È la bandiera, insieme allinno (di Mameli o «Va Pensiero»?) a dividere gli animi dei veneti: il Leone di San Marco, glorioso vessillo della Serenissima, opposto al tricolore. Molti gli episodi di attrito, persino nelle sedi istituzionali. La Regione Veneto è stata lultima a dotarsi di una legge per i 150 anni dellUnità dItalia: varata solo lo scorso 20 gennaio. Stanziamento: 150.000 euro, poco più di 20.000 a provincia. A gestire levento non è però la Giunta regionale, ma il Consiglio, presidente Clodovaldo Ruffato (Pdl). Poco il tempo per programmare le iniziative: tra quelle sicure, una seduta straordinaria del Consiglio regionale, il 17 marzo, allUniversità di Padova e la conclusione delle celebrazioni, il 28 ottobre, al Teatro La Fenice di Venezia. Con unappendice, il 4 novembre, a Vittorio Veneto, dove si svolse la battaglia decisiva della grande guerra. Verona (che ha programmato per il 17 marzo una giornata del tricolore non stop dalle 10 alle 24) dedicherà particolare attenzione ai rapporti tra i cattolici e il Risorgimento, con una serie cadenzata di conferenze. Con un giorno di anticipo, il 16 marzo, a Vicenza (sindaco Achille Variati, Pd) un immenso tricolore ricoprirà la piazza principale. Su ciascuna striscia un pensiero espresso dagli studenti del capoluogo e da quelli delle scuole superiori dellintera provincia. Iniziativa avallata dalla Regione. A Venezia perno delle manifestazioni è la mostra «Venezia che spera. Lunione allItalia 1859-1866» (Museo Correr, 16 marzo-29 maggio), dal titolo di un quadro di Andrea Appiani che rappresenta il clima di attesa della città negli anni precedenti la sua annessione. Capitolo Biennale: il Padiglione Italia allArsenale sarà, eccezionalmente portato a 3.300 mq espositivi (solo in occasione dei 150 anni, precisa il presidente Baratta, poi parte di questi spazi saranno adibiti a servizi). Nel programma nazionale dei 150 anni era incluso, anche, un finanziamento speciale per il nuovo Palazzo del cinema.
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