10 mostre nella rete Triennale Xtra

by • 26 ottobre 2015 • Reviews2666

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Il programma di Triennale Xtra: 10 mostre diffuse in Lombardia per rafforzare il legame tra cultura e territorio

 

Un’esigenza (la mostra «Arts and Food» di Germano Celant a occupare tutti i consueti spazi espositivi nel periodo di Expo) che si trasforma in opportunità. L’opportunità di «cogliere temi dal territorio lombardo e declinarne la valenza più generale, sperimentando in modo diffuso un ruolo che la Triennale ha avuto nei confronti di Milano, e cioè di presentarsi non solo come contenitore di mostre prestigiose ma anche come promotore di forme nuove e diverse di declinazione del rapporto tra cultura e territorio». Sono le parole di Alberto Ferlenga, curatore di architettura alla Triennale, a raccontare il senso di un progetto ambizioso.

Triennale Xtra, una grande esposizione diffusa fatta di 10 mostre, in location diverse e per nulla banali, per temi ugualmente eterogenei, quasi contraddittori: “La loro attinenza a specificità locali ha reso fin da subito facile il confronto, mentre la centralità dell’architettura ha permesso quella caratterizzazione dei diversi eventi attorno ad un filo conduttore che ci si era fin dall’inizio proposti. Ovvero quello definito dall’architettura, dai suoi rapporti con determinati luoghi e questioni». Il risultato è una collezione diffusa, di non facile gestione organizzativa, scandita in tappe, ognuna delle quali guarda a un settore della «via italiana all’architettura» che non dimentica una spiccata integrazione tra discipline.

BRESCIA

«Esportare il centro storico. Storia, sviluppo e futuro della difesa dell’integrità fisica dei centri storici», Palazzo Martinengo delle Palle, fino all’11 dicembre 2015

La mostra ripercorre le esperienze di salvaguardia e valorizzazione dei centri storici italiani, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra. Tema che viene posto, nelle intenzioni dei curatori Benno Albrecht e Anna Magrin, al centro dell’attenzione, da una parte sottolineando l’eccezionalità dell’approccio italiano, dall’altra indagando altre esperienze internazionali, con un’apertura verso gli sviluppi futuri del restauro urbano.

Urbino, il centro storico in una foto d'epoca

Urbino, il centro storico in una foto d’epoca

COMO

«Di ogni ordine e grado. L’architettura della scuola», Palazzo Natta, Spazio Natta, Novocomum, Pinacoteca Civica, fino all’8 novembre 2015

Curata da Massimo Ferrari – e dispersa in più sedi (tra cui il Novocomum) – l’esposizione affronta da molteplici punti di vista il tema dell’istruzione: la costruzione dell’edificio scolastico (con l’asilo di Giuseppe Terragni a Como e la scuola di Aldo Rossi a Cantù come emblemi locali), gli arredi e lo sviluppo del design nel tempo, anche in funzione delle successiva novità legislative, delle prefigurazioni formali e delle visioni spazi inedite.

Giuseppe Terragni, asilo Sant'Elia a Como (1936)

Giuseppe Terragni, asilo Sant’Elia a Como (1936)

DALMINE

«MI-BG. 49 km visti dall’autostrada», Fondazione Dalmine, fino 31 al ottobre 2015

Le migliaia di automobilisti che, dal 1927 a oggi, percorrono ogni giorno i 50 km dell’autostrada tra Milano e Bergamo, attraversano un territorio in continua evoluzione. L’ambizione della mostra – curata da Andrea Gritti, Paolo Mestriner e Davide Pagliarini e che si completa con alcune installazioni in spazi pubblici di Dalmine – è indagare il rapporto, emblematico e per tanti versi contraddittorio, tra il nastro di asfalto e i paesaggi che lo circondano.

Allestimento della mostra (foto © Giovanni Hanninen)

Un allestimento della mostra (foto di Giovanni Hanninen)

LECCO

«Digital takes command. Orizzonti di progettazione e produzione digitale», Area ex Faini, fino al 31 ottobre 2015

Giulio Barazzetta propone un’esposizione che affronta, con taglio storico e aperture attuali, le ormai decennali incursioni del mondo digitale nel campo dell’architettura. Il luogo è pensato come un laboratorio sperimentale (officina, atelier o fab-lab) in cui le macchine – tra cui le stampanti tridimensionali – sono pensate come supporto al lavoro degli architetti ma anche come alternativo modo di progettare.

4. Lecco_Digital Takes Command

LISSONE

«Le affinità selettive: Premio Lissone Design. Speciale EXPO 2015», MAC Museo d’Arte Contemporanea, fino al 31 ottobre 2015

Trent’anni dopo la mostra “Le affinità elettive”, curata dal Comune di Lissone e ospitata dalla Triennale, Aldo Colonetti ricostruisce il legame con un programma dedicato ad Expo e quindi all’alimentazione: 12 giovani designer sono chiamati ad interpretare con le loro opere il ciclo del cibo: coltivare, cucinare, mangiare. Riproposte anche le opere presentate nel 1985, con un prototipo di Mario Botta.

Lissone_Le affinità selettive

LODI

«Giuliano Mauri. Architetture dell’immaginario», chiesa di San Cristoforo, chiusa il 27 settembre 2015

Giuliano Mauri – l’artista della Cattedrale vegetale in riva all’Adda – viene indagato, nell’allestimento di Studio Azzurro e Francesco Regorda, come progettista che ha dedicato gran parte della vita allo sviluppo di un rapporto fecondo ed armonioso tra architettura e natura. Un’ambizione rappresentata con schizzi, disegni e modelli.

Lodi_Giuliano Mauri

MANTOVA

«Aldo Andreani, architetto e scultore», Palazzo Te, dal 7 novembre 2015 al 10 febbraio 2016

Aldo Andreani (1887-1971) ha attraversato le diverse fasi dell’architettura novecentesca, con un’inesauribile energia che l’ha portato dai dettagli dell’edificio alla scala dell’architettura e del paesaggio. I suoi progetti, proposti e interpretati da Roberto Dulio e Mario Lupano in 6 nuclei tematici, restituiscono una plasticità e una matericità di grande interesse nel percorso della modernità italiana.

Aldo andreani, Camera di commercio di Mantova (1914)

Aldo andreani, Camera di commercio di Mantova (1914)

MILANO

«Le Corbusier tra noi», chiusa l’11 settembre 2015

Divisa in 6 settori, la mostra ripercorre alcuni elementi di contatto tra l’architetto svizzero e la realtà italiana. I rapporti con Rogers e con Bottoni, quelli con Olivetti, il legame “speciale” con Como, il convegno “De Divina Proportione” del 1951 a Milano, i viaggi del 1907 e del 1911 vengono raccontati con immagini e documenti d’epoca con l’obiettivo di comunicare Le Corbusier attraverso gli impatti culturali causati dai suoi “passaggi”.

Le Corbusier (a sinistra) con Piero Bottoni e Giuseppe Terragni (Archivio Bottoni)

Le Corbusier (a sinistra) con Piero Bottoni e Giuseppe Terragni (Archivio Bottoni)

SESTO SAN GIOVANNI

«Città immaginata e città reale», ex area Falck, fino al 31 ottobre 2015

Il recupero dell’enorme comparto Falck – il cui progetto porta la firma di Renzo Piano Building Workshop – è l’oggetto di un’esposizione che ripercorre le fasi dell’ideazione del piano di rigenerazione e sviluppo, oggi in attesa di concretizzazione. Fotografie, pannelli e plastici sono ospitati nell’edificio Esedra, porta d’ingresso al sito industriale, recentemente restaurato.

9. Render Commercio

VARESE

«Sacri Monti e altre storie. Architettura come racconto», Castello di Masnago, Sala Veratti, fino al 29 novembre 2015

Claudia Tinazzi ricostruisce la storia affascinante dei Sacri Monti, nella città che ospita uno dei più interessanti. In una fase storica di riscoperta dei percorsi e delle vie religiose, la mostra individua i legami tra gli elementi architettonici e gli aspetti spirituali e religiosi, un rapporto che ha generato veri e propri teatri artificiali a cielo aperto.

Il Sacro Monte di Varese

Il Sacro Monte di Varese

Nella sovrapposizione di luoghi c’è, spiega ancora Ferlenga, “un valore aggiunto che amplia le possibilità offerte dalle mostre e dà ulteriore senso di riflessione e scoperta alla rete immaginata da Triennale Xtra”. Fatto interessante, soprattutto in un momento di ripensamento e trasformazione del modello su cui la Triennale ha sviluppato finora la propria offerta culturale. Nel 2016 (dal 2 aprile al 12 settembre) è infatti programmata la 21° edizione della Triennale – a 20 anni di distanza dall’ultima, dal titolo «Identità e differenze». Da allora era prevalso un modello alternativo, caratterizzato da attività continua e produzione culturale quotidiana, con al suo interno un Museo del Design. In collaborazione con il Bie (il Bureau International des Expositions, organizzatore di Expo), si svilupperà il programma «XXI Secolo. Design after design», diffuso in una serie di luoghi che affiancano quelli tradizionali del Palazzo dell’Arte e di Parco Sempione: dalla Fabbrica del vapore all’Hangar Bicocca, dai Campus del Politecnico a quello dello Iulm, dal Museo delle Culture alla Villa Reale di Monza. Iniziativa ambiziosa anche nel budget: circa 12 milioni, di cui 5 di finanziamento diretto della Triennale e dai contributi dei suoi partner e sponsor, 5 dalle quote di partecipazione e 2 dalle vendite dei biglietti.

Intanto, alla chiusura di «Arts and Foods» la nuova mostra ospitata nel piano terra della Triennale è ambiziosa già nel titolo, «Comunità Italia. Architettura, città e paesaggio dal dopoguerra al Duemila» (a cura di Alberto Ferlenga e Marco Biraghi, dal 28 novembre al 6 marzo 2016).

www.triennalextra.org


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