Ritratti di città. Ravenna fa rima con ambiente e cantieri

by • 20 Gennaio 2020 • Città e Territorio, Mosaico1038

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Il capoluogo romagnolo tra inaugurazioni, buone pratiche urbane ed opere in corso anche alla scala del paesaggio

 

Questo scorcio di decennio ha portato a Ravenna due importanti novità che s’intrecciano con programmi ed opere ancora in corso, in una città che ormai si avvicina a grandi passi alle celebrazioni per il 700° anniversario della morte di Dante (2021), una delle icone più importanti della capitale dei mosaici.

La fine del 2019 ha visto la chiusura di un cantiere atteso da anni: il Mercato coperto, inaugurato il 5 dicembre nella centralissima piazza Paolo Costa, snodo urbano e commerciale tra piazza del Popolo e via Cavour. Dopo la concessione del bene in project financing, avvenuta nel 2010, i lavori – stimati in circa 2 anni – procedono con soste e ripartenze tra il 2015 e il 2017, quando emergono importanti reperti archeologici. Originariamente aperto al pubblico il 28 ottobre 1922 (giorno della marcia su Roma), oggi l’edificio si presenta con una superficie raddoppiata fino a 4.000 mq, grazie ad un nuovo soppalco e funzioni rinnovate (supermercato, libreria, birrificio artigianale, due ristoranti, sette chioschi). Il progetto, firmato da Paolo Lucchetta, per un importo di circa 13 milioni, è stato condotto con attenzione all’accessibilità, alla sostenibilità (protocollo LEED) ed al rispetto delle preesistenze. Si dispone così di un polo commerciale di qualità, aperto 7 giorni su 7: un intervento di respiro europeo, ancora assente in una città che ripone nel turismo di livello uno degli obiettivi della propria strategia di sviluppo.

Il 2020 si è invece aperto con una piccola/grande rivoluzione territoriale. L’1 gennaio è stato chiuso l’impianto di termovalorizzazione lungo la strada statale Romea. L’impianto . tra i più datati della Regione Emilia-Romagna – aveva un funzionamento di circa 8.000 ore annue ed una capacità di smaltimento pari a circa 180.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani e speciali non pericolosi. La sua chiusura, mentre in alcune aree del Paese si discute ancora d’incenerimento, è stata resa possibile grazie alla storica sinergia ai diversi livelli amministrativi ma anche dagli ottimi risultati della raccolta differenziata che, in linea con la media regionale, sfiora il 70%. Si tratta di una tappa importante in tema ambientale per un’area che fa ancora i conti con la massiccia industrializzazione del boom economico del secolo scorso, la quale non ha risparmiato zone umide (siamo ai confini meridionali del Parco del delta del Po), pinete e l’area a ridosso di uno dei litorali più frequentati dell’Adriatico, fino al suo cuore storico.

Qui la Darsena attende, oltre ad una sognata ricucitura con la città – separata dalla stazione ferroviaria -, la bonifica dello specchio d’acqua, mentre sulle banchine sorgono locali ricercati (persino una birreria artigianale, e la riproduzione del Moro di Venezia, lo scafo protagonista dell’America’s Cup 1992). Sempre lungo il porto canale, sta per essere realizzata una passerella in legno e acciaio zincato (oltre 1 km il suo sviluppo complessivo) rialzata di circa 80 cm dall’attuale piano strada (progetto di Teprin Associati). Il percorso, eseguito per stralci, offrirà un rinnovato modo di vivere: “Ravenna in Darsena, il mare in piazza” è infatti il titolo del maxi programma avanzato per il cosiddetto Bando periferie di cui la passerella è solo una premessa e, dato il blocco dei lotti di finanziamento successivi al primo, rappresenta un intervento realizzato con fondi comunali per innescare una vivacità progettuale anche nel settore privato.

Nel solco della democrazia urbana, Ravenna ha ottenuto nell’anno appena concluso un importante finanziamento comunitario da 6 milioni grazie al bando “Urban Innovative Action” (UIA), all’interno del quale – con il progetto “DARE” – la città promuove un’importante partnership pubblico-privata ai fini della realizzazione di una nuova infrastrutturazione digitale per il miglioramento non solo del rapporto tra amministrazione e cittadini ma, anche, per favorire l’elaborazione condivisa delle politiche urbane.

L’impegno della città nel campo dell’ascolto e della riqualificazione urbana è stato riconosciuto con il Premio Urbanistica 2019, conferito dall’Istituto Nazionale di Urbanistica all’Amministrazione comunale nella categoria “Innovazioni tecnologiche per la gestione urbana” con il progetto “Ravenna rigenera”, che unisce a nuovi percorsi di attraversamento della città storica la riqualificazione dell’ex Caserma Dante, dove è prevista la desigillatura di circa 14.000 mq di piazzali oggi impermeabili, da destinare a parco, giardino e orto pubblico.

Sul fronte ambientale/paesaggistico, sta per andare in appalto l’intervento di riqualificazione della fascia retrodunale denominato Parco marittimo (progetto di Agence Ter/Paisà Architettura del Paesaggio Stignani Associati/Tassinari Associati e Studio M), che unirà i quasi 40 km di costa ravennate attraverso percorsi e punti di osservazione immersi tra sabbia e pinete. A sud del centro urbano, invece, sarà a breve realizzato il Parco Cesarea, previsto dal “Piano di settore del verde del capoluogo”, per ridefinire i margini delle nuove aree di espansione (consolidate e di previsione), ridisegnando un paesaggio che i sistemi agricoli hanno trasformato con un’elevata rigidità formale, quasi in continuità con la centuriazione romana. Il disegno del parco (progetto di Paisà Architettura del Paesaggio Stignani Associati) “si scosta dall’esistente per creare una nuova forma di naturalità”.

Infine, il capitolo delle opere in cantiere, di cui si attende il completamento. Dalla rinnovata sede del Museo del Risorgimento (Aurea Progetti), nel settecentesco Palazzo Guiccioli, dedicato anche a Lord Byron che, nell’edificio, visse per due anni; al polo degli Uffici comunali e nuova sede ARPA (behnisch architekten + Politecnica) e dell’Archivio arcivescovile che, vantando una continuità dal V sec. d.C., può considerarsi tra i più antichi dell’Occidente: con un intervento di 3 milioni (progetto di Nuovostudio), l’Archivio ospiterà, su 1.200 mq per tre livelli, anche la Biblioteca diocesana, divenendo moderno scrigno di un patrimonio di oltre 90.000 volumi.

 

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