SOS design: “Maidan tent”

by • 20 maggio 2017 • Senza categoria518

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Uno spazio pubblico condiviso per i richiedenti asilo del campo profughi di Ritsona in Grecia

Progettisti: Bonaventura Visconti di Modrone e Leo Bettini Oberkalmsteiner

Descrizione: la Maidan tent mira a definire un luogo organizzato di incontro, scambio e interazione dove le persone, lontane dai propri luoghi di origine e dalla propria comunità, possano raccogliersi per svolgere le attività più diverse: imparare un mestiere, studiare, leggere, giocare, intessere nuove amicizie, conversare e condividere le proprie storie. Uno spazio comune, quindi, aperto ma al coperto. Non è un caso, del resto, che “Maidan” in arabo significhi “piazza”, alludendo in questo modo al ruolo di raccolta che uno spazio pubblico possiede all’interno di una città e di una comunità.
Durante i sopralluoghi che gli architetti hanno condotto e continuano a effettuare nel campo, sono emersi – anche grazie all’aiuto di uno psicologo – lo smarrimento e l’alienazione dovuti al trauma della migrazione che avviliscono le persone lontane dalle proprie case e dalle proprie abitudini di vita. L’interazione e la pratica delle attività che un tempo svolgevano i richiedenti asilo possono costituire delle vie per lenire, almeno in parte, il loro senso di spaesamento. Il campo, fatta eccezione per gli spazi di risulta fra una successione di container e un groviglio di tende, non dispone di luoghi confortevoli che possano fornire un’accoglienza organizzata. Ecco perché nasce la Maidan tent, una struttura certificata ISO, mobile, articolata e integrata con il campo, all’interno della quale sia possibile svolgere qualsiasi attività al riparo dalle condizioni climatiche, capace di proporre un’alternativa alla routine della vita quotidiana nel campo.

Anno di sviluppo: 2016
Realizzazione del progetto: estate 2017
Stato del progetto: in corso


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