CIAM 2019, sguardi e azioni oltre l’evento

by • 13 Novembre 2019 • Professione e Formazione777

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Report dal congresso di Bergamo che ha celebrato senza nostalgia il CIAM del 1949, riflettendo sulle sfide che deve affrontare la trasformazione urbana

 

BERGAMO. La celebrazione del 70° anniversario del Congresso internazionale di architettura moderna tenutosi nel 1949 non è caduta nella trappola nostalgica. Lo sforzo profuso dall’Ordine degli Architetti, insieme all’Università di Bergamo e al Politecnico di Milano, è andato nella direzione di contestualizzare nel presente il dibattito disciplinare e le tematiche trattate, proiettandole nel futuro attraverso un programma di eventi che continueranno da subito il percorso avviato.

I numeri registrati dalla quattro giorni bergamasca sono di tutto rispetto: 30 ore di dibattito, 45 relatori (provenienti anche da Francia, Svizzera, Lettonia, Spagna, Olanda, Belgio, Cina, Germania), 80 interventi, 135 contributi inviati sulla piattaforma web e oltre 2.000 partecipanti, molti dei quali hanno seguito i lavori a distanza in modalità webinar. Ma al di là della lusinghiera contabilità e al netto di qualche peccato veniale, dovuto principalmente alla pluralità delle voci coinvolte, l’aspetto su cui vale la pena soffermarsi riguarda l’interrogativo di come potrà evolversi e articolarsi, nei prossimi mesi o anni, la riflessione iniziata dalle sessioni 2019 e quale sarà veramente il suo portato culturale e disciplinare. Proprio nella volontà di proseguire il cammino si rinviene infatti l’aspetto più interessante di una manifestazione che non è stata ideata come evento fine a se stesso ma come la prima pietra di una costruzione che potrà crescere in futuro.

Il post CIAM ruoterà attorno al concept “Second Life”, già diffusamente esplorato dal convegno, e continuerà a indagare il riuso e la rigenerazione dell’architettura e dei luoghi urbani. Un documento di sintesi, evocativamente chiamato “Carta di Bergamo 2020”, verrà messo a punto con l’intenzione di tracciare le linee guida che rielaboreranno concetti e parole chiave emersi nei dibattiti, mentre le tre piattaforme web attive in occasione della manifestazione rimarranno aperte e potranno diventare un osservatorio permanente delle trasformazioni urbane. Atlante Second Life continuerà a raccogliere le segnalazioni di edifici e spazi abbandonati o dimenticati, varcherà i confini della provincia di Bergamo (territorio sperimentale della fase di lancio) e verrà allargato ad altre province italiane. Grid Second Life sarà disponibile per l’upload di nuovi progetti che si aggiungeranno a quelli presentati nelle sessioni del CIAM. Infine, Forum Second Life metterà a disposizione i “paper” presentati durante i lavori congressuali – sviluppati attorno ai temi del riuso, dell’economia circolare, dello spazio pubblico, della rigenerazione urbana e della trasformazione dei paesaggi – permettendo aggiornamenti anche provenienti da discipline diverse dall’architettura, per favorire una condivisione dei saperi della cultura e della società contemporanea.

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