«NovarArchitettura 2.0.19»: guardando al di là dei confini

by • 16 Settembre 2019 • Professione e Formazione825

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Quarta edizione della rassegna biennale organizzata dall’Ordine degli architetti di Novara e Verbano-Cusio-Ossola

 

NOVARA. Per la quarta volta dal 2013, anche quest’anno – dal 20 settembre al 6 ottobre – gli architetti novaresi animeranno la loro città con installazioni, eventi e incontri che trasformeranno i luoghi più significativi dell’identità urbana in contenitori di contaminazione culturale: reinterpretando i modi dell’abitare contemporaneo, architettura, paesaggio e arte diventeranno i lemmi di un nuovo dizionario dedicato a chi oggi vive la città velocemente, senza comprenderla e apprezzarla fino in fondo. È proprio da questa esigenza di avvicinare due mondi apparentemente distanti, quello dell’architettura e quello dell’abitare, che – sei anni fa – è nata NovarArchitettura, fortemente voluta dall’Ordine degli Architetti PPC di Novara e VCO e subito accolta dall’Amministrazione comunale.

La prima edizione ha dialogato con la città attraverso il tema del “riuso”, facendo emergere una delle più grandi sfide della nostra epoca, il risparmio delle risorse spaziali ed energetiche. Nel 2015, invece, il “territorio”, interpretato attraverso la valorizzazione, il recupero, l’utilizzo sostenibile e anche le sue numerose contraddizioni, ha caratterizzato l’intera manifestazione. Con obiettivi ancora più ambiziosi, nel 2017 «NovarArchitettura» ha indagato l’eterogeneo ruolo dell’architetto nei processi di trasformazione della città e dell’abitare contemporaneo, citando le grandi figure del passato e proiettando uno sguardo ottimista sul futuro. Il labirinto costruito all’interno del cortile del Broletto, luogo simbolo dell’identità novarese, ha materializzato il tema offrendo una sintesi del complesso dialogo tra la città, i suoi abitanti e gli attori che sono chiamati a ridefinirne i termini.

Quest’anno «NovarArchitettura» va «OLTRE». Partendo da una riflessione sulla caduta del muro di Berlino, di cui ricorre il trentesimo anniversario, lo sguardo degli architetti novaresi cerca di superare i confini della disciplina per aprirsi all’inesauribile mosaico culturale dei nostri tempi. Attorno all’installazione ideata dagli architetti Ruggero Biondo e Daniele Moro, che questa volta dialoga con il patrimonio storico della cattedrale di Santa Maria Assunta (il Duomo, per i novaresi), la consueta fittissima agenda di appuntamenti formerà un vero e proprio sistema di “agopuntura urbana” in cui sentire, vedere e leggere l’architettura. Partendo dal confronto tra eredità e rinnovamento, l’esplorazione di «NovarArchitettura 2.0.19» aggiunge un tassello importante al dibattito sulle emergenze della contemporaneità che non può più prescindere dalla condivisione con “l’Altro”. Il segreto perché tutto questo funzioni? Combinare competenza e professionalità con entusiasmo e passione: solo così si genera empatia e solo così la comunicazione funziona. Lo sanno bene tutti gli architetti novaresi che, caparbiamente, edizione dopo edizione si mettono al servizio della loro città e dei suoi abitanti per generare inedite visioni urbane.

 

Consulta il programma completo di «NovarArchitettura 2.0.19»

 

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