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Margherita ToffolonScritto da: • Reviews

Storica ma nuova: il Compasso d’Oro e la sua collezione

Storica ma nuova: il Compasso d’Oro e la sua collezione

Collezione ADI Design Museum, Milano, 2026 (courtesy ADI, @ Denise Manzi)

All’ADI Design Museum di Milano un percorso rinnovato con gli oggetti premiati, dal 1954 ad oggi: didascalie coinvolgenti, pittogrammi, materiali espositivi riordinati. E un originale accoppiamento fra oggetti mitici e riferimenti culturali e sociali

 

MILANO. Zizì in gommapiuma e filo di rame cotto, come spiegato dalla chiara ed esaustiva didascalia in posizione di primo piano, campeggia al centro del contenitore espositivo del Compasso d’Oro 1954. La scimmietta giocattolo di Bruno Munari (purtroppo non più in produzione) è fra gli oltre 400 oggetti e progetti che compongono il nuovo percorso della Collezione storica del Compasso d’Oro) dell’ADI Design Museum di cui il nuovo ordinamento, a cura di Maite García Sanchis, rivela la genesi con materiali inediti e documenti d’archivio.

Disegni tecnici, schizzi, immagini pubblicitarie, riviste, prototipi, modelli, corrispondenze, materiali provenienti anche da archivi di progettisti e imprese che includono anche il packaging, come il sacchettino di plastica con la riproduzione della maglia di una gabbietta nel caso di Zizì, per far capire quanto il design sia un processo totalizzante dall’idea alla realizzazione.

Dopo 5 anni dall’apertura dell’ADI Design Museum sebbene le “scatole” che raccolgono i premiati dell’anno siano rimaste le stesse, il progetto curatoriale, l’allestimento minimale di Matteo Vercelloni, la grafica di Francesco Franchi e Davide Mottes con il font Modulo, molto utilizzato negli anni Settanta e qui appositamente digitalizzato, offrono una lettura viva della vasta collezione che richiede sicuramente tempo e attenzione.

Tanti i richiami grafici che facilitano l’individuazione anche al pubblico di non addetti ai lavori: in alto a sinistra, lo schema riassuntivo con il nome del prodotto, del designer e del produttore, in basso la lunga sequenza di grandi didascalie in 4 colori volutamente inclinate secondo il cono ottico.

Fra le molte novità l’approfondimento letterario “Antologica. Oggetti tra le righe” di Domitilla Dardi e Andrea Anastasio, curatore anche dell’allestimento, in linea con l’interpretazione di affondo data alla raccolta.

L’apposita didascalia in giallo indica proprio quale particolare oggetto premiato è raccontato in libera associazione con un brano di letteratura, all’interno della quinta espositiva che ne riprende il colore, come per il modello dell’aeroplano da turismo F.8L Falco di Stelio Frati, prodotto da Aviamilano Costruzioni Aeronautiche, che prende il volo tramite le parole di Antoine de Saint-Exupéry (“Volo di notte”, 1931).

La lettura del percorso all’interno delle diverse edizioni del premio risulta scorrevole per la presenza di un pittogramma ricorrente che collega ogni oggetto ai testi e ai materiali di approfondimento, per le didascalie rosse che individuano i prodotti premiati con il Compasso d’Oro alla Carriera e per quelle blu riferite ai premi delle edizioni internazionali, istituiti rispettivamente nel 2020 e nel 2015 (introdotte nel 2015 e nel 2020).

Gli oggetti non sono solo parti di uno sfondo espositivo o narrativo, ma protagonisti delle memorie individuali e comunitarie per la presenza in racconti, romanzi, poesie o in film come la poltrona Sacco di Zanotta nel film “Fracchia la belva umana” interpretato da Paolo Villaggio nel 1981. Un’associazione coinvolgente che stempera la puntuale ricostruzione della collezione dal 1954 fino a oggi diventando parte del vissuto quotidiano di ognuno di noi.

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Tag: , , , , , , Last modified: 27 Settembre 2026
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