Holistic Bank Design

by • 21 gennaio 2017 • Senza categoria1377

In omaggio il libro di Cristina Donati sulla nuova Banca di Pisa e Fornacette di Massimo Mariani, pubblicato da Altralinea Edizioni nella collana Single

 

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Il libro illustra la trasformazione della banca contemporanea e dei suoi principi progettuali. I trend in atto prefigurano un sistema bancario sempre più rivolto all’internazionalizzazione grazie all’avvento delle nuove piattaforme SMAC (Social, Mobile Analytics e Cloud) che stanno rivoluzionando il futuro delle istituzioni finanziarie. Innovazioni che incidono inevitabilmente sul modello di banca di domani che sarà sempre più lontana dagli stereotipi e sempre più assimilata all’immagine del suo brand.

L’architettura bancaria di Massimo Mariani interpreta questa trasformazione e propone nuovi obiettivi per il “bank-design” del terzo millennio che stravolge il rapporto tra progetto funzionale e architettonico, non più riferibili alle attività e all’immagine storicizzata.
Mariani propone un modello di banca che afferma la sua presenza sul territorio e, al tempo stesso, circoscrive un nuovo territorio: quello della cittadella bancaria. Così, se l’esterno non rinuncia al suo ruolo di landmark, l’interior accoglie il visitatore e ospita chi vi lavora con l’intento di creare atmosfere sensoriali che reinterpretano il concetto di luogo di lavoro.

Il progetto cromatico, illuminotecnico, dell’arredo diventano quindi un unico gesto globale dove le contaminazioni tra arte, architettura e design comunicano una percezione olistica dello spazio. All’interno della nuova Banca di Pisa e Fornacette, l’illuminazione naturale pervade tutti gli spazi che godono sempre di vedute privilegiate verso il paesaggio o verso le chiostre, caratterizzate da pannelli di verde verticale. Le ampie finestrature inquadrano scorci cromatici che hanno il valore di quadri tridimensionali e trasformano la banca in un palcoscenico in cui si animano scene fisse e dinamiche: il design, l’arte, l’arredo ma anche il passare delle stagioni, il movimento delle persone.

L’interior, concepito come uno showcase del Radical Design rigorosamente italiano, supera il suo esistere funzionale per aspirare ad una sostenibilità globale che riguarda il comfort dell’ambiente, inteso non solo come ottimizzazione delle risorse energetiche, ma anche come umanizzazione del luogo di lavoro. Un progetto lontano dagli schemi che ha il sapore di una rivoluzione da cui far emergere la banca del futuro: la banca olistica.

Il volume è organizzato in tre sezioni. La prima sezione ripercorre l’evoluzione del pensiero e della progettazione dei più significativi interventi di architettura bancaria, dagli anni ’90 ad oggi. La seconda sezione è dedicata ad un dialogo illustrato che ripercorre lo sviluppo del progetto della Banca di Pisa e Fornacette. La terza sezione fornisce le informazioni funzionali e tecnologiche indispensabili alla completa comprensione del progetto.

 

HOLISTIC BANK DESIGN. Banca di Pisa e Fornacette. Massimo Mariani

TESTI DI: Cristina Donati
LINGUA: italiano e inglese
PAGINE: 120
FORMATO: 24 x 24 cm
EDITORE: Altralinea Edizioni, Firenze
IN LIBRERIA: luglio 2015
COLLANA: Single

Chi è il progettista

Massimo Mariani, architetto e designer, nasce nel 1951 a Pistoia. Si laurea nel 1977 alla facoltà di Architettura di Firenze, dove insegna (dal 1980 al 1992) coadiuvando l’attività didattica di Remo Buti. Nel 1980 fonda assieme ad Alberto Casciani lo studio Stilema che si occupa della produzione di oggetti sperimentali e arredi. Nel 1986 con un gruppo di architetti è co-fondatore del movimento Bolidista. Dal 1980 lo studio Mariani si occupa di architettura e Interior Design, realizzando progetti in diversi settori: dalle case private – tra cui, quella di Monsummano Terme (1989-90), Casa Benigni a Buggiano (1995-98), la Casa del Collezionista a Firenze (2009-10) e la Casa di Stefano ad Empoli (2009) – a edifici specialistici come il Museo Benozzo Gozzoli a Castelfiorentino (2009), la scuola elementare e la Biblioteca comunale di Ponte Buggianese (2010). Dagli anni ’90 firma numerose banche e aziende in Toscana (BCC di Fornacette, BCC di Cambiano e Cabel). Recentemente ha completato il progetto di ampliamento del cimitero di Ponte Buggianese, mentre sono in cantiere l’ampliamento del “Fortino” a Donoratico (sede della BCC di Castagneto Carducci), il nuovo quartier generale della BCC di Cambiano a Castelfiorentino ed alcuni altri edifici per uffici in Toscana. Negli anni ha ottenuto importanti riconoscimenti: “Inventare la copertina di Modo” (1979); “La casa più bella del mondo” (1988); “Premio Dedalo Minosse alla committenza” (1999); US Award (2009); “Premio Architettura Territorio Fiorentino” (2014). Per il design ha collaborato con Alessi-Tendentse, Stilema, Meccani, Arredaesse, Limonta, Unitalia.

Chi è l’autrice

Cristina Donati studia architettura a Firenze dove consegue un dottorato di ricerca in Storia dell’architettura. Dopo la laurea si trasferisce a Oxford dove collabora con studi professionali, si occupa di editoria e cura mostre per Istituti di cultura a Londra. Ha svolto attività didattica per la Kent State University con il corso di Theories of Architecture. Scrive per numerose riviste internazionali e svolge attività di ricerca sull’architettura contemporanea e I suoi protagonisti. Ề autrice di saggi e monografie tra cui Michael Hopkins (Skira, 2006); L’Innovazione tecnologica dalla ricerca alla realizzazione (Electa, 2008), Compact City, Rogers Stirk Harbour (Electa, 2014).

La collana Single

Single è la nuova iniziativa editoriale di Altralinea Edizioni dedicata ad approfondire un singolo progetto di architettura contemporanea. Ogni volume della collana, diretta da Cristina Donati e Adriana Toti, è concepito come un percorso di analisi che intende dare valore al pensiero progettuale e non solo al risultato finale. Con questo spirito, ogni monografia illustra il progetto attraverso un saggio introduttivo a cui segue il racconto diretto del progettista, espresso tramite domande illustrate da schizzi, disegni e immagini che analizzano le tappe del percorso progettuale. Il dialogo con il progettista può essere arricchito da dialoghi a più voci con il committente, le aziende, i progettisti delle specialistiche che spesso concorrono ad una visione corale e condivisa dell’esito architettonico. Single è una “lezione” e un “dialogo” d’architettura che vuole sollecitare una nuova etica e rinnovare il dibattitto sulla contemporaneità, ripartendo dai contenuti culturali del progetto che necessitano di una profonda rivisitazione dei codici della modernità storicizzata del Novecento.


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