La Finlandia (e il Giappone) di Kaija e Heikki Siren

by • 6 Novembre 2020 • Reviews1187

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A Espoo e Helsinki, due mostre celebrano la coppia di protagonisti dell’architettura nordica del secondo Novecento

 

La Finlandia celebra l’opera di Kaija Siren (1920-2001) e Heikki Siren (1918-2013), coppia nella vita e nel lavoro e protagonisti dell’architettura finlandese del secondo Novecento, con due mostre inaugurate nel 100° anniversario della nascita di Kaija Siren.

La mostra “Everything and Nothing – Architects Kaija + Heikki Siren” all’Espoo City Museum KAMU, curata da Elina Standertskjöld, costituisce la prima retrospettiva completa dell’opera dei Siren. Il titolo prende spunto dal compositore Luigi Nono che, visitando il “Piccolo palcoscenico” del Teatro nazionale finlandese progettato dai Siren nel 1954, osservando la semplice bellezza delle forme unita alla funzionalità dello spazio, tipiche del loro stile minimalista, esclamò: “tutto e niente!”.

Proporzioni sofisticate, rapporto armonioso con la natura, sperimentazione tecnologica e uso di materiali di alta qualità sono alcuni aspetti che vengono indagati nell’ambito della mostra. Nell’arco della loro carriera di oltre cinquant’anni, i Siren progettano in Finlandia scuole, chiese, centri sportivi, piani regolatori, edifici commerciali, amministrativi, culturali, residenziali e industriali. Hanno inoltre ricevuto importanti commesse internazionali, tra queste il Palazzo dei congressi di Baghdad (1982), la sala da concerti Brucknerhaus a Linz, in Austria (1972), il complesso residenziale a Boussy-Saint-Antoine vicino a Parigi (1970), oltre a numerose opere realizzate in Giappone.

Le architetture degli anni ’50-’60 vengono presentate con attenzione particolare all’area di Espoo: tra queste la cappella, le residenze e il ristorante per studenti nel campus del Politecnico di Otaniemi, le case a schiera sperimentali e le scuole nella città-giardino di Tapiola. La loro opera prediletta, forse anche la più nota a livello internazionale, è la cappella di Otaniemi (1957): semplice edificio in mattoni e legno con dietro all’altare, una parete di vetro che apre l’interno verso la natura; una separazione inesistente ed esistente allo stesso tempo. Una croce è posta dietro la parete vetrata e davanti al bosco. Qui tutti gli elementi sono in armonia e creano uno spazio spirituale intenso dal risultato poetico. Così venne descritta da Gio Ponti: “Mai la mia coscienza religiosa fu tanto commossa da una architettura, ed indimenticabilmente”. La stretta relazione tra edificio e natura è stata la motivazione principale per il conferimento del Premio internazionale Carlo Scarpa per il Giardino nel 2009.

Poco distante sorge negli anni ‘50 la città-giardino di Tapiola, in cui troviamo all’opera una nuova generazione di architetti finlandesi tra cui Aarne Ervi, Aulis Blomstedt, Viljo Revell, Aarno Ruusuvuori e i Siren. Vengono realizzati complessi residenziali con diverse tipologie edilizie, risultato della combinazione tra funzione, fattori economici e tecnologie costruttive industriali ben ambientati nel paesaggio circostante. Qui i Siren sperimentano innovativi sistemi costruttivi con unità prefabbricate in legno dai dettagli raffinati.

Appare evidente l’intensità con cui la natura entra nell’architettura e nella vita dei finlandesi. La maggior parte del Paese è infatti ricoperto da foreste e laghi. In questo ambiente, le case di vacanza, situate in campagna o nell’arcipelago, costituiscono un riparo per ascoltare in silenzio la voce della natura: uno degli esempi più noti è il complesso di edifici della residenza estiva della famiglia Siren sull’isola di Lingonsö (1966-69). Sugli scogli di fronte al mare, come una scultura posata sulla roccia, è collocato un piccolo padiglione, una “cappella”, un rifugio contemplativo caratterizzato dalla semplicità della forma e della struttura in legno. Le pareti vetrate aprono la vista su un magnifico ambiente naturale composto da rocce granitiche, pini, betulle, muschi e cespugli di mirtilli. Qui l’architettura s’integra con lo spirito del luogo, ascolta il genius loci.  Possiamo ritrovare alcuni archetipi alla base dell’architettura e della cultura finlandese – silenzio, semplicità e rapporto con la natura – che influenzano le concezioni dello spazio, l’uso dei materiali e la scelta delle forme architettoniche.

La mostra indaga le principali caratteristiche dell’architettura dei Siren attraverso un’ampia gamma di materiali visivi, modelli in scala e disegni originali inediti. La realtà aumentata, i video a 360° e le immagini dai droni offrono una nuova prospettiva sull’architettura quotidiana. Tramite installazioni realizzate appositamente, è possibile entrare virtualmente in una loro casa a schiera, osservare alcune architetture sia all’epoca della realizzazione sia come appaiono oggi, oppure contemplare la cappella di Otaniemi al mutare delle stagioni, osservare l’architettura di Tapiola dall’alto, o toccare il modello in scala dei pilastri lignei del ristorante Servin Mökki a Otaniemi.

 

Non solo Finlandia

In contemporanea, il Museo di architettura finlandese di Helsinki indaga la speciale relazione dei Siren con il Giappone nell’ambito della mostra “Quite Japanese – yet so Finnish: Kaija + Heikki Siren”, curata da Frans Autio e Juhana Lahti. Nel corso della loro carriera i Siren progettano e realizzano diverse opere in Giappone. Un’affinità elettiva lega l’architettura finlandese a quella giapponese, in cui ritroviamo temi comuni come l’attenzione al rapporto con l’ambiente, la sapiente combinazione tra spazi interni ed esterni, l’utilizzo del legno come materiale prediletto, il richiamo alle tecniche costruttive tradizionali, le caratteristiche di semplicità e autenticità.

In mostra vengono presentati progetti realizzati tra gli anni ’50-’70 in cui è possibile ritrovare le connessioni più rilevanti tra l’opera dei Siren e l’architettura nipponica: la cappella di Otaniemi, gli edifici dell’isola di Lingonsö, il ristorante del Golf club Utsjoki a Karuizawa (1974), il Golf club Center di  Ōnuma (1976), così come i cottage con sistemi costruttivi standardizzati realizzati in varie parti del Giappone negli anni ’70.

In occasione delle mostre è stato pubblicato dal Museo di Architettura Finlandese il volume Kaikki ja ei mitään – arkkitehdit Kaija + Heikki Siren, che analizza la vita e le opere dei Siren. La mostra di Helsinki rimarrà aperta fino al 5 dicembre 2020 mentre, sperando in tempi migliori, sarà possibile visitare fino al 9 gennaio 2022 la mostra al KAMU, situato negli spazi dell’ex tipografia Weilin & Göös progettata a Tapiola negli anni ‘60 dall’architetto Aarno Ruusuvuori, la cui poetica delle strutture meriterebbe da sola una visita.

 

Immagine di copertina: Kaija e Heikki Siren nella loro casa-studio sull’isola di Lauttasaari a Helsinki (foto: Siren Architects)

 

 

“Everything and Nothing – Architects Kaija + Heikki Siren”
23 ottobre 2020 – 9 gennaio 2022
KAMU – Espoo City Museum
WeeGee Exhibition Centre, Ahertajantie 5, Espoo, Finlandia

“Quite Japanese – yet so Finnish: Kaija + Heikki Siren”
23 ottobre – 5 dicembre 2020
Museum of Finnish Architecture
Studio exhibition space, Kasarmikatu 24, Helsinki, Finlandia

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