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Torino Design City – Transizioni Tangibili, il design come strumento per leggere le transizioni

Torino Design City – Transizioni Tangibili, il design come strumento per leggere le transizioni

"EcoRADAR", dall'8 al 31 ottobre al MAcA-Museo A come Ambiente (©Fabio Oggero)

Dall’8 al 31 ottobre, la prima edizione del nuovo appuntamento biennale promosso da Città di Torino e Politecnico di Torino per mettere a sistema competenze, attori, associazioni e professionisti

 

TORINO. Dall’8 al 31 ottobre Torino ospita la prima edizione di “Torino Design City – Transizioni Tangibili”, nuovo appuntamento biennale promosso dalla Città di Torino e coordinato dal Politecnico di Torino nell’ambito del riconoscimento di Torino come Città Creativa UNESCO del Design. Un’iniziativa che nasce con un obiettivo dichiaratamente territoriale: mettere in relazione le molte competenze che compongono oggi l’ecosistema piemontese del design, dalle imprese alle università, dalle istituzioni ai professionisti, dalle associazioni alle realtà culturali.

Il tema scelto per questa prima edizione è quello delle Transizioni Tangibili, con particolare attenzione alla dimensione ecologico-ambientale. Il programma, curato da Claudio Germak, professore ordinario di Design al Politecnico di Torino, prova così a spostare il discorso sulla sostenibilità dalla dimensione astratta delle strategie a quella concreta degli oggetti, dei processi, dei servizi e dei comportamenti. “Ogni oggetto o servizio disegna anche una relazione con il pianeta: nelle risorse che richiede, nel tempo per cui dura, nelle tracce che lascia”, osserva Germak.

Il cuore della manifestazione è il MAcA-Museo A come Ambiente, all’interno di Parco Dora, luogo particolarmente significativo per affrontare il rapporto fra trasformazione, memoria industriale, ambiente e vita urbana. Qui sono allestite tre delle sei mostre in programma. “ecoRADAR” riunisce oltre 30 aziende e designer piemontesi, mostrando prodotti e servizi legati a riduzione, riciclo, riuso, rigenerazione e prolungamento della vita dei materiali. “ecoFUTURE” presenta invece progetti provenienti da Politecnico, Accademia Albertina, IED e IAAD, mentre il “creativeHUB” esplora il ruolo delle industrie culturali e creative nella costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili.

Il programma esce però rapidamente dal museo per attraversare la città. Sotto i portici di piazza Palazzo di Città, “Il Cibo è” ricostruisce attraverso immagini e documenti il rapporto fra alimentazione, tecnologie, oggetti, servizi e trasformazioni urbane; ai Cantieri Gruppo Building, “Futures Players” utilizza il graphic design e il videogioco per interrogare gli immaginari ecologici del futuro. A Dorado, “The Green Urban Fabric”, curata da Stratosferica, mette invece a confronto 13 esperienze internazionali di trasformazione urbana, dal riuso di infrastrutture alla gestione delle acque e ai parchi galleggianti.

 

Un progetto diffuso per costruire relazioni

È proprio questa dimensione diffusa a costituire uno degli aspetti più importanti dell’iniziativa. Torino Design City non si limita a proporre una rassegna di mostre e conferenze, ma vuole costruire una piattaforma di relazioni. I 23 talk sono articolati in tre sezioni: “Inspiring Dialogues”, con designer e professionisti chiamati a confrontarsi sulle transizioni ambientali; “Behind Design”, dedicata a materiali, servizi e processi produttivi; “Design Voices”, focalizzata invece sul rapporto fra design, territorio, politiche pubbliche, innovazione e cultura.

A completare il programma sono workshop per le scuole, proiezioni, tour, attività nei quartieri e iniziative capaci di portare il design dentro forme meno convenzionali di partecipazione, dallo sport al cinema fino alla bicicletta. L’obiettivo è superare i confini degli addetti ai lavori e rendere il design accessibile anche a studenti, cittadini e turisti.

La manifestazione assume un significato che va oltre il calendario di ottobre. Torino possiede una storia del design strettamente legata alla sua identità industriale, ma oggi il sistema comprende ricerca, formazione, nuove imprese, tecnologie e cultura. La prima edizione di Torino Design City vuole rendere visibile questa rete e, soprattutto, a farla dialogare. Non tanto coordinare un sistema già esistente, dunque, quanto creare le condizioni perché soggetti diversi possano riconoscersi e generare nuove relazioni.

Il programma conta 6 mostre, 23 talk, 2 proiezioni, 4 workshop per le scuole, 12 tour, un Forum con 10 Città Creative UNESCO e 8 appuntamenti collaterali. Numeri importanti per una prima edizione, la cui efficacia si misurerà però soprattutto nella capacità di lasciare relazioni, collaborazioni e progettualità oltre la durata dell’evento. È qui che Transizioni Tangibili può diventare più di una rassegna: uno strumento per interrogare il ruolo del design nella trasformazione concreta di Torino e del territorio piemontese.

 

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Last modified: 6 Ottobre 2026
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