Secondo Franck Geiling, direttore del settore Architettura, urbanistica e sviluppo sostenibile di «Euroméditerranée», il processo di riqualificazione urbana innescato dal programma ha mostrato in questi anni punti di forza e criticità. I risultati ottenuti sono in gran parte da attribuire a una governance condivisa tra lo Stato e gli enti locali, che finanziano il progetto e garantiscono una continuità di sostegno economico al di fuori da ogni contingenza politica ed elettorale. Lo strumento della leva finanziaria, poi, ha fatto sì che a ogni euro di denaro pubblico investito siano corrisposti tre euro dinvestimenti privati (450 milioni pubblici a fronte di 1,5 miliardi privati). Dal punto di vista del progetto, lo strumento del Piano guida ha permesso di fissare le direttrici che strutturano la trasformazione nel lungo periodo, garantendo però la possibilità di apportare nel tempo tutti quegli aggiustamenti necessari a tenere conto dellevoluzione dellambiente economico e sociale. Un punto debole del processo di trasformazione è sicuramente linerzia delle procedure amministrative, che rendono complicato lavanzamento dei progetti, attenuandone gli effetti di traino sui settori urbani limitrofi: sono sistematici i ricorsi depositati da privati cittadini, privi di senso dellinteresse collettivo, contro i progetti delle nuove opere. Un altro aspetto critico risiede nel fatto che «Euroméditerranée» non ha voce in capitolo in materia di spazio pubblico: durante le concertazioni con la popolazione emerge sistematicamente la questione della pulizia, della sicurezza e dellinciviltà, penalizzando indirettamente il lancio di nuovi progetti di riqualificazione.
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