro 2196, iuav.it, “La città d’acciaio. Mosca costruttivista 1917-1937”, dal 24 maggio all’8 giugno

Palazzo Ferro Fini, San Marco 2322, “Nancy Genn. Architecture from Within / Architetture Interiori”, dal 24 maggio al 7 agosto

Fondazione Wilmotte, Fondamenta dell’Abazia, Cannaregio 3560, fondationwilmotte.fr, “Prix W 2018-Fort de Villiers”, dal 25 maggio al 15 settembre

Caffè Florian, piazza San Marco 56, caffeflorian.com, “Aldo Cibic. (IN)Complete”, dal 25 maggio all’8 settembre

Spazio Ridotto, Calle del Ridotto 1388, San Marco, 30124 – Venice Zuecca Project Space, Giudecca 33, zueccaprojectspace.com, “ReConstructo. Rebuilding Mexico”, dal 25 maggio al 31 agosto

Fondazione Prada-Ca’ Corner della Regina, calle de Ca’ Corner, Santa Croce 2215, fondazioneprada.org, “Machines à penser”, dal 26 maggio al 25 novembre

Giardini della Marinaressa, Riva dei sette Martiri, gaafoundation.org, “Time Space Existence” dal 26 maggio al 25 novembre

Palazzo Bembo, San Marco 4793, Riva del Carbon, palazzobembo.org, “Time Space Existence”, dal 26 maggio al 25 novembre

Palazzo Mora, Strada Nuova 3659, europeanculturalcentre.eupalazzomora.org, “Time Space Existence”, dal 26 maggio al 25 novembre

Palazzo Michiel, Strada Nova 4391/A, Campo Santi Apostoli, europeanculturalcentre.eu, palazzomichiel.org, “Venice Design 2018”, dal 26 maggio al 25 novembre

 

 

E ancora…

Fondazione Bevilacqua La Masa, Piazza San Marco 71/c, bevilacqualamasa.it, “La Passione e la Visione. Riccardo Selvatico e Giovanni Battista Giorgini tra Venezia e Firenze, 1895 – 2018”, fino al 10 luglio

Casa dei Tre Oci, Isola della Giudecca, Fondamenta delle Zitelle 43, treoci.org, “Fulvio Roiter. Fotografie. 1948-2007”, fino al 26 agosto

Fondazione Querini Stampalia, Castello 5252, Santa Maria Formosa, querinistampalia.it, “Una fornace a Marsiglia. CIRVA”, fino al 24 giugno

Le Stanze del Vetro, Isola di San Giorgio Maggiore, lestanzedelvetro.org, “Una fornace a Marsiglia. CIRVA”, fino al 29 luglio

 

Immagine di copertina: J. Ruskin, Ca’ d’Oro, 1845. Matita, acquerello, tempera su carta grigia, Ruskin Foundation (Ruskin Library, Lancaster University), Lancaster © Ruskin Foundation, Lancaster

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