Era una villa unifamiliare costruita a Gavirate (Varese) nel 1928 ledificio prototipo presentato alla stampa il 16 febbraio scorso in occasione del 4° anniversario dellentrata in vigore del Protocollo di Kyoto come esempio di applicazione delle dieci «mosse CasaKyoto» per la riqualificazione energetica delledilizia esistente. Dopo un anno di lavori (e circa 300.000 euro di spese, tutte detraibili al 55% grazie agli incentivi per la riqualificazione edilizia) ledificio è passato dalla classe G (media degli edifici italiani) alla classe A, facendo risparmiare allutenza circa il 90% dei consumi (da 218 kWh/mq annui a 11). Questo significa la totale assenza di emissioni (da qui il nome che richiama il Protocollo di Kyoto) e il taglio delle bollette grazie a impianti alimentati elettricamente da pannelli fotovoltaici installati sulla copertura (prima dei lavori i consumi erano di circa 3.000 euro annui, oggi 300). Entro fine anno, un ulteriore risultato sarà raggiunto grazie allattivazione del conto energia: consumo e costi dovrebbero essere addirittura azzerati perché si produrrà più energia di quella consumata. La realizzazione del prototipo, coordinata dallarchitetto Susanna Mammi insieme ai tecnici dello studio TEP srl – Tecnologia e Progetto con il patrocinio di Anit (Associazione nazionale per lisolamento termico e acustico), ha visto coinvolte importanti aziende che hanno applicato le loro tecnologie più avanzate: Aldes, Alphacan, Bampi, Caparol, Celenit, Gewiss, Tecnasfalti, Maico, Knauf, Kloben, Saint Gobain Glass e Dupont. La casa è oggi visitabile gratuitamente per «toccare con mano» le tecnologie applicate ed è sede di corsi per i professionisti. Casakyoto è un progetto lanciato nel 2007 da unidea di TEP srl. Sul sito ww.casakyoto.eu è possibile visionare le dieci «mosse casa Kyoto», prenotare una visita alla casa e registrarsi ai convegni gratuiti in programma per lautunno (il 7 e il 9 ottobre rispettivamente presso il Centro Congressi di Bari e presso UmbriaFiere a Bastia Umbra).
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