Non sarà più osservato il criterio espositivo topografico, ma per grandi temi: preistoria, precolonizzazione, colonizzazione greca e civiltà indigene, santuari, artigianato, scultura, ecc. Solo lantica Reggio farà eccezione, dal momento che non esiste un museo cittadino dellevo antico. Per lallestimento sono ancora al vaglio, di concerto con la Soprintendenza, alcune soluzioni. In primis, lindividuazione della sala che ospiterà i Bronzi, la quale richiede particolari condizioni igrometriche e disolamento sismico. La variante di progetto messa a punto dallo studio Abdr prevede un ampio spazio sulla terrazza di copertura con vista sulla città e lo Stretto (roof garden con ristorante e caffetteria), e un atrio espositivo ricavato dalla chiusura vetrata della corte interna del palazzo, pensato come fulcro delledificio. Un percorso continuo, a spirale, condurrà il visitatore dai piani superiori al piano terra (invertendo il precedente percorso di visita), lungo le diverse altezze di affaccio diretto delle sale sullatrio centrale, che ospiterà la ricostruzione in anastilosi dei frammenti di templi classici (come quello ionico di Marasà di Locri Epizefiri del V secolo, del quale sono rimasti alcuni elementi di facciata che verrebbero ricomposti per unaltezza di 11 m) o dinteri partiti architettonici. La copertura della corte prevede una struttura reticolare spaziale davanguardia (e da primato quanto a dimensioni per uso civile), una «tensegrity» rivestita superiormente da lastre di vetro semitrasparente calpestabile, al fine di celare da terra la vista del piano aggiunto, onde non alterare la percezione del progetto piacentiniano.
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