A Parma nascerà il più grande centro commerciale dellEmilia Romagna e il suo sviluppo, capitanato da Coopsette e dallimpresa Pizzarotti, è senza dubbio la vera novità allinterno delle pochissime presentate a Eire nel campo del real estate commerciale. Interessante anche la presentazione del progetto, dove sia larchitetto Mario Cucinella che lesperto di antropologia Giorgio di Tullio hanno dichiarato finalmente la fine degli «scatoloni, delle scatole da scarpe contenitori di commercio» e la nascita anche in Italia di luoghi di commercio dedicati più che alla vendita «alla fruizione degli spazi». Il progetto dà grande enfasi al prodotto alimentare, visto come insieme delle eccellenze che vedono in Parma e nel suo territorio una delle realtà più importanti dEuropa. Anche la creazione di passeggiate e lalternare il costruito a parchi e corsi dacqua così come il ricorso a poche superfici medie e grandi sono una vera innovazione.
Tutto meraviglioso? Si, ma anche un pochino utopistico e di grande difficoltà. Oggi i soli interlocutori che riescono a finanziarsi nuove aperture commerciali sono le grandi catene e i gruppi che fanno capo a multinazionali, sempre più vicini al mercato italiano. I piccoli commercianti, quelli che riescono a trasformare gli scatoloni in spazi per il consumatore, sono oggi schiacciati dalla crisi finanziaria e dalle banche che non aprono linee di credito sufficienti per permettere il loro sviluppo. È bello avere luoghi dove ricreare uno shopping urbano, ma senza adeguati accordi con il mondo finanziario come potranno essere presenti i commercianti veri e non le grandi catene? Gli sviluppatori hanno pensato a questo? Hanno pensato a formule diverse rispetto al solito minimo garantito già al livello massimo raggiungibile in base a percentuali sullincasso? Gran bel progetto che necessita però di soluzioni economiche nuove. Aspettiamo per vedere e capire che cosa succederà.
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